osservatore del cielo

Sei archeologhe delle stelle per un libro

Della vita non bisogna temere nulla.
Bisogna solo capire.
Maria Curie (1867-1934)
 
Come nasce un corpo celeste? Cos’è un buco nero? Sono solo due tra le molte curiosità scientifiche a cui risponde in modo chiaro e davvero piacevole il libro “Apri gli occhi al cielo” (ed. Mondadori) di sei autrici astrofisiche: Edwige Pezzulli, Maria C. Orofino, Raffaella Schneider, Rosa Valiante, Simona Gallerani, Tullia Sbarrato. È lei, ricercatrice di astrofisica di Milano-Bicocca e appassionata divulgatrice, a parlarci del libro.
Voi autrici vi definite le "archeologhe delle stelle": cosa vuol dire?
Quando si studia l’Universo, più si guarda lontano, più si guarda in realtà indietro nel tempo, perché la luce che osserviamo impiega del tempo ad arrivare fino a noi. Quindi, il nostro lavoro somiglia un po’ a quello delle archeologhe: scaviamo nelle immagini dei telescopi, nei dati che riusciamo a ottenere dalle sorgenti più distanti, per cercare di comprendere la storia antica che ha permesso alle prime stelle, ma soprattutto ai primi buchi neri di massa estrema, di formarsi e cominciare ad accumulare massa. 
E' un libro di astrofisica per tutti, con un occhio di riguardo alle ragazze. Perchè questa scelta specifica di pubblico? 
Sì, abbiamo certamente cercato di essere particolarmente inclusive nei confronti delle lettrici. Vediamo questo libro come un piccolo mattone che aiuti a cambiare il modo di raccontare l’Universo e la scienza che ci permette di conoscerlo. Per questo, nel libro abbiamo immaginato una protagonista che impara da un’altra giovane donna non solo concetti di astrofisica, ma ascolta anche storie di figure femminili che ci hanno permesso di comprendere l’Universo e il cielo.
Questo libro può definirsi un manuale? Non ci sono solo spiegazioni, ma anche storie di famose scienziate, attività, giochi...
Devo confessare che la suggestione iniziale è stata per me il “Manuale delle Giovani Marmotte”, che da piccola adoravo e da cui ho imparato tantissime cose tra piccoli esperimenti, storie e spiegazioni. Questo libro vuol essere una guida illustrata, per diventare poi anche un gioco di suggestioni, storie, leggende, piccole attività da fare per comprendere meglio l’Universo.
Mi è piaciuta l'idea di inserire delle “poesie sul tema”. Come mai questa scelta?
È stata Silvia Vecchini (scrittrice per ragazzi) che leggendo il nostro materiale si è sentita ispirata da tutte le suggestioni sull’Universo che incontrava tra le pagine, e spontaneamente ha deciso di aggiungere poesie alla storia. Mi sembra un bellissimo esempio di arte che nasce dalla scienza!
"Nel cielo c'è il segreto del tempo e l'inizio di tutto": in sintesi, secondo te, cosa ci affascina del cielo e delle stelle?
Come tutta la natura in cui l’umanità è immersa, il fascino principale è la bellezza e l’iniziale senso di insondabilità che restituisce. Il cielo poi, essendo così distante sulla scala terrestre, sembra ancor più misterioso e intoccabile. Trovo però che il fascino maggiore nasca proprio quando si comincia a capire cosa c’è dietro questa distesa di luci apparentemente fragili: la potenza e la maestosità che scopriamo dominare l’Universo ci permette di sentirci una sola comunità, e non è un caso che l’esplorazione spaziale si muova sempre più verso un unico sforzo globale.
 

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