Riflessioni sul futuro della democrazia

Dove è “diretta” la democrazia? Una domanda, ma anche un gioco di parole per aprire una riflessione sulla democrazia diretta e, più in generale, sugli scenari futuri della democrazia. È questo il senso del webinar (venerdì 23 ottobre, ore 11:00-13:00) organizzato dai corsi di Istituzioni di Diritto pubblico del Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali e Diritto per l’Economia della nostra Università. Le riflessioni affidate al professore Francesco Pallante prenderanno spunto dal libro “Contro la democrazia diretta”, scritto dallo stesso docente dell’Università degli Studi di Torino. «Proponiamo questo webinar agli studenti del primo anno per far comprendere anzitutto il senso della democrazia», spiega la professoressa Camilla Buzzacchi.

Il tema dell’uso della tecnologia nei processi di decisione in ambito pubblico è entrato a pieno titolo nel dibattito politico, aprendo nuove prospettive e, al tempo stesso, suscitando forti dubbi. C’è da superare il digital divide, ma anche il cultural divide che potrebbe condizionare la ricerca di una sintesi nella pluralità delle posizioni. «La tecnologia offre grandi opportunità sul piano conoscitivo: le informazioni arrivano a tutti. Non tutti, però, hanno gli strumenti per acquisirle e questo – osserva la professoressa Buzzacchi – è un limite. Grazie alle procedure telematiche anche gli organi collegiali possono agire da remoto. Ciò avviene già oggi, ad esempio nei Dipartimenti, ma non è un caso se nei mesi scorsi tutti i costituzionalisti si sono interrogati sulla opportunità che anche il Parlamento utilizzasse questo sistema. E l’opinione prevalente è che non sia opportuno. Il voto è solo il momento finale di un dibattito e il dibattito non può essere sostituito da un confronto a distanza».

Un ruolo importante per il futuro della democrazia lo gioca la disintermediazione. Grazie alla tecnologia, ma non solo: in questo processo una parte importante l’ha avuta la progressiva perdita di credibilità dei corpi intermedi, a partire dai partiti politici. «Il fatto che in Italia non si sia mai riusciti a costruire la giusta cornice normativa ne ha determinato lo sviluppo in una direzione di poca democrazia interna: risulta difficile qualificare i partiti come sede di elaborazione di proposte e di disegni progettuali per la comunità nazionale. Il corpo intermedio – sottolinea la professoressa Buzzacchi – è visto come un intralcio e si è fatta strada l’idea che la decisione migliore è quella che possono prendere i singoli. Ognuno ritiene di poter decidere al meglio per il proprio interesse, tuttavia è il confronto che consente di arrivare a decisioni condivise prese nell’interesse di tutti, non la somma dei singoli interessi».

Rispetto alla domanda di fondo del webinar, la professoressa Buzzacchi ha le idee chiare: «La democrazia diretta non è conforme all’attuale quadro normativo e fintantoché non avverrà, in sede di revisione costituzionale, un ridimensionamento della dimensione parlamentare. L’importante è avere sempre ben presente che ci sono dei punti fermi: il nostro è la Costituzione».
 
Per partecipare al webinar collegarsi a questo link e utilizzare la password: dmcrz20

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