Là dove si incontrano scienza e fantasia - Bnews Là dove si incontrano scienza e fantasia

Là dove si incontrano scienza e fantasia

Là dove si incontrano scienza e fantasia
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Apparentemente scrivere di scienza e scrivere narrativa sono attività completamente eterogenee, eppure chi ha avuto l’occasione di frequentare entrambi gli ambiti in qualità di autore è testimone di un’interazione feconda tra i due piani. Come nasca la "trasgressione" - intendendo laicamente la parola nel significato etimologico di oltrepassare, andare oltre - ce lo racconta il professor Alessandro Abbotto, ordinario di chimica organica nel nostro Ateneo, che ha appena pubblicato un thriller e si prepara a scriverne il seguito.

Come è nata l’idea di scrivere un romanzo?

Per mestiere scrivo letteratura scientifica da sempre, ma soprattutto a partire dal periodo del lock-down ho cominciato a cimentarmi con un diverso tipo di scrittura: da principio ci sono stati alcuni saggi diretti al grande pubblico su argomenti legati alla mia attività di ricerca; poi poco alla volta mi sono spostato sulla narrativa diciamo così “storica”, nel senso che ho pubblicato una raccolta di racconti incentrati sulla vita quotidiana di alcuni grandi scienziati del passato. A un certo punto è sorta in me l’idea di mettermi alla prova con la fiction vera e propria. Lo spunto me l’ha fornito l’attualità, benché sullo sfondo rimangano sempre i miei interessi di ricerca. La Commissione europea, dopo la crisi del gas russo, ha promosso il piano REPowerEU, con l’obiettivo di rendere l’Europa indipendente sul piano dei rifornimenti energetici e accelerare la transizione verso l'energia pulita. L’Italia è un paese dalle forti esigenze energetiche, oltre 300 terawattora ogni anno. Essendo da questo punto di vista un paese di “grandi dimensioni”, è naturale che il suo mercato faccia gola a molti degli attori sulla scena. D’altro canto è anche un paese che fa ottima ricerca scientifica e quindi ho immaginato che avessimo sviluppato un pannello solare particolarmente efficiente, tale da poter rendere l’Italia autonoma dal punto di vista energetico. Questo è stato il contesto immaginario all’interno del quale ho sviluppato la trama narrativa, ma devo dire che l’ipotesi generale non è campata in aria, nel senso che il nostro paese avrebbe le potenzialità, in particolare grazie al solare e all’eolico, per essere indipendente.

È più facile scrivere un articolo scientifico o un capitolo di letteratura?

In effetti anche alcuni colleghi mi chiedevano stupiti: “ma come fai a scrivere narrativa?” In realtà per me è stato lo sviluppo di qualcosa che era già in potenza nel mio lavoro. Mi spiego: come ricercatori siamo abituati a scrivere non solo articoli scientifici, ma anche progetti di ricerca. Quello della presentazione di un progetto è un momento fondamentale perché non basta essere bravi nella ricerca scientifica o avere idee brillanti, se poi non sappiamo comunicare ad altri la fisionomia di ciò che abbiamo in mente o di ciò che abbiamo svolto nell’ambito di un progetto scientifico: qual è il potenziale e quali sono i punti di forza della nostra idea o del nostro lavoro. Senza questo poi è anche difficile trovare dei finanziamenti, quindi paradossalmente il primo passo verso una buona ricerca è proprio saper comunicare bene l’idea di base e poi, una volta effettuata la ricerca, saper descrivere in modo convincente ed efficace quello che abbiamo fatto e perché è stato importante farlo. Altrimenti non serve a nulla averlo svolto. È un punto sul quale insistiamo molto con gli studenti perché richiede esercizio, esperienza e appunto capacità di scrivere in modo efficace.

Certo poi ci sono delle differenze fondamentali tra i diversi stili di scrittura. La prima è il target: in un articolo scientifico scrivo ad una platea di addetti ai lavori, quindi la mia prima preoccupazione non è essere compreso da chiunque, come invece accade con la divulgazione scientifica.

Inoltre tra un articolo scientifico e un romanzo c’è una differenza fondamentale: nel primo caso la scrittura è il punto d’arrivo di uno sviluppo precedente, nel caso di un romanzo lo sviluppo è il romanzo stesso. Io ho sempre avuto molta facilità di scrittura, cosa che proviene dagli studi classici fatti da ragazzo; la bozza di un romanzo la posso scrivere in poche settimane. Quello che è impegnativo è il processo di revisione, rifinitura, correzione, che può richiedere anche un anno di lavoro: il libro deve poter arrivare a vivere di vita propria. Anche l’articolo scientifico in effetti passa attraverso un processo di revisione tra pari, la famosa “peer review”, ma paradossalmente per me è, in genere, meno impegnativo.

Si è ispirato a qualche autore in particolare?

No, non particolarmente; sono stato influenzato sicuramente dai gialli che leggo per passione: Grisham, Ken Follett, il thriller internazionale. Mi sono ispirato molto al cinema, che è una mia grande passione. Nel momento in cui immaginavo un personaggio e lo dovevo descrivere mi è venuto naturale pensare a grandi attori o a scene di film che sono rimaste impresse nella mia memoria. Tra l’altro, senza rendermi conto, ho scritto tutto il libro in prima persona e mi hanno spiegato gli editor che è una scelta abbastanza rara, perché presenta delle difficoltà dal punto di vista narrativo; per me invece è stato del tutto naturale.

La letteratura può essere un punto di incontro tra un sapere di tipo umanistico e di tipo scientifico?

Io credo che nella formazione di una persona il sapere scientifico deve essere solamente una parte dell’orizzonte. Per esempio questa mattina a lezione di chimica organica con i miei studenti ho parlato di musica. Le analogie tra il campo della conoscenza scientifica e il sapere umano in generale sono molte, e quanto più si ha una formazione completa tanto più si è anche migliori scienziati. È sbagliato credere di poter ridurre tutto ad una conoscenza scientifica o peggio ancora empirica. Il buon scienziato sa coniugare tutti gli aspetti, non si limita all’applicazione acritica di una metodologia.

Pensa di scrivere ancora fiction?

Ho appena consegnato all’editore la bozza di un secondo romanzo, con gli stessi protagonisti. Nella mia idea sono sulla strada di quella che dovrebbe diventare una trilogia.