Il 95% dei partecipanti alla prima edizione dichiara di aver già applicato nel lavoro quotidiano gli strumenti appresi. Il percorso di secondo livello è interamente finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e apre le porte anche ai dipendenti del Terzo settore. Domande entro il 12 novembre 2026.
Come si costruisce un sistema di servizi sociali capace di rispondere ai bisogni delle comunità? Servono competenze giuridiche e amministrative, capacità di programmare gli interventi, attenzione alla sostenibilità economica e, soprattutto, la capacità di mettere in rete istituzioni, organizzazioni e professionisti. È su queste competenze che punta il master di II livello dell’Università di Milano-Bicocca in Pianificazione, programmazione, attuazione, gestione, monitoraggio e valutazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, che si prepara alla seconda edizione con una novità importante: la partecipazione è ora aperta anche ai dipendenti degli enti del Terzo settore.
A raccontare l’efficacia del percorso sono i risultati raccolti a metà della prima edizione, ancora in corso. Nel questionario somministrato ai corsisti, 20 rispondenti su 21 hanno dichiarato di aver già appreso e applicato almeno uno strumento nel proprio contesto professionale. Tutti i rispondenti hanno inoltre valutato almeno 3 su 5 l’acquisizione di competenze concretamente utilizzabili nel lavoro quotidiano, mentre il 52% ha assegnato un punteggio di almeno 4 su 5 al miglioramento della propria capacità di leggere il sistema dei servizi sociali nel suo insieme.
I dati restituiscono l’immagine di una formazione che non si limita ad aggiornare le conoscenze, ma punta a rafforzare la capacità di affrontare situazioni complesse, prendere decisioni e tradurre le indicazioni normative e gli obiettivi delle politiche sociali in interventi concreti.
Dalle norme alla gestione dei servizi
Tra gli ambiti in cui i partecipanti segnalano i progressi più significativi c’è quello giuridico-amministrativo. Tredici corsisti su 21 dichiarano di sentirsi più sicuri nella lettura e nell’interpretazione delle norme e dei diritti sociali; otto riferiscono una maggiore sicurezza nell’ambito del diritto amministrativo.
Si tratta di conoscenze che trovano applicazione in attività quotidiane come la redazione degli atti, l’avvio dei procedimenti e la gestione dell’accesso agli atti e delle responsabilità amministrative. La capacità di interpretare la normativa nazionale, regionale ed europea consente inoltre di comprendere meglio il rapporto tra gli indirizzi delle politiche sociali e l’organizzazione concreta dei servizi sul territorio.
Accanto alle competenze giuridiche, il master affronta la dimensione economica e gestionale del welfare. Calcolare il costo per utente, costruire budget e tariffe e valutare le risorse necessarie per realizzare un intervento sono attività fondamentali per chi deve programmare e gestire i servizi. L’obiettivo è fornire strumenti per compiere scelte più consapevoli, tenendo insieme risorse disponibili, bisogni delle persone e risultati attesi.
Un welfare costruito in rete
Un altro asse centrale del percorso è la collaborazione tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore. Sette partecipanti su 21 dichiarano di avere già utilizzato strumenti relativi al lavoro in rete, alla governance collaborativa e alla co-progettazione.
Sono capacità sempre più rilevanti per coordinare tavoli di lavoro, definire obiettivi condivisi e costruire risposte integrate ai bisogni sociali. Collaborare significa infatti mettere in dialogo soggetti con ruoli, risorse e prospettive differenti, sviluppando capacità di ascolto, negoziazione e coordinamento.
Come iscriversi
Le domande vanno presentate entro il 12 novembre 2026.
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