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Pronti a partire? Come cambia il turismo post Covid

Gli italiani, dopo i lunghi periodi di lockdown, hanno riscoperto il turismo di prossimità. Ezio Marra, professore Senior di Milano-Bicocca, titolare del laboratorio “Milano turismo” e membro del comitato scientifico del Centro Studi “Grande Milano”, ci spiega come sta cambiando il turismo nel nostro Paese.

Professore, qual è la situazione oggi del turismo in Italia?

Come tante cose, anche il turismo sta cambiando dopo il Covid. Sicuramente il piano vaccinazioni sta aiutando la ripresa. Il quadro generale della situazione, raccontata dagli operatori grazie in particolare al lavoro di DemosKopika, oggi vede infatti un lento miglioramento. Va precisato che tutte le destinazioni che avevano un’alta percentuale di presenze straniere hanno subito i danni peggiori a causa della ridotta mobilità complessiva dei turisti, quindi la ripresa avviene pian piano e in particolare sul turismo italiano di prossimità. Per questo motivo, succede anche che le destinazioni turistiche italiane, come le grandi città vivano situazioni differenti. Milano, per esempio, che prima della pandemia aveva scalato le classifiche delle presenze arrivando a competere con Venezia, è stata più danneggiata rispetto a Torino che non ha mai avuto grandi presenze straniere e recupera sul turismo italiano. 

Quali sono le previsioni di crescita del settore in questo momento?

Secondo l’indagine di Demoskopika si prevede un incremento del 10-12 per cento delle presenze. Una crescita abbastanza lenta ma innegabile. Le cinque regioni più avvantaggiate da questa ripresa si stima siano Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Puglia e Toscana. Altro dato interessante: il 90 per cento degli italiani che andrà in vacanza sceglierà l’Italia

Per quanto riguarda le preferenze degli italiani, ci sono variazioni?

Il mare rimane la destinazione preferita, in assoluto. Quello che cambia però è la modalità di soggiorno: gli italiani oggi privilegiano case in affitto e gli Airbnb visti come più isolati e sicuri rispetto agli alberghi. È poi l’offerta stessa degli operatori a modificarsi verso proposte di turismo sostenibile più che di turismo di massa. Tutto questo non significa che le mete estere non siano ambite, ma è indubbio che se qualcosa di positivo ha lasciato la pandemia, questo coincide con la riscoperta di bellissimi luoghi a pochi chilometri da casa.

Cos’è il turismo di prossimità, espressione che sta diventando sempre più comune?

In genere si definisce “di prossimità” il turismo che non prevede il pernottamento fuori casa: la classica gita in giornata, partenza al mattino e rientro alla sera. In senso ‘tecnico’, in questo caso, si parla di escursionismo più che di turismo. Si parla invece di turismo in senso proprio se ci si ferma per una-due notti. Questo turismo ha quindi come mete luoghi vicino casa e ha il vantaggio di far scoprire zone spesso poco conosciute. 

Una modalità di turismo di prossimità molto in espansione negli ultimi anni è il cicloturismo. Adatto a tutte le età, frequentato da italiani e soprattutto da stranieri, è un turismo sostenibile che permette di scoprire bellezze naturali e architettoniche con tragitti al massimo di 50-60 km. Credo sia un turismo da incentivare. Milano, per esempio, potrebbe sfruttare di più i percorsi della città metropolitana e non solo concentrarsi verso il centro, valorizzando così anche la provincia: dai Navigli e le loro ville bellissime ai Castelli viscontei, al percorso delle Abbazie, fino a Monza con la Villa Reale o alla Certosa di Pavia. Un altro trend in espansione sono gli ecomusei: musei all’aperto, che valorizzano il territorio. Ormai ce ne sono diversi che stanno diventando sempre più conosciuti, in tutta la Lombardia e non solo! Il Veneto ne è un esempio: ha sfruttato bene questa sua possibilità proponendo percorsi lungo la Riviera del Brenta, con le sue bellissime ville palladiane, diventate oggi splendide destinazioni turistiche. 

Green pass, vaccinazione degli operatori del turismo e dei turisti nei luoghi di villeggiatura: sono soluzioni utili al rilancio del settore, secondo lei?

Sì, certamente sono tutti strumenti che possono servire per incrementare e favorire le presenze turistiche, soprattutto straniere, sempre che ci sia omogeneità tra i diversi Paesi. In particolare lo strumento del green pass, accolto positivamente da ben 10 milioni di italiani come azione prioritaria per una vacanza in sicurezza, si stima possa alimentare la spesa turistica per oltre 1,7 miliardi di euro.

 

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