Milano dall'alto

EMA a Milano: ecco i vantaggi, anche per Bicocca

La partita non è facile né scontata. Il 30 settembre la candidatura di Milano ad ospitare la sede dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) è stata accettata dalla commissione tecnica del Consiglio Europeo ma la decisione finale sarà presa il 20 ottobre. Le istituzioni cercano di vincere insieme questa sfida, ricalcando il “modello expo”.
Quali sono i motivi per cui Milano dovrebbe essere preferita alle altre candidate e quali ricadute positive potremmo trarre da una buona riuscita dell’operazione? Lo abbiamo chiesto ad Enrico Guarini (Economia Aziendale, Dipartimento di Scienze economico-aziendali e diritto per l’economia) Lorenzo Mantovani (Igiene Generale e Applicata, Dipartimento di statistica e metodi quantitativi) e Cristina Messa (Rettore del nostro Ateneo) che il 26 settembre a Bruxelles ha rappresentato le università milanesi nel comitato promotore della candidatura milanese.

Quali sono i punti di forza "scientifici" di questa candidatura e quali sono le più accreditate rivali europee?
Enrico Guarini - I punti di forza devono essere valutati nella prospettiva più ampia del sistema regionale e italiano: la qualità del nostro sistema sanitario, della ricerca scientifica e delle attività di prevenzione e controllo nel campo della salute pubblica e della sicurezza alimentare. Milano poi rappresenta per l’EMA un eccezionale ecosistema di ricerca e innovazione unico in Europa, grazie all’eccellenza degli ospedali pubblici e privati, alla presenza di importanti imprese farmaceutiche, dei suoi numerosi centri di ricerca universitari e delle nuove infrastrutture in corso di realizzazione (es. Human Technopole)
 
Lorenzo Mantovani - A meno di un'ora di treno di distanza  dalla sede EMA verrebbero a trovarsi infatti un numero di Scuole di Medicina e Chirurgia paragonabili se non superiori alla sede di Londra: 4 nella sola Milano, 7 in Lombardia, oltre a Bologna, Parma, Reggio Emilia, Torino, Novara... per non parlare di quelle di Farmacia e oltre 18 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. In questo senso, è degno di nota il fatto che alcune terapie rivoluzionarie siano state sviluppate proprio a Milano: è il caso di Strimvelis, la prima terapia genica divenuta farmaco per l'ADA-SCID.
Vienna, Amsterdam e Copenhagen sono concorrenti temibili: hanno cultura, sono già sede di agenzie internazionali, hanno scuole internazionali per i dipendenti e hanno ottimi collegamenti.

Milano sarà anche pronta a ricevere molto dall'eventuale insediamento di EMA: cosa può comportare la presenza dell'agenzia europea in termini economici e sociali?
Enrico Guarini - L’insediamento di una istituzione europea contribuisce ulteriormente al posizionamento di Milano nel contesto internazionale. Non vanno trascurate le opportunità di lavoro e i benefici economici per il territorio grazie alla domanda di nuovi servizi da parte del personale dell’agenzia e delle loro famiglie. L’EMA conta 900 dipendenti e muove un budget di circa 320 milioni di euro, di cui il 47% per le attività di valutazione scientifica dei farmaci, il 38% per stipendi e benefici ai dipendenti e il 15% per i costi di funzionamento della sede e dei servizi IT. Gran parte di queste risorse si tradurranno in acquisti di beni e servizi sul territorio. Ad esempio, per la valutazione dei farmaci l’EMA organizza ogni anno circa 160 incontri con vari stakeholder: questi sono in grado di generare mediamente oltre 24.000 presenze alberghiere e un indotto sulla città pari ad almeno 12 mln di euro.
 
Lorenzo Mantovani - Un migliaio di famiglie a Milano e si tratta di soggetti con un elevato reddito e alta capacità di spesa. Inoltre si trasferirebbe a Milano una parte probabilmente cospicua delle società di consulenza in ambito farmaceutico che attualmente hanno sede a Londra. Verosimilmente questo "indotto" avrebbe un impatto addirittura superiore a quello dell'EMA stessa e richiederebbe l'utilizzo di personale con elevate competenze, che certamente a Milano non manca. È probabile che nel medio-lungo periodo vi sia un trasferimento a Milano degli headquarters di alcune aziende farmaceutiche. Nel breve periodo invece potrebbero essere le start-up a scegliere Milano come sede europea.

L'Ateneo e i suoi studenti quale giovamento potrebbero trarre dall'insediamento di EMA?
Enrico Guarini - La presenza di EMA costituisce un’interessante opportunità per collaborazioni sul piano della formazione: EMA infatti offre un interessante Trainee Programme che consente ai laureati triennali di fare esperienza professionale presso l’agenzia fino a 18 mesi retribuiti.

Lorenzo Mantovani - EMA potrebbe essere lo sbocco occupazionale per laureati del nostro Ateneo, sia direttamente sia attraverso l'indotto di ricerca e/o consulenza.

Anche il Rettore Cristina Messa ci ha offerto la sua visione sulle possibili ricadute positive per Bicocca: "L’insediamento dell’Agenzia Europea del Farmaco a Milano porterebbe all'intero mondo universitario milanese maggiore visibilità internazionale. Il trasferimento dell’Ema in Italia offrirebbe agli Atenei la possibilità di dare forza al dialogo sui temi di ricerca e innovazione: attrarrebbe, infatti, visitatori che potrebbero interloquire con il mondo scientifico milanese, con ricadute positive sia in termini di investimenti che di vivacità scientifica e culturale. L’Università di Milano-Bicocca diventerebbe polo attrattivo per giovani studenti e ricercatori da tutto il mondo. Inoltre l’Ateneo potrebbe arricchire il sistema dell’innovazione europea, forte di elevate competenze di trasferimento scientifico e una rete di rapporti costruita negli anni con imprese, ospedali, e centri di ricerca internazionali"

Ti interessa l'argomento? Leggi anche "Ema ad Amsterdam. Quali chance per il ricorso italiano?"

Foto: Andrea Cherchi

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