Roberto Bolle e la pandemia “Le nostre passioni ci liberano dalla paura”

Quella tra Milano-Bicocca e Roberto Bolle è una conoscenza iniziata nel 2018, quando l’Università festeggiava i suoi primi vent’anni e per l’occasione sceglieva di celebrare la danza, regalando agli studenti un incontro con l’étoile del Teatro alla Scala di Milano e principal dancer dell’American Ballet Theatre di New York.
Un anno dopo, nel 2019, un nuovo incontro nell’aula magna dell’Ateneo sanciva un legame tra il mondo della danza e quello accademico (il ballerino portò la danza nella aule di diversi atenei milanesi), che se non fosse stato per la pandemia, sarebbe andato avanti anche l’anno successivo.
Ormai un anno fa, invece, il virus ha cancellato quasi tutti gli spettacoli e gli incontri dal vivo.
Roberto Bolle, però, non solo non si è mai fermato, ma animato dalla passione, dall’entusiasmo e dal suo risaputo spirito di sacrificio ha cercato continuamente nuovi stimoli per «tenere accesa l’attenzione sulla danza e far sentire tutti un po’ più vicini».
L’esperienza del lockdown ha forgiato anche i pensieri e le emozioni messi nero su bianco nel suo libro. Ce ne parla in questa intervista, in cui ci racconta anche dei suoi progetti per il futuro e regala a tutti qualche consiglio per mantenere in forma il corpo e la mente, anche di fronte ai disagi dell’isolamento.
Roberto, un artista come te, sempre in viaggio, abituato a lavorare con il proprio corpo a contatto con altri corpi, come vive questo periodo che ha imposto limiti alle relazioni e agli spostamenti? 
In gabbia come tutti, nell’attesa di tornare alla normalità, alla riapertura dei teatri, delle scuole, delle palestre, di condividere degli spazi, dei contatti, di non avere paura. Per fortuna ho avuto numerosi progetti molto stimolanti di cui occuparmi. Durante il primo lockdown ho scritto 'Danza con me’ il mio programma di Rai1 andato in onda lo scorso primo gennaio, e anche il mio nuovo libro “Parole che Danzano”, ma soprattutto mi sono dedicato a OnDance organizzando corsi e lezioni con tanti maestri e su tante discipline diverse. Un modo per tenere accesa l’attenzione sulla danza e aiutare tutti a tenersi in forma e anche a sentirsi un po’ più vicini. Il progetto ha riscosso un tale successo che Tim Vision ci ha chiesto di registrare una serie di Masterclass di OnDance che andranno in onda da fine febbraio. E per la prima volta ci sarò anche io nel ruolo di insegnante in 4 di queste Masterclass. 
I tuoi progetti non si sono mai fermati. Ti prepari anche alla ripresa degli spettacoli dal vivo? 
Abbiamo ricominciato a fare le prove nella speranza che i teatri riaprano e che gli spettacoli riprendano. Inoltre sto lavorando alla nuova edizione di OnDance a cui mi piacerebbe dare vita il prossimo settembre. 
Raccontaci del tuo libro. Come nasce l'idea e di cosa parla? 
“Parole che Danzano” assomiglia ad un libro autobiografico. Sono partito dalle parole che hanno importanza per me, che fanno parte della mia storia umana e professionale; parole dalle quali parto per raccontare aneddoti o per sviluppare riflessioni personali. Il lockdown mi è servito a prendere il tempo giusto per ordinare e strutturare meglio pensieri ed emozioni. Ne è venuto fuori un libro importante e sincero che rispecchia davvero il mio essere.
Palestre, scuole di danza e piscine chiuse e, in più, didattica a distanza. Ti va di dare qualche consiglio ai nostri studenti per tenersi in forma anche in questo periodo di stop?
Fare ginnastica è fondamentale, per la salute del corpo e della mente. Tanto più se si riesce ad andare all’aria aperta. Molto stretching, muoversi continuamente, non tenere a lungo la stessa posizione e resistere alla tentazione di fare troppi spuntini. Non è una questione di dieta, ma bisogna pensare al nostro corpo come ad una macchina: rifornirla troppo o con le sostanze sbagliate, diminuisce la qualità delle prestazioni!
Un consiglio invece per tenere “in forma” la mente e non sentirsi in trappola? Dedicarsi alla musica, all'arte, alla letteratura può essere una strada? 
Si, assolutamente! è importantissimo stimolare la mente con tutte queste forme d’arte. Ci aiutano a stare meglio, ci danno conforto e nutrono la parte migliore di tutti noi. Rifuggiamo da tutto quello che è spazzatura per il cervello e cerchiamo sempre degli stimoli che ci facciano crescere e migliorare.

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