Antonello da Messina

Antonello da Messina. Dentro la pittura, ri-lettura della mostra di Palazzo Reale

Per la prima volta esposte a Milano fino al 2 giugno 19 opere di Antonello da Messina (1430 ca) provenienti da tutto il mondo, sulle 35 che ne conta la sua autobiografia. Una di quelle occasioni uniche per ammirare la sua produzione artistica, realizzata prevalentemente su piccole tavole di legno, in un coinvolgente dialogo tra pubblico, personaggi illustri o sconosciuti mirabilmente dipinti messi a confronto con i disegni e gli scritti ottocenteschi di Giovanni Battista Cavalcaselle.
Attraversando le 12 sale di Palazzo Reale si incontrano - raccolti in piccole nicchie - i capolavori iconici della ritrattistica privata e devozionale di Antonello, dall’Annunciata di Palazzo Abatellis a Palermo (Museo regionale nell’allestimento di Scarpa) il cui sguardo cattura ed emoziona anche solo a guardare Maria sui manifesti affissi in giro per la città, al capolavoro del Rinascimento il San Girolamo nello studio, proveniente dalla National Gallery di Londra, per giungere - attratti dai sorrisi enigmatici e beffardi - al Ritratto d’uomo che la tradizione vuole venisse utilizzato come sportello di un mobiletto da farmacia.
 
Dopo aver visitato la mostra, abbiamo posto alcune domande a Franca Zuccoli, docente Bicocca - che si occupa di educazione all’arte e al patrimonio e di rapporto tra musei e partecipazione - sull’originalità di questo percorso museale e sulla modalità di ricostruzione della carriera artistica di Antonello da Messina.
Professoressa Zuccoli, cosa caratterizza questa mostra milanese su Antonello?
Questa mostra è un piccolo gioiello, ci permette di entrare in contatto in modo immediato con un autore che è nell’immaginario di molti. Ideata per dare il massimo risalto alle opere, si muove incontrando le pitture in nicchie espositive intime, che emergono dall’ombra e le pareti scure, creando un’atmosfera di raccoglimento e grande suggestione. Poche opere nelle varie sale, con la possibilità di muoversi con calma, di concentrarsi in un’atmosfera di grande suggestione che esalta la bellezza senza pari della figurazione, del cromatismo e dello stile di Antonello. Un’illuminazione soffusa e avvolgente, per una contemplazione quasi spirituale della straordinaria tecnica antonelliana. Fondamentale in questa mostra la presenza di ben 28 tra fogli e taccuini di Giovan Battista Cavalcaselle, padre della moderna storiografia d’arte, ottenuti grazie a un accordo con la Biblioteca Marciana di Venezia. Vedere le opere attraverso gli occhi di uno storico dell’arte di tale portata, permette di conoscere Antonello e la sua pittura grazie a un ulteriore passaggio. Opere viste, disegnate, raffigurate, tramandate, studiate. Un modo diverso di appropriarsi di loro in un dialogo strettissimo di cui noi siamo fruitori privilegiati, inviati a far parte di una conversazione che ci parla di studi appassionatissimi, che mettevano su carta, tratto dopo tratto le opere, osservandole così in ogni dettaglio.
Chi è la guida d’eccezione che accompagna il visitatore nelle sale che espongono le tavole di Antonello/dell’artista?
A guidare il visitatore tra le sale espositive è proprio lo storico e critico d’arte ottocentesco Giovan Battista Cavalcaselle, che attraverso i fogli sparsi presi dai sui taccuini di viaggi con annotazioni e disegni ha realizzato/ricostruito il primo vero catalogo della produzione superstite del grande pittore siciliano.
Cavalcaselle, viaggiatore instancabile, aprì la strada, con i suoi disegni e le sue osservazioni scientifiche, alla nascente figura dello storico dell’arte. 
Un percorso espositivo quindi a più livelli e con differenti racconti, lei come consiglia di effettuare la visita alla mostra?
La mia suggestione è quella di lasciarsi trasportare da questa mostra. Osservare le opere, facendosi prendere dai dettagli, dai colori, dalle pennellate. Muoversi tra le pitture e i disegni di Cavalcaselle. Si tratta di tavole dalle piccole dimensioni. Opere da vedere e rivedere, cercando particolari, lasciandosi attirare e stregare. I disegni di Cavalcaselle sono un contrappunto ideale per poter ampliare la ricerca, ritornando poi di nuovo alle opere di Antonello.

La mostra curata da Giovanni Carlo Federico Villa, è realizzata dal Comune di Milano-Cultura in collaborazione con la Regione Sicilia.
Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12 
Orari di visita: lunedì h.14.30 – h. 19.30 / martedì, mercoledì, venerdì e domenica h. 9.30 – h. 19.30 / giovedì e sabato h. 9.30 – h. 22.30.

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