Un anno di musica in Bicocca - Bnews

L’Università di Milano-Bicocca è particolarmente attiva da diversi anni anche sul fronte dell’offerta musicale. Sono presenti infatti un Coro e tre orchestre: l’Orchestra dell’Università di Milano-Bicocca, la World Music Orchestra e l’Orchestra di chitarre.
Abbiamo incontrato il professor Giovanni Chiodi, presidente della Commissione per la supervisione delle attività musicali dell’Università degli Studi di Milano–Bicocca, per fare un bilancio dell’attività musicale di questo anno che sta per concludersi.

Il 2022 è stato in generale un anno di ritorno alla normalità anche per gli eventi. Professor Chiodi, com’è andata la stagione per il coro e le orchestre di Bicocca?

Il 2022 è stato l’anno della ripresa di tutte le attività musicali, con un climax costituito dal nuovo festival musicale, il Bicocca Music Festival.

L’Orchestra dell’Università di Milano-Bicocca, diretta dal Maestro Iakov Zats, ha addirittura incrementato il numero di concerti rispetto al periodo prima della pandemia. I musicisti, infatti, si sono esibiti in cinque concerti, insieme a solisti di fama, e nell’opera Così fan tutte, che è stata la novità più rilevante di quest’anno.
Inoltre, un altro dato da mettere in evidenza è la varietà delle sedi in cui abbiamo suonato: la chiesa di Santa Francesca Romana, Villa reale di Monza, Villa Olmo di Como, la chiesa del Sacro Volto, il Tempio Valdese. Il primo concerto della stagione 2022, tra l’altro, è stato dedicato alla popolazione ucraina.

Il Coro, diretto dalla Maestra Alessandra Zinni, il 27 aprile scorso ha cantato musiche rinascimentali per i 500 anni della Battaglia della Bicocca, il 13 giugno ha eseguito un programma di autrici femminili per il convegno New challenges to feminism and gender research ed è intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico 2022/2023. Inoltre insieme all’Orchestra chiuderà la stagione con l’Oratorio di Natale di Camille Saint-Saëns il prossimo 17 dicembre al Tempio Valdese.
La World Music Orchestra, diretta dai Maestri Stefania Mormone e Alberto Serrapiglio, ha presentato il 25 maggio al Bicocca Music Festival il concerto Musica libera(ta).
L’Orchestra di chitarre, diretta dal Maestro Pisoni con la collaborazione del Maestro Emanuele Girardi, oltre ad incrementare il numero degli aderenti, ha dato due concerti, in Bicocca e a Rho, dove si esibirà anche nel concerto di Natale.

Il Bicocca Music Festival è stato un evento davvero unico nel suo genere, e una novità nell’offerta culturale degli atenei milanesi. Ripercorriamo brevemente insieme com’è nata questa manifestazione e com’è andata la prima edizione?

L’idea del Festival è nata nel 2019 ma, a causa della pandemia, abbiamo dovuto rimandare l’evento. Il progetto originario era quello di fare musica, non solo classica, ma anche pop, rock, jazz, reggae, elettronica, per le strade e le piazze del quartiere milanese di Bicocca. La formula originaria è stata leggermente ridimensionata per la prima edizione, concentrando gli eventi di street music sulla piazza dell’Ateneo e i concerti di musica classica e l’opera lirica nell’Auditorium Martinotti.
Finalmente quindi dal 19 al 26 maggio scorso il Bicocca Music Festival ha visto la luce.

Una vera e propria maratona musicale durata una settimana, nella quale si sono alternati solisti e gruppi musicali di vario genere, selezionati con una call tra studenti, docenti e personale tecnico amministrativo dell’università Bicocca, e che si sono esibiti su un palco in piazza dell’Ateneo Nuovo.

Concerti da camera con recital di pianoforte e violino (Filippo Gorini e Stephanie Zyzak) e di flauto e pianoforte (Giorgio Consolati e Alberto Magagni); la world music eseguita dalla nostra Orchestra; il teatro d’opera, con l’allestimento del Così fan tutte di Mozart (in un’apposita riduzione), suonato dall’Orchestra della Bicocca con i giovani cantanti allievi della Scuola dell’opera italiana del soprano Fiorenza Cedolins, che ha curato anche la regia. Tutti eventi gratuiti e aperti al pubblico, svolti in Auditorium.

