Bicocca punta a migliorare gli stili di vita

Individuare i punti critici per migliorare la qualità della vita degli studenti, dei docenti e del personale dell’Università di Milano-Bicocca. È l’obiettivo dell’indagine condotta da BASE: Bicocca Ambiente Società Economia, la struttura che coordina gli interventi per la sostenibilità e propone, pianifica e realizza il Piano di sostenibilità del nostro Ateneo. I risultati saranno presentati mercoledì prossimo (21 ottobre) nel corso di un incontro dal titolo “Stili di vita e di consumo all’Università di Milano-Bicocca” (la locandina dell’iniziativa).

All’indagine, condotta prima del lockdown attraverso la somministrazione di un questionario anonimo, hanno risposto circa novemila intervistati, rappresentativi delle 37.600 persone che compongono l’intera comunità dell’Ateneo. A destare attenzione sono alcuni dati, come ad esempio quello sulla pratica dell’esercizio fisico e dell’attività sportiva. Le percentuali minori sono state osservate nella fascia di età più bassa, quindi tra la popolazione studentesca. Le motivazioni? Impegni di studio, di lavoro o familiari, motivi economici. Altro aspetto posto in evidenza dall’indagine è la tendenza al sovrappeso (17%) tra i maschi e al sottopeso (15%) tra le donne più giovani, studentesse e assegniste di ricerca. Comparando i risultati con analoghe ricerche condotte in ambito nazionale, ne deriva, però, che il problema in Bicocca riguarda una fetta di persone molto più contenuta, circa la metà della media italiana.

«Per migliorare questi aspetti – afferma il professore Matteo Colleoni, delegato della Rettrice alla Sostenibilità – c’è bisogno di una migliore organizzazione del tempo. Va data la possibilità di inserire lo spazio da dedicare all’esercizio fisico e alla pausa pranzo. Questo è ciò che spesso manca, non solo da noi, ma più in generale in Italia. All’estero – evidenzia – la pratica sportiva è integrata nel percorso universitario e in molti Atenei l’attività didattica è articolata in modo da non sovrapporsi alla pausa pranzo. Per quanto riguarda lo sport, il nostro Ateneo si è attivato col Bicocca Stadium e dando la possibilità di utilizzare altre strutture integrate nel campus. L’obiettivo è far sì che si possa considerare l’attività sportiva come un momento della giornata».

Per l’alimentazione, il delegato alla Sostenibilità osserva: «I giovani studenti hanno, tendenzialmente, una dieta migliore rispetto ai loro coetanei che sono fuori da percorsi di studio, cosa che è confermata anche da precedenti ricerche. L’indagine evidenzia in alcuni casi, soprattutto tra gli uomini, una dieta sbilanciata verso i carboidrati, ma questo è spiegabile con la più facile reperibilità. Pasta, pizza o panino si mangiano velocemente e danno un senso di sazietà, mentre una dieta più varia richiede anche tempi di preparazione adeguati».

L’indagine rappresenta il punto di partenza per la programmazione di ulteriori iniziative in grado di migliorare gli stili di vita della comunità dell’ateneo. «Il contributo che possiamo dare è importante: l’Università deve educare a comportamenti sani e stili di vita corretti. Il convegno che seguirà la presentazione dei risultati dell’indagine è l’occasione per confrontarsi con pro rettori e delegati in maniera tale da offrire un’agenda – conclude il professore Colleoni – che consenta di dare il giusto spazio alla pausa mensa e alla pratica sportiva».
 
 

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