Jessica Zampolli in laboratorio

Overfunding in 36 ore per Micro-Val, il progetto che punta a liberare i rifiuti organici dalla plastica

Poco più di 36 ore e il team di Micro-Val ha visto il contatore della sua campagna di crowdfunding raggiungere l’obiettivo prefissato di 9500 euro. Risorse che serviranno per la messa a punto del primo trattamento italiano di trasformazione e degradazione microbiologica della plastica a base di polietilene applicabile negli impianti di gestione dei rifiuti. L’ambizioso obiettivo portato avanti da un team di ricercatrici dell’Università di Milano-Bicocca è quello di liberare i rifiuti organici dai residui di plastica a base di polietilene grazie a dei particolari batteri in grado di “digerirla”.
L’idea è nata da una consapevolezza: nella raccolta differenziata, in particolare nella raccolta dell’umido, è stato osservato un aumento della presenza di materiale estraneo. I dati affermano che in un anno in Italia circa il 5 per cento dei rifiuti organici è costituito da materiali non biodegradabili (oggetti in plastica, borse in plastica, metalli, sassi, e inerti) e due terzi di questi materiali sono materiali plastici, per la metà provenienti da imballaggi.

«Provate a pensare alle etichette sulla buccia della frutta – spiegano le ricercatrici - capita spesso di buttarle per errore nell'organico. Oppure a volte vengono utilizzati dei sacchetti per la raccolta dei rifiuti organici domestici che si pensa siano compostabili e degradabili, quindi adatti alla raccolta dell'umido, ma purtroppo non tutti sono costituiti al 100 per cento da materiali biodegradabili».

Grazie alla campagna di crowdfunding  partita la scorsa settimana su Produzioni dal basso nell’ambito di Biunicrowd, il programma di finanza alternativa dell’Ateneo, promosso per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori e dipendenti di realizzare progetti innovativi e idee imprenditoriali, il team potrà avviare le prove di laboratorio che serviranno a studiare le proprietà dei batteri mangia-plastica.
Finora Micro-Val ha potuto contare su oltre 100 sostenitori e sull’importante supporto di Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, che ha finanziato il 50 per cento del primo obiettivo di crowdfunding. Ma grazie all’entusiasmo che la comunità continua a dimostrare nei confronti del progetto, il team potrà puntare più in alto. Ci sono ancora 56 giorni per supportare Micro-Val.
Ne abbiamo parlato con Jessica Zampolli, team leader del progetto e assegnista di ricerca presso il laboratorio di Microbiologia diretto dalla professoressa Patrizia Di Gennaro del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze.

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Jessica, vi aspettavate questo successo?
Non ci aspettavamo che in neanche due giorni potessimo avere tutto questo sostegno. Nonostante il problema della plastica sia un argomento molto sentito e ritenuto fondamentale da tutti, nessuno del nostro gruppo immaginava una risposta così immediata e di riscuotere da subito così tanto entusiasmo da parte delle persone e della comunità. Siamo molte contente e questo grande entusiasmo servirà per il raggiungimento del nostro nuovo obiettivo. 
Come ve lo spiegate?
Pensiamo che il problema della plastica sia molto sotto i riflettori e quindi riteniamo che anche l’obiettivo e l'aspirazione del nostro progetto siano molto sentiti dalla comunità. Inoltre, il fatto che siamo un team di persone impegnate nella ricerca ha dato valore alla nostra idea e alle possibilità di realizzazione. Infatti, è noto che le idee che nascono nell'ambito della ricerca hanno spesso bisogno di un supporto finanziario per realizzarsi e svilupparsi. Per questo c'è stato, secondo noi, molto sostegno.
Inoltre, abbiamo cercato di spiegare la nostra idea facendo percepire la voglia di condivisione e abbiamo cercato di far emergere gli aspetti che potessero toccare le persone dal punto di vista emozionale.
Un’altra motivazione importante è data dell’aiuto che ci hanno dato e ci stanno dando in questa campagna l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e Produzioni dal Basso. Ovviamente, anche il supporto dato da Corepla, che fin dall'inizio della proposta della nostra idea progettuale ci ha appoggiato e sostenuto, è stato fondamentale.
Quali sono i prossimi step del progetto?
Per quanto riguarda la fase di campagna crowdfunding abbiamo l’obiettivo di raggiungere ancora più sostenitori, aumentando il nostro impegno ed arrivare al traguardo di 13mila euro. Queste donazioni ci permetteranno di ottenere uno spazio più grande per i nostri microrganismi e poterli “allenare” a eliminare la plastica più efficacemente attraverso un bioreattore. Questo strumento permetterà la crescita dei batteri a spese della plastica in un sistema controllato per monitorare le migliori condizioni di crescita e degradazione.
Se raggiungeremo anche questo secondo importante traguardo potremo effettuare prove di biodegradazione delle plastiche a base di polietilene derivanti da un impianto di smaltimento di rifiuti organici grazie ai nostri microrganismi selezionati. Potremo poi caratterizzare i prodotti ottenuti e il loro impatto ambientale. Infine, grazie al bioreattore, potremo rendere più efficiente il processo di ottimizzazione ed eliminazione dei rifiuti plastici ad opera dei batteri identificati.

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