Più di 2mila runner per la corsa solidale di Milano-Bicocca

Erano oltre 2200 gli studenti, i docenti, i dipendenti dell'Università di Milano-Bicocca e i tanti appassionati di corsa che si sono ritrovati lo scorso 24 ottobre al Bicocca Stadium per la quarta edizione della gara podistica dell’Ateneo, organizzata insieme al CUS Milano. Tra i tanti iscritti, quasi 500 gli atleti che hanno corso per la 10 km competitiva: cifra record, considerati anche i limiti imposti dalle regole anti-covid.

Un ritorno alla manifestazione in presenza, dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia, che ha visto tante famiglie e cittadini riunirsi per dedicare una mattinata allo sport all’aria aperta sui percorsi da 5 e 10 km. “Una bellissima nuvola rossa”, così la rettrice di Milano-Bicocca Giovanna Iannantuoni ha definito la carica di oltre 2mila runner che ha colorato le strade del campus universitario: nove anni l’età del runner più giovane, 86 quella del più maturo.      

A trionfare nella gara competitiva maschile, con il tempo di 30.55, il valdostano Renè Cuneaz, campione italiano di maratona nel 2019 e vincitore della prima edizione della CorriBicocca, nel 2018. Il primo posto nella gara femminile se l’è aggiudicato l’atleta del Cus Pro Patria, Nicole Svetlana Reina, con un tempo di 34.06.
Martina Maria Cimnaghi (40.50) e Andrea Casati (34.36) sono stati i primi classificati tra gli universitari. Mentre il “Trofeo Unimib” è andato alla Scuola di Scienze che ha schierato quasi 200 runner tra docenti, studenti e personale.
A cimentarsi nella corsa universitaria su strada non è mancato qualche volto “vip”, come il cantante Ghemon che si è trattenuto per qualche scatto con la rettrice Giovanna Iannantuoni e con i fan.
 
Con un contributo di 5mila euro, quest’anno CorriBicocca ha scelto di sostenere il progetto Palla al Centro della Fondazione Francesca Rava - N.P.H. Italia Onlus, dedicato ai minori e giovani adulti dell’Istituto penale per i minorenni Cesare Beccaria e volto a prevedere percorsi per il reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi, prevenire il disagio giovanile, creare un ponte con la città di Milano e costruire una comunità educante responsabile.

 

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