Food Noise: quel pensiero fisso di cibo #chiediloaiPROF - Bnews Food Noise: quel pensiero fisso di cibo #chiediloaiPROF

Food Noise: quel pensiero fisso di cibo #chiediloaiPROF

Food Noise: quel pensiero fisso di cibo #chiediloaiPROF
Lo studente di Medicina, Gabriele Florio e la prof.ssa Alessandra Bulbarelli

Professoressa, cos'è il food noise dal punto di vista scientifico?

Il food noise (rumore del cibo) è un termine colloquiale, recentemente entrato nel dibattito scientifico, che descrive un flusso costante e intrusivo di pensieri legati al cibo. Questo fenomeno può includere voglie improvvise, la pianificazione ossessiva dei pasti o sensi di colpa legati all'alimentazione.

Non si tratta di vera fame biologica, che scompare dopo aver mangiato, ma di un "chiacchiericcio mentale" persistente. È causato dall’iperattività dei circuiti cerebrali della ricompensa, che rende difficile ignorare il cibo. Di conseguenza, invece di un semplice segnale di appetito, il cervello riceve messaggi contraddittori che mantengono costantemente attivi i pensieri alimentari.

Quali sono le cause e cosa lo scatena?

Il food noise nasce da un cortocircuito tra meccanismi biologici e risposte psicologiche del nostro corpo, in cui le principali molecole coinvolte sono (vedi Fig.1):

  • Dopamina (il motore del desiderio): è un neurotrasmettitore chiave del sistema di ricompensa. Nel food noise, la dopamina non segnala solo il piacere di mangiare, ma l'anticipazione di quel piacere. Vedere o anche solo pensare a cibi “iperpalatabili” (ricchi di zuccheri e grassi) scatena picchi di dopamina che spingono a cercare quel cibo in modo compulsivo, anche senza fame fisica;
  • GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1): è un ormone prodotto dall'intestino dopo i pasti. Comunica al cervello il senso di sazietà, rallenta lo svuotamento gastrico, riduce l'appetito e regola la glicemia stimolando il rilascio di insulina. Chi soffre di food noise può presentare una ridotta sensibilità o una minore produzione di questa molecola;
  • Grelina e Leptina (l'interruttore fame/sazietà): sono due ormoni che lavorano in opposizione per regolare il bilancio energetico. La grelina ("ormone della fame"), prodotta dallo stomaco vuoto, aumenta il desiderio di cibo. La leptina ("ormone della sazietà") dovrebbe invece comunicare al cervello che le riserve di energia sono sufficienti. In molte persone con food noise cronico si verifica una leptino-resistenza: il segnale di "stop" non arriva mai correttamente al cervello;
  • Insulina e Glucosio. l'instabilità della glicemia è una causa diretta del brusio mentale. Quando i livelli di zucchero nel sangue crollano rapidamente (spesso dopo un picco glicemico), il cervello invia segnali di emergenza. Questi vengono interpretati come voglie urgenti e pensieri ossessivi, volti a ripristinare rapidamente l'energia.

In sintesi, il food noise non è una mancanza di forza di volontà, ma una vera e propria disregolazione biologica in cui i segnali di ricompensa (dopamina) sovrastano quelli di sazietà (GLP-1, leptina).

Fig.1 Food noise: il cortocircuito tra corpo e mente

Food noise: il cortocircuito tra corpo e mente

Come possiamo mettere in "muto" questo rumore di fondo?

Secondo gli esperti e le principali pubblicazioni di settore, come Harvard Health e Psychology Today, esistono diverse strategie per abbassare il volume di questo brusio (vedi Fig.2):

  • Bilanciare i macronutrienti: associare sempre proteine, fibre e grassi sani a ogni pasto placa la fame chimica, stabilizza la glicemia e prolunga la sazietà biologica;
  • Alimentazione consapevole (Mindful Eating): mangiare più lentamente durante i pasti e imparare a distinguere la fame emotiva da quella reale;
  • Gestione dello stress e del sonno: svolgere attività fisica o affidarsi a un supporto psicologico aiuta a ridurre la ricerca di conforto nel cibo. Dormire meno di 7 ore a notte aumenta i livelli di grelina, mentre le tecniche di rilassamento riducono il cortisolo e i pensieri intrusivi;
  • Supporto medico: sebbene non siano da considerare come prima soluzione al food noise, recentemente i farmaci agonisti del recettore GLP-1 (come semaglutide o tirzepatide) si sono dimostrati efficaci nel "comprimere" o spegnere quasi istantaneamente il rumore in molti pazienti, agendo direttamente sui segnali chimici tra intestino e cervello.

Fig.2 Come abbassare il volume del Food noise

Come abbassare il volume del Food noise

È un meccanismo che può essere la causa o la conseguenza di patologie vere e proprie?

Entrambe le cose.

Come fattore scatenante: un food noise costante può fare da apripista verso il disturbo da binge eating (abbuffate incontrollate), l'obesità e lo sviluppo di insulino-resistenza o diabete di tipo 2 a causa della sovraalimentazione cronica.

Come conseguenza: è spesso il risultato di squilibri metabolici preesistenti, alterazioni neurochimiche (come la depressione o la sregolazione della dopamina) o di traumi emotivi che alterano il normale rapporto con il cibo.

È capitato anche a lei di sentire questo rumore di fondo? Ha una sua strategia personale per vincerlo?

Sì, assolutamente, capita anche a me, soprattutto la sera a fine giornata. Quando la stanchezza si fa sentire, le difese mentali si abbassano e il mio cervello cerca una ricompensa rapida per staccare dallo stress della giornata.

La mia strategia personale? Quando avverto il pensiero fisso del cibo, mi preparo una tisana calda che distende lo stomaco e rilassa i muscoli. Se invece mi ritrovo in cucina senza quasi accorgermene, cambio stanza per cercare un ambiente associato al puro relax. Nel mio caso, è molto efficace restare impegnata con mani e mente dedicandomi alle mie piante. Uno stacco che mi permette di superare l’automatismo di cercare “qualche cosa di buono” in cucina!