La comunità di Milano-Bicocca a lezione di cinese

Un corso di lingua cinese gratuito per principianti rivolto al personale di ateneo (assegnisti di ricerca, docenti, dottorandi e personale amministrativo). Per conoscere una cultura «ricchissima e che ti apre la mente» e «sentirsi meno spaesati di fronte agli studenti cinesi». Come spiega la referente, Silvia Pozzi, professoressa di Lingue e letterature della Cina e presidente del corso di laurea triennale in Comunicazione interculturale. È quanto l’Aula Confucio dell’Università di Milano-Bicocca propone a partire dal 15 ottobre: 30 ore di lezioni con prova finale e rilascio di attestato finale di merito. Iscrizioni aperte fino all’8 ottobre, 30 i posti, 10 dei quali riservati al personale amministrativo. Per avere info, questo è il link. Per iscriversi basta inviare una mail all’indirizzo aulaconfucio@unimib.it con oggetto “Corso di cinese 2018”, indicando nome, cognome, posizione e contatti personali.
Professoressa, da dove nasce l’idea di un corso per dipendenti?
Per i docenti, avvicinarsi alla lingua cinese è un buon modo per sentirsi meno spaesati di fronte agli studenti cinesi con i quali spesso ci sono difficoltà ad approcciarsi. Lo stesso vale per il personale tecnico amministrativo. Nell’anno accademico 2016-2017 gli studenti cinesi iscritti erano più di 200. Per i docenti si tratta inoltre di una preziosa occasione di approfondimento professionale, per le loro ricerche o perché sempre più spesso hanno a che fare con università o colleghi cinesi.
Cosa si impara?
Le prime basi di lingua: il sistema di scrittura, l’ordine dei tratti nella scrittura dei caratteri e la fonetica, le basi di grammatica che permettono di formare frasi semplici, una prima infarinatura di vocabolario quotidiano. E si approfondisce anche qualche aspetto della cultura cinese contemporanea e tradizionale.
Finora quante edizioni si sono svolte?
Quattro dal 2015: abbiamo avuto 75 iscritti. Il corso ha suscitato grande interesse, tanto che la quarta edizione è stata attivata su esplicita richiesta degli iscritti al corso principianti dell’edizione precedente.
Perché è importante conoscere la lingua cinese?
Perché oggi nel mondo si parla sempre più di Cina ed è bene armarsi di ogni strumento possibile che permetta di andare oltre ai pregiudizi. Perché è anche un bellissimo esercizio di apertura mentale che permette di avvicinarsi a qualcosa di completamente nuovo.
Quali sono i pregiudizi da vincere per iniziare questo percorso?
Pensare che sia una lingua difficilissima e inavvicinabile. Sicuramente presenta molti ostacoli e il suo studio richiede grande impegno, ma in ambiti che non sempre associamo allo studio delle lingue: non ci sono modi, tempi e coniugazioni verbali da imparare o concordanze grammaticali da mandare a memoria. Imparare a scrivere, d’altro canto, richiede un impegno molto diverso da quello richiesto da qualsiasi lingua alfabetica, e allena capacità che generalmente non si affinano. Garantiamo che gli esercizi di scrittura possono regalare capacità di concentrazione e astrazione dal “solito tran tran”.
Cosa affascina di questa lingua e cultura?
Le occasioni di spaesamento linguistico: il sistema di scrittura non alfabetico, ma al tempo stesso non ideografico, ricchissimo. La capacità di sintesi e la grammatica solo all’apparenza scarna di una lingua isolante. I punti di contatto tra la cultura italiana e quella cinese, che sono più numerosi di quel potrebbe sembrare a prima vista: il ruolo della famiglia e delle relazioni nei rapporti interpersonali, l’importanza del cibo, per fare solo due esempi.

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