ragazzi incappucciati nel corridoio

SpottedBicocca: risate, amori e… oggetti smarriti

In principio era Facebook. I più giovani di voi forse non lo ricorderanno ma qualche anno fa, nel suo momento di maggior successo, il social di Mark Zuckerberg era quotatissimo tra gli studenti universitari. Il fenomeno delle pagine Spotted, ora migrato prevalentemente su Instagram insieme alla popolazione di riferimento, è nato proprio lì.

Sono pagine social generalmente gestite da studenti in maniera autonoma e anonima, senza alcun legame ufficiale con l’istituzione cui si riferiscono. Aperte inizialmente per segnalare i “colpi di fulmine”, sono state spesso utilizzate anche per esprimere lamentele, segnalare opportunità o condividere meme contestualizzati nelle realtà di riferimento.

Milano-Bicocca ha avuto parecchie pagine spotted ma due su tutte hanno calamitato l’attenzione della popolazione universitaria: la pagina Facebook https://www.facebook.com/BicoccaUnimib/ (da tempo non utilizzata) e il profilo Instagram https://www.instagram.com/spottedbicocca/, aperto in seguito da altri utenti. Differentemente da altri account “spotted”, oltre a occuparsi di tematiche goliardico-amorose, hanno cercato anche di rendersi utili alla comunità Bicocca. L’ultima trovata in tal senso è la recente apertura di una serie di bacheche virtuali per segnalare oggetti smarriti, scambiare libri/appunti o chiedere informazioni.

Abbiamo intervistato i ragazzi che attualmente gestiscono l’account Instagram “@spottedbicocca” per cercare di conoscere meglio loro e lo spirito che li anima. Ovviamente ci han chiesto di rimanere anonimi e noi li abbiamo accontentati (anche nel servizio fotografico).

Qual è il vostro rapporto con la vita universitaria e perché avete deciso di aprire un account “spotted”?

Abbiamo sempre avuto un rapporto molto intenso con l’università, sostanzialmente trascorriamo qui tutte le nostre giornate. Abbiamo deciso di aprire un account Spotted perché ci siamo resi conto che mancava qualcosa a noi studenti. Mancava [su Instagram, ndr] un gruppo che li potesse unire, che potesse loro alleviare, almeno in parte, la pesantezza delle giornate con tante ore di lezioni. Oltre al voler aiutare e coinvolgere gli studenti nella vita universitaria, uno degli obiettivi è quello di strappare un sorriso tra una pausa e l’altra.

Come avete sviluppato l’idea delle bacheche virtuali?

Ormai da tempo, oltre alle risate, offriamo un servizio di scambio di informazioni di ogni genere, abbiamo deciso di migliorare tale servizio creando delle bacheche on-line appoggiandoci ad una piattaforma preesistente in quanto le richieste da parte degli studenti erano in costante aumento e si è rivelato necessario un differente metodo di gestione.

Nel social media marketing attualmente c’è richiesta di professionisti che sappiano gestire le community. Vi piacerebbe lavorare in questo ambito?

La gestione di questa pagina ci gratifica molto, il sostegno che riceviamo è immenso e ci dà la possibilità di interagire ogni giorno con gli studenti. È innegabile che ci divertiamo, potrebbe solo farci piacere poter fare di questa passione un lavoro nonostante sia distante dai nostri percorsi di studio.

Una volta laureati e usciti da Bicocca, continuerete a gestire il profilo o ne cederete la gestione alle “nuove leve”?

Essendo prossimi alla laurea (a quanto pare esiste davvero) e con il calare del tempo libero abbiamo già da tempo aperto le porte ad un ragazzo che si è inserito perfettamente nel gruppo e porta avanti questo lavoro e siamo alla ricerca di “nuove leve” che in futuro possano dare una mano nella gestione della pagina.

Salutiamo i ragazzi di SpottedBicocca, li ringraziamo per il tono sempre garbato dei loro post (anche quelli di lamentela) e facciamo loro un grosso in bocca al lupo. Vi ricordiamo che esistono anche canali ufficiali per ricevere informazioni su corsi e procedure amministrative, ad esempio potete rivolgervi via mail o telefonica al Servizio Orientamento Studenti

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