Dai concerti natalizi al festival diffuso, la musica in Bicocca riabbraccia il suo pubblico - Bnews
Dai concerti natalizi al festival diffuso, la musica in Bicocca riabbraccia il suo pubblico
Il concerto dell'Orchestra di chitarre in aula 8

Lunedì le note di “White Christmas” e “Jingle Bell Rock” erano risuonate nell’aula 8, eseguite dall’Orchestra di chitarre. Martedì prossimo il Coro dell’Università intonerà un oratorio di Camille Saint-Saëns. All’orizzonte, un festival musicale aperto a tutto il territorio. La musica made by Università di Milano-Bicocca ritrova il contatto con il pubblico in presenza, dopo due anni di pandemia, e intervistando Giovanni Chiodi, presidente della Commissione per la supervisione delle attività musicali dell’ateneo, proviamo a fare il punto della situazione. Prima tappa di un viaggio del blog Bnews tra le nostre compagini musicali (a questo link si possono trovare più informazioni).

Professor Chiodi, partiamo dai due concerti natalizi.

Lunedì scorso, l’Orchestra di chitarre dell’Università di Milano-Bicocca, affiancata dalla compagine gemella dell’Istituto musicale “Giulio Rusconi”, sotto la guida del maestro Emanuele Girardi, ha eseguito “Carol of the Bells”, un programma di brani natalizi. Martedì 21 dicembre, alle ore 21 nella chiesa di Santa Maria Segreta a Milano (piazza Nicolò Tommaseo), il Coro dell’Università, celebrerà il centenario della scomparsa di Camille Saint-Saëns interpretando l’Oratorio di Natale e altre sue composizioni. Finalmente si ricomincia a suonare davanti al pubblico.

L’Ensemble di chitarre e il Coro sono due delle quattro compagini dell’ateneo. Ci può ricordare le altre? Come vengono selezionati i musicisti?

L’Orchestra dell’Università di Milano-Bicocca e la World Music Orchestra completano il quadro dei nostri organici. Si tratta di gruppi amatoriali. I musicisti vengono selezionati attraverso audizioni tenute dai maestri direttori, Yakov Zats per l’Orchestra, Alberto Serrapiglio e Stefania Mormone per la World Music, Alessandra Zinni per il Coro, e dai maestri preparatori. Prima della pandemia, organizzavamo una call all’anno, invitando studenti, docenti e personale di ateneo a partecipare. Poi si è interrotto tutto. Con il 2022 contiamo di ricominciare.

Quali le competenze richieste?

Saper suonare uno strumento o saper cantare a livello amatoriale.

Quanti sono i musicisti?

L’Orchestra è composta da circa 30 strumentisti che suonano a intero organico o in sezioni a seconda dei programmi. Il Coro annovera tra i 25 e i 30 elementi. La World Music Orchestra 10 strumentisti.

Difficile far convivere studenti e docenti?

In musica vige la totale democrazia. Non importa il ruolo di provenienza: sei un musicista come tutti gli altri. Il tuo valore dipende da come suoni. Nei nostri organici si crea un forte senso di comunità e regna la multidisciplinarietà, come nello spirito dell’ateneo.

Qual è il repertorio delle due compagini principali?

Nel corso delle passate stagioni, l’Orchestra ha proposto un repertorio che spazia dai concerti per violino e orchestra di Mozart a quelli per pianoforte e orchestra di Beethoven e di Grieg, dal “Requiem” di Mozart all’ouverture “Coriolano” di Beethoven. Spesso con la partecipazione di importanti interpreti, in veste di solisti o musicisti aggiunti. Condividendo la loro esperienza, fanno crescere i nostri orchestrali: tra questi posso citare Vsevolod Dvorkin, Roberto Cani, Danilo Mascetti, Chong Park, Anton Martynov e il Gran Coro dell’Università Mendeleev di Mosca. Il Coro ha affrontato negli anni un vasto repertorio: musica rinascimentale sacra e profana, il “Gloria” e il “Magnificat” di Vivaldi, la “Passione secondo Giovanni” e alcune cantate di Bach, i Requiem di Fauré e di Mozart, ma si è anche cimentato nel repertorio “pop” proponendo lezioni-concerto su Lucio Dalla e sui Beatles. Ha partecipato a numerose manifestazioni nazionali e internazionali, promuovendo programmi di scambio culturale con università italiane ed europee.

Un progetto lanciato in questi anni?

I percorsi Bbetween Music, dedicati all’avvicinamento all’ascolto e alla pratica musicale. Non ci limitiamo a portare gli studenti a vedere l’opera alla Scala e al Donizetti di Bergamo, ma li introduciamo all’opera che andranno a vedere. Inoltre, abbiamo potenziato i nostri canali social: abbiamo una pagina Facebook e tutti i nostri concerti vengono trasmessi su Youtube.

Cosa prevede il futuro?

Stiamo programmando un festival della musica che coinvolgerà non solo i nostri due palcoscenici principali, l’aula magna e l’auditorium “Martinotti”, ma anche le strade del quartiere Bicocca. Una manifestazione per il territorio.

Qualche sogno nel cassetto?

Suonare a Casa Verdi, la casa di riposo per musicisti fondata da Giuseppe Verdi. E unire le forze con le altre compagini dilettantistiche della città. Non sempre conosciute quanto meriterebbero.

Un invito agli studenti: perché venire ai vostri concerti?

Accanto allo studio e alle lezioni, anche la creatività e la curiosità vanno coltivate. Nella formazione culturale, professionale e umana di un laureando, l’arte e la musica sono fondamentali.