Paralimpiadi di Milano-Cortina, il tedoforo che orienta le matricole e diffonde la boccia in Italia - Bnews Paralimpiadi di Milano-Cortina, il tedoforo che orienta le matricole e diffonde la boccia in Italia

Paralimpiadi di Milano-Cortina, il tedoforo che orienta le matricole e diffonde la boccia in Italia

Paralimpiadi di Milano-Cortina, il tedoforo che orienta le matricole e diffonde la boccia in Italia
Mauro Perrone tedoforo a Padova

Ha una tetraparesi spastica, «una disabilità di origine cerebrale che va a colpire il movimento e il linguaggio. Ma per fortuna sono bello e le facoltà cognitive sono intatte», spiega con ironia ed eleganza Mauro Perrone, tecnico amministrativo impiegato all’Ufficio Orientamento in ingresso e in itinere dell’Università di Milano-Bicocca. Tecnico amministrativo ma anche campione, referente federale e divulgatore in Italia dello sport della boccia paralimpica. Campione, divulgatore e ora anche tedoforo, protagonista del viaggio della fiamma paralimpica per i Giochi di Milano-Cortina 2026. Selezionato per i suoi meriti sportivi e per la capacità di diffondere il verbo di questo sport nel quale l’Italia spera, anche grazie al suo contributo, di ritagliarsi per la prima volta uno spazio nella kermesse a cinque cerchi, Paralimpiadi di Los Angeles 2028. Il blog Bnews l’ha contattato per farsi raccontare la sua esperienza.

Mauro Perrone, che fa nella vita?

Sono di Milano, mi sono laureato in Giurisprudenza a Milano-Bicocca, lavoro da 9 anni per l’Ufficio Orientamento: ci occupiamo di orientare i futuri studenti verso i corsi di studio universitari e gestiamo percorsi di orientamento, open day e sportelli informativi rivolti alle scuole.

Mauro Perrone tedoforo
Mauro Perrone tedoforo

Giovedì 5 marzo ha portato la fiamma paralimpica. Sensazioni?

Un momento molto emozionante che suggella il mio percorso nello sport paralimpico.

Ce lo racconta?

Ho iniziato quando avevo 16 anni, praticando atletica leggera paralimpica, sono stato campione italiano di getto del peso e lancio di disco. Poi durante il mio anno di Erasmus a Barcellona nel 2013 ho conosciuto la boccia paralimpica, una disciplina simile alle bocce ma pensata per persone con disabilità fisiche gravi. Tornato dall’Erasmus ho cominciato a diffonderla dalla Lombardia all’Italia intera.

Ed è diventato un campione internazionale.

Come atleta ho vinto titoli nazionali a squadre e individuali, ho partecipato a due campionati europei, sono stato il primo italiano a qualificarsi a un campionato mondiale e, terminata l’avventura da atleta, nel 2019 ho assunto l’incarico di vice tecnico della nazionale e di promotore della disciplina in Italia. In questi anni abbiamo raggiunto buoni risultati, sfiorando la qualificazione alle Paralimpiadi di Parigi 2024. Sono stato anche dirigente regionale in Lombardia della FIB - Federazione Italiana Bocce.

Mauro Perrone tedoforo atra le vie di Padova

Tornando al viaggio della fiamma paralimpica, dove ha portato la torcia?

A Padova, una città che conosco benissimo, nella quale ho disputato le finali nazionali 2014 di boccia e che vanta ben due squadre in questa disciplina sportiva. Punto di ritrovo allo Stadio Euganeo alle 16.30, mi hanno dato la divisa e alle 18 è cominciato il mio percorso, accompagnato da un gruppo di amici che hanno voluto darmi sostegno e partecipare a questa “passeggiata” con la fiaccola. Mi ero candidato circa un annetto fa con la motivazione di essere stato il primo italiano a partecipare a un mondiale di boccia e di voler promuovere questo sport e la cultura paralimpica nel nostro Paese, per avvicinare più persone con disabilità possibili alla pratica sportiva.

Perché è importante farlo?

Perché le discipline sportive sono sicuramente un mezzo per raggiungere più autonomia, fisica e personale. L’ho sperimentato in prima persona: le trasferte di atletica erano state per me occasione per fare le prime esperienze fuori casa, in mezzo ai volontari e ad altre persone. E sono anche un modo per affermare la propria personalità: non sono per nulla scontati la fatica e gli sforzi che si fanno a un determinato livello nello sport. Infine, se partecipi a tornei internazionali come mondiali o paralimpiadi, rappresenti in prima persona l’Italia.

Nella boccia abbiamo speranze per Los Angeles 2028?

Sicuramente. Credo che ce la possiamo giocare. L’importante è ampliare la base e trovare nuovi atleti e società che pratichino la disciplina. La peculiarità della boccia è di potere essere praticata ad altissimo livello anche da chi presenta disabilità fisiche gravi e non possa lanciare con le mani o calciare con i piedi le sfere. Si può giocare utilizzando uno scivolo, con un operatore girato di spalle al campo che esegue i comandi dell’atleta ponendo la boccia sullo scivolo all’altezza indicata dall’atleta stesso, che poi spinge la boccia sulla rampa con un puntatore sul caschetto, per farla andare in campo.

Alle Olimpiadi di Milano-Cortina, quale atleta o sport l’ha colpita di più?

Mi hanno sorpreso positivamente i campioni dello short track, in particolare nelle staffette: se nello sport individuale ognuno gareggia contando sulle proprie forze e capacità, le staffette mettono in primo piano il gioco di squadra. E mi ha colpito più di tutti Arianna Fontana, che a 20 anni dalla prima medaglia olimpica è ancora al top e ha stabilito il record di allori, superando lo schermidore Edoardo Mangiarotti.

Negli sport paralimpici invernali ci vuole segnalare qualche campione?

Conosco il portiere della nazionale di hockey, Santino Stillitano, 56 anni. Me lo ricordo vent’anni fa sui campi di atletica dove gareggiavamo insieme e mi fa piacere vederlo ancora lì bello sul pezzo a combattersela con i migliori al mondo. Una persona straordinaria anche a livello umano, sono molto felice per lui. Ho già preso un biglietto per l’Arena Santagiulia qui a Milano.

Mauro Perrone con la fiamma paralimpica
Mauro Perrone con la fiamma paralimpica

Quando è passata per Milano, è andato a vedere il passaggio della fiamma paralimpica?

Sì, sì, mercoledì scorso in Duomo ero lì e ho visto alcuni amici che l’hanno portata. Il 6 marzo non vedo l’ora che si riaccenda il braciere all’Arco della Pace. Poi mi godrò tutte le gare in tv. Grazie a questa visibilità, tanti ragazzi con disabilità possono conoscere e avvicinarsi a questi sport. Faccio un esempio: dopo le paralimpiadi di Parigi, a settembre 2024 ero stato contattato via social network da un ragazzo che praticava il tiro a segno ed era interessato alla boccia. L’ho fatto venire a una gara e da lì ha iniziato ad allenarsi qui in Bicocca.

Cosa fate in Bicocca?

Ogni mercoledì alleno 3 ragazzi, tesserati per tre squadre diverse, al PalaBicocca. Adesso spero di riuscire a promuovere un progetto per creare una nostra squadra e coinvolgere altri colleghi in questa disciplina.

Qual è il corrispettivo invernale della boccia?

Tutti dicono il curling.

Ci ha mai fatto un pensierino?

No, no, io e il freddo non siamo molto amici. E nel curling paralimpico manca la parte dello spazzolamento con le scope che ritengo sia la parte più divertente di questo sport.