Ridurre i tempi della giustizia e abbattere l’arretrato, in campo gli esperti di Bicocca - Bnews

A partire dallo scorso aprile, Milano-Bicocca è parte del progetto “Next Generation Upp: nuovi schemi collaborativi tra Università e Uffici giudiziari per il miglioramento dell’efficienza e delle prestazioni della giustizia nell’Italia nord-ovest”. Gli atenei coinvolti metteranno a disposizione di tribunali e corti d’appello le diverse expertise di cui sono portatori e, al contempo, istituiranno percorsi formativi focalizzati sulle attuali sfide che interessano il sistema di giustizia. Ne abbiamo parlato con Giacomo Pirotta, assegnista di ricerca del Dipartimento di Giurisprudenza e componente del team che sta curando il progetto.

Come è nata l’iniziativa?

L’iniziativa del progetto Next Generation UPP proviene dal Ministero della Giustizia ed affianca le riforme del processo civile e penale che verranno implementate dall’attuale Guardasigilli, Marta Cartabia. Si tratta di misure che favoriranno il rispetto degli impegni assunti dall’Italia verso l’Unione europea e che sono oggetto del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Lo stato italiano si è infatti impegnato a ridurre la durata media dei processi e le cause arretrate pendenti davanti ai propri uffici giudiziari. Milano-Bicocca coopera nel raggiungimento degli obiettivi con un gruppo di atenei del nord-ovest coordinato dall’Università di Torino.

Da chi sarà portato avanti il progetto in Bicocca?

Il progetto coinvolge il Dipartimento di Giurisprudenza (School of Law), con i professori Alberto Villa e Andrea Rossetti, il Dipartimento di Informatica Sistemistica e Comunicazione (DISCo), con i professori Federico Cabitza e Matteo Palmonari, nonché i professori Maurizio Catino e Luca Verzelloni del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale. Tutti supportati da uno staff di assegnisti e borsisti.

Che tipo di attività verranno portare avanti?

Gli uffici giudiziari interessati dall’intervento dell’Università Bicocca sono il Tribunale di Busto Arsizio, il Tribunale di Monza, la Corte d’Appello e il Tribunale di Milano.

Il progetto opera su più livelli, seguendo una progressione temporale. Nella prima fase, di ricognizione, che è già in atto e che terminerà a settembre 2022, si individueranno le criticità e i punti di forza dei singoli uffici giudiziari al fine di comprendere come agire per diminuire il carico di arretrati e ridurre i tempi di definizione delle liti. Verrà posta particolare attenzione verso l’impiego degli addetti all’Ufficio Per il Processo, personale neo-assunto dal Ministero della Giustizia e che dovrebbe contribuire al raggiungimento degli obiettivi del PNRR. Al termine di questa fase verrà prodotta una relazione che restituirà un quadro attuale dell’operatività di ciascun ufficio giudiziario.

Finita la ricognizione, verrà data attuazione ad una serie di iniziative che contribuiranno materialmente al raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’Unione europea. La prima – che interessa competenze gestionali e di management – è volta ad individuare nuovi modelli organizzativi all’interno dell’ufficio giudiziario; la seconda – che coinvolge la specifica expertise degli informatici – è volta, invece, a valorizzare le risorse tecnologiche di cui il tribunale già dispone. L’attività degli informatici non sarà però limitata a questo intervento: lo staff di DiSCo effettuerà anche un’attività sperimentale, che consisterà nell’elaborazione di strumenti per il potenziamento del processo, in relazione a nuove tecnologie di intelligenza artificiale. Verrà dunque ideato un software prototipo che consenta l’anonimizzazione dei dati e la ricerca semantica di contenuti in provvedimenti e atti giudiziari.

Ci sono già dei dati raccolti? Quali sono le differenze tra i diversi tribunali?

Si è già provveduto a raccogliere ed elaborare una parte di dati che ci sono stati forniti dal Ministero dalla Giustizia. I risultati parziali dimostrano che i tribunali interessati dall’intervento di Milano-Bicocca sono performanti, operando al di sopra della media nazionale. Tuttavia, per il raggiungimento degli obiettivi del PNRR, sarà comunque necessario un incremento della produttività che si auspica di poter supportare con l’intervento dell’ateneo.

I dati provenienti da ciascun tribunale sono molto eterogenei avendo ognuno caratteristiche, pregi e carenze tutti propri (grandezza dell’ufficio, bacino di utenza, numero di personale impiegato, ecc.)

Next Generation UPP prevede anche una parte dedicata alla formazione degli studenti. Quali argomenti verranno trattati?

L’ultima fase del progetto prevede l’istituzione di cliniche legali sia per il settore penale sia per quello civile. Si tratterà principalmente di laboratori in cui gli studenti presteranno un servizio gratuito di consulenza legale, sotto la guida di un esperto. Questo, insieme ai seminari che verranno realizzati, darà modo ai ragazzi di trattare casi pratici e di formarsi in vista dell’attività professionale. In ambito civile, ad esempio, lo studente si confronterà con le problematiche quotidiane che ciascun operatore del diritto riscontra nell’uso del processo civile telematico.