Elia Arturo Vallicelli, team leader di "paMELA"

Prevenzione dei melanomi, overfunding in sette giorni per “paMELA”

Appena una settimana. Tanto è bastato al team di “paMELA” per centrare l’obiettivo di crowdfunding e sbloccare gli 8mila euro che serviranno a costruire una sonda compatta per la diagnosi precoce dei melanomi.

“paMELA” è il secondo progetto lanciato quest’anno da Biunicrowd, il programma di finanza alternativa dell’Università di Milano-Bicocca per la realizzazione di campagne di crowdfunding sulla piattaforma di Produzioni dal basso.

Piccola come una penna e capace di ascoltare i suoni generati dai nei quando vengono illuminati da un fascio di luce.
“paMELA” (Photoacoustic melanoma detector) sarà una sorta di mini-laser che, usato dal dermatologo a contatto con la pelle del paziente, sfrutterà l’effetto fotoacustico per distinguere i nei buoni da quelli cattivi, rendendo lo screening veloce, indolore e a basso costo.

«Grazie all’aiuto di tante persone abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo in una sola settimana! – spiega Elia Arturo Vallicelli, ricercatore del dipartimento di Fisica “G.Occhialini” dell’Ateneo e team leader del progetto -  Abbiamo ricevuto un sostegno incredibile e vogliamo ricambiare mettendoci ancora più impegno».

Qausi 100 persone hanno già dimostrato di credere in “paMELA” e nell’impegno del suo team di giovani ricercatori e professionisti. Sono gli stessi sostenitori a testimoniarlo sulla pagina di Produzioni dal basso: “Il vostro prototipo mi avrebbe evitato tre esportazioni inutili. Forza ragazzi, la prevenzione è vita!” è l’esortazione di Sara. Scorrendo la lista dei commenti si trovano attestati di stima per un progetto tutto italiano, che non nascondono anche un pizzico di orgoglio. “Vedere dei giovani ricercatori che si impegnano così tanto per salvare delle vite dona speranza, e oggi ce n'è davvero bisogno” scrive Emma.

Ma la campagna non finisce qui. Ci sono ancora 54 giorni per far crescere la community attorno a un progetto che punta i riflettori sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce contro i melanomi.

Sostieni “paMELA”

Pur rappresentando una piccola percentuale dei tumori cutanei (meno di uno su dieci), il melanoma è responsabile del 75 per cento dei decessi di tutta la categoria e colpisce in giovane età: in Italia è il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni[1].
Attualmente lo screening dei melanomi è affidato al dermatologo specializzato che effettua un’ispezione visiva dei nevi cutanei utilizzando il dermatoscopio, una lente d’ingrandimento con luce polarizzata. Lo specialista valuta forma, dimensioni e colore dei nei e in caso di situazione sospetta procede con la rimozione chirurgica e con l’esame istologico del campione di tessuto per valutare l’eventuale presenza di melanoma e misurare il suo spessore. Solo quest’ultima rilevazione consente di affermare se l’eventuale melanoma si trova in uno stadio iniziale, a livello dello strato superficiale della pelle, o se è già penetrato nel derma, trovandosi in uno stadio avanzato con possibilità di generare metastasi.

La tecnologia di “paMELA”, invece, consentirà di ricavare informazioni sulla densità della melanina, sulla forma e, in particolare, sullo spessore del neo o del melanoma grazie allo studio dell’intensità dei segnali acustici prodotti dai nei.
L’overfunding della campagna per “paMELA” permette al suo team di puntare ancora più in alto per dotare la sonda di caratteristiche aggiuntive. I test e la messa a punto avverranno nei laboratori dell’Ateneo e potranno contare sul know how dei gruppi di ricerca di Microelettronica e di Biofisica e del progetto INFN Proton Sound Detector.

«Abbiamo pensato a due step aggiuntivi per rendere la sonda ancora più forte nella lotta contro i melanomi – spiega Vallicelli -. Se riusciremo ad arrivare a 10mila euro renderemo “paMELA” ancora più intelligente, capace di applicare algoritmi avanzati per distinguere con più nitidezza le caratteristiche nascoste sotto la pelle. Se raggiungeremo 12mila euro potremo dotarla di un altro paio di “occhi” in grado di osservare anche la vascolarizzazione del tessuto, parametro importantissimo nel valutare la presenza e la pericolosità del melanoma».
 

Condividi questo articolo su:

Ti è piaciuto l'articolo?

Iscriviti gratuitamente alla newsletter Bnews per rimanere aggiornato su tutte le ultime news dal Campus.

Iscriviti adesso!