A lezione di tutela legale per le persone senza fissa dimora - Bnews
A lezione di tutela legale per le persone senza fissa dimora
Giustizia

Avvicinare gli studenti di giurisprudenza all'avvocatura attraverso l’esperienza di chi ogni giorno offre tutela legale alle persone senza un tetto sopra la propria testa. È l’obiettivo del seminario “Il diritto dei senza fissa dimora”, al via da martedì 10 maggio e rivolto in primis agli studenti dei corsi di laurea di Giurisprudenza – ma aperto anche ad altri corsi – e promosso dalla cattedra di Sociologia del diritto e dalla associazione nazionale Avvocato di Strada, una onlus che da più di 20 anni fornisce consulenza ed assistenza legale gratuita agli homeless, con tre sedi operative anche a Milano.

Un workshop di 16 ore che torna in presenza, dopo la scorsa edizione in streaming imposta dalle misure di emergenza per la pandemia, e che accoglierà fino a 40 studenti, con il riconoscimento di 2 crediti formativi (le iscrizioni sono ancora aperte: per partecipare, scrivere a roberta.dameno@unimib.it). «Un tema, quello della tutela legale delle persone senza fissa dimora – afferma Roberta Dameno, docente di Sociologia del diritto e promotrice del seminario – diventato ancora più rilevante durante l’emergenza da Covid-19. Per alcune categorie di persone far valere i propri diritti non è così scontato. C’è chi è stato multato durante il lockdown perché non aveva la mascherina, e non poteva permettersela, o perché viveva in strada e non riusciva ad accedere a un dormitorio. Avvocato di Strada in questi due anni non ha smesso di offrire il suo sostegno e la sua consulenza, dall’avvio di azioni legali e la tutela dei diritti all’accesso ai servizi al cittadino».

Tutto questo verrà spiegato agli studenti, attraverso il racconto e la spiegazione dei casi affrontati dalla onlus. Per gli studenti «uno stimolo professionale in più – prosegue Roberta Dameno – e la possibilità di conoscere un aspetto meno noto del mestiere di avvocato, sfatando il mito che sia teso al solo guadagno. Non pochi laureandi e laureati Bicocca hanno poi voluto toccare con mano questa realtà collaborando con l’associazione come volontari».

Tra questi, Nogaye Ndiaye, 24 anni, laureanda in Giurisprudenza nel nostro ateneo con una tesi su “Philosophy of human rights and humanism”. «Nella mia vita ho sempre voluto fare volontariato e quando ho conosciuto Avvocato di Strada, mi sono fatta avanti – dice – per avere un’occasione di applicare nel concreto quanto studiato in università e allo stesso tempo per aiutare gli altri. Non possiamo seguire direttamente le cause, ma siamo di supporto: cerchiamo di capire le esigenze di chi si rivolge a noi, di indirizzarli, di aiutarli ad accedere a un servizio piuttosto che a un altro. E la nostra infarinatura sulle norme più recenti può sempre tornare utile».

Accesso al reddito di cittadinanza, controversie in materia lavorativa, richieste di residenza e di sussidi di vario genere, casi di sfratto sono alcuni dei campi di intervento. Ndiaye ha iniziato lo scorso settembre la sua esperienza di volontaria. «Un’esperienza che mi sta dando tanto a livello umano. Le persone che si rivolgono all’associazione hanno bisogno non solo di supporto professionale, ma anche di essere capite e ascoltate. Io ho sempre saputo che “da grande” volevo fare l’avvocato, ma soltanto ora ho scoperto che lo si può fare dando un contributo, anche piccolo, alla società. Continuerò anche dopo la laurea e, una volta raggiunta l’abilitazione, non escludo di dare vita una realtà simile, in difesa dei diritti dei migranti».

Ispirata in questo – lei milanese di origini senegalesi – dall’esempio di sua madre «che con la sola licenza media presa in Italia, dopo gli studi in Senegal, ha aiutato tantissime persone nel ruolo di mediatrice culturale presso l’associazione di Villa Amantea», che aiuta e offre assistenza ai rifugiati e minori stranieri non accompagnati.