Il successo di questa prima edizione ci ha quindi spinto a mettere in cantiere la seconda, che celebrerà i 25 anni di fondazione dell’Università di Milano-Bicocca.
Ci tengo inoltre a sottolineare che la riuscita di eventi musicali di questo tipo richiede un impegno notevole alle maestranze, ai tecnici e alle aree competenti dell’Università, oltre che agli artisti coinvolti. Si tratta infatti di fare musica in un contesto di per sé adatto a manifestazioni di altro genere. Va sicuramente ascritto a merito del nostro Ateneo di aver voluto inserire la musica tra i propri obiettivi primari. Considero inoltre un dato altamente positivo anche l’allargarsi delle collaborazioni, dalla Società del Quartetto alla Scuola SOI Fiorenza Cedolins, ai solisti di fama internazionale già menzionati.

La Commissione Musica ritiene infatti che l’Università debba insistere nella sua politica di apertura verso le altre istituzioni del mondo della musica.


Nelle scorse settimane la Commissione musica ha lanciato una call per reclutare nuovi musicisti. Da dove nasce questa necessità? Chi può partecipare?

La call rappresenta la modalità standard per reclutare nuovi cantanti e musicisti per il coro e le orchestre, tenendo presente che le nostre formazioni sono composte, per quanto concerne gli stabili, da personale dell’Università (docenti e amministrativi), da studenti, alumni e alcuni esterni, con flussi che variano di anno in anno.

La call serve quindi per compensare eventuali ricambi ed anche per rafforzare determinati settori di coro e orchestre. Per entrare nelle nostre compagini è richiesta sicuramente la passione di fare musica insieme, e la voglia di imparare.
Per la professionalità, dipende: per entrare nel coro infatti non è necessaria quella competenza tecnica di base, che ovviamente si esige invece per suonare uno strumento. È bene sottolineare, comunque, che i complessi universitari, pur se arricchiti da professionisti, suonano a livello amatoriale.
L’Università di Bicocca sta investendo molto, e da diversi anni, sulla partecipazione alle attività musicali. Che contribuiscono enormemente allo sviluppo delle competenze trasversali e della personalità e che, come ha dimostrato anche l’esperienza del lockdown, sono assolutamente essenziali. Perché il piacere di incontrarsi e di suonare insieme migliora la qualità della vita.

Professor Chiodi, quali sono le prospettive e i progetti musicali di Bicocca per il nuovo anno?

Nel 2023 l’evento maggiore sarà sicuramente rappresentato dalla seconda edizione del Bicocca Music Festival che, come ho detto, coinvolge forze anche diverse da quelle artistiche ed è quindi il segno tangibile di maggiore impegno in ateneo.
Ogni complesso musicale attivo in Bicocca ha poi in calendario una serie di concerti, in università, in città o anche fuori Milano. Solo per fare un esempio, nel 2022 è iniziata una collaborazione con la Villa Reale di Monza. Ma è solo nel 2023 che, soprattutto a Milano, si renderanno disponibili altri spazi per fare musica e quindi aumenteranno le occasioni di far ascoltare i nostri complessi ad un pubblico più vasto: penso a Casa Verdi, ad esempio.
Dal punto di vista quantitativo, l’Orchestra tiene il numero maggiore di concerti; a seguire il Coro, la World Music Orchestra e l’Ensemble di chitarre.
La prospettiva di maggiore crescita per noi è collegata alla possibilità di fare musica sia nel territorio dell’università sia nei quartieri cittadini, coinvolgendo un pubblico che non sia solo quello degli studenti universitari, che rimangono comunque il nostro primo punto di riferimento. Per fare questo occorrono risorse, disponibilità di spazi adeguati, organizzazione, comunicazione: tutte attività che devono sincronizzarsi armonicamente. La sfida del futuro musicale di Bicocca si gioca dunque su questo terreno.