Ricerca sui melanomi, la Carolina Zani Melanoma Foundation si schiera al fianco di “paMELA”

Uno screening dei melanomi veloce, indolore e low cost.          
È la promessa di “paMELA” (photoacoustic melanoma detector), una sonda che sarà in grado di distinguere i nei buoni da quelli cattivi sfruttando l’effetto fotoacustico, in altre parole, ascoltando i suoni generati dai nei quando vengono illuminati da un fascio di luce.
Un obiettivo oggi ancora più vicino grazie alla donazione di 4mila euro che “paMELA” ha recentemente ricevuto da parte della Carolina Zani Melanoma Foundation.

Il progetto è stato lanciato nell’ambito della terza edizione di Biunicrowd, il programma di finanza alternativa dell’Università di Milano-Bicocca: «Durante la nostra campagna –  racconta Elia Vallicelli, team leader di “paMELA” - abbiamo avuto modo di conoscere la Carolina Zani Melanoma Foundation che ha deciso di credere nel nostro progetto».

La Fondazione, nata in memoria di Carolina Zani, deceduta nel 2017 a 27 anni a causa di un melanoma, è un’organizzazione non-profit «che offre un supporto concreto per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori della pelle, sostiene la ricerca scientifica e aiuta i pazienti e le loro famiglie ad avere un’assistenza migliore e ad alleviare le sofferenze fisiche e psicologiche causate dalla malattia – spiega Patrizia Ondelli, presidente e fondatrice della Fondazione -. Nel suo primo anno di vita, la Carolina Zani Melanoma Foundation – è riuscita ad avere un impatto positivo nella comunità offrendo visite gratuite di screening, donando due apparecchiature per la diagnosi precoce, e sostenendo progetti di ricerca».
 
Dopo aver raggiunto l’obiettivo di crowdfunding in soli 8 giorni, il team di paMela ha passato l’estate lavorando alla messa a punto del primo prototipo della sonda: laser, sensore acustico e una combinazione di elettronica analogica e digitale: «Grazie al generoso sostegno della Fondazione ora potremo sviluppare una versione più avanzata di paMELA – afferma Elia Valicelli - in grado di osservare ad alta risoluzione sia la distribuzione di melanina sia la morfologia dei capillari grazie a un array laser multispettrale e un’elettronica digitale dedicata, migliorando così la capacità di diagnosi della nostra sonda».
 
Il connubio tra creatività e ricerca innovativa, è questo l’aspetto che più di tutti ha spinto la Carolina Zani Melanoma Foundation a supportare “paMELA”: «Il team del dottor Vallicelli, con questo progetto di diagnosi, è riuscito a sostenere e racchiudere molti dei principi della fondazione – continua Patrizia Ondelli - facendosi così portavoce dei valori di prevenzione, educazione e diagnosi precoce che sono proprio alla base della nostra missione.  La possibilità di rendere lo screening più veloce e meno invasivo aiuterà l'identificazione precoce del melanoma, aiutando a salvare molte vite, aumentando la probabilità di efficacia dei trattamenti e migliorando la qualità della vita dei pazienti affetti dalla malattia. Proprio per questo siamo orgogliosi di aver potuto contribuire alla realizzazione di un progetto in cui crediamo fortemente».
 

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