Martina Follador racconta la sua Meda in un murale - Bnews Martina Follador racconta la sua Meda in un murale

A Meda in viale Brianza è possibile ammirare il murale realizzato da Martina Follador, artista e studentessa dell’Università di Milano-Bicocca, iscritta a Scienze della formazione primaria, con la passione per l’illustrazione e la volontà di sperimentare metodi didattici creativi attraverso l’arte. Martina ha vinto il concorso Meda in Art, indetto dall'Amministrazione comunale per realizzare l’opera sul muro della scuola secondaria di I grado “Giannino Antona Traversi”.

Martina, raccontaci il tuo percorso di studi. In particolare, quali sono i tuoi maggiori interessi?

Frequento il terzo anno di Scienze della formazione primaria, corso di laurea magistrale a ciclo unico di durata quinquennale. Mi trovo bene in Ateneo con l’organizzazione, gli insegnamenti e i docenti; sto portando a casa contenuti importanti per la mia formazione e anche un senso di empatia. Con la professoressa Zuccoli, mia docente di Educazione all’immagine, è stato interessante contribuire con le mie esperienze alla discussione e al confronto in aula.

Mi piacerebbe anche intraprendere un percorso di dottorato in Bicocca. Voglio continuare ad approfondire l’utilizzo della pratica artistica nell’attività didattica. Prima di studiare in Bicocca, ho conseguito un diploma accademico in Illustrazione e Animazione allo IED di Milano: per quella tesi avevo realizzato un “Manuale di sopravvivenza per celiaci”, manuale divulgativo a fumetti in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia Lombardia APS, per sensibilizzare i giovani adolescenti sulla celiachia. Dopo il diploma ho lavorato a Barcellona in ambito educativo: disegnavo materiale didattico per l’insegnamento della lingua inglese e in quattro scuole primarie ho anche avuto l’opportunità di sperimentare i miei materiali con i bambini. È davvero possibile insegnare in maniera più creativa.

Parallelamente, desidero esplorare anche le potenzialità dell’arte con finalità terapeutiche. Dopo la pubblicazione del fumetto con l’associazione, sono entrata a far parte di Graphic Medicine Italia, un collettivo interdisciplinare che esplora l’interazione tra il fumetto e la salute. Ho partecipato alla Graphic Medicine International Conference di Athlone, nel 2024, in qualità di relatrice e recentemente ho tenuto un laboratorio creativo sul fumetto in ambito formativo per i medici nel dicembre 2025, presso la sede dell’Ordine dei Medici di Monza.

Hai vinto il concorso Meda in Art. Per partecipare hai proposto un tuo progetto?

Sulla base delle indicazioni fornite dal bando, ho ideato un progetto con la relativa spiegazione, presentando un disegno in bianco e nero, uno a colori e degli “ingrandimenti” per mostrare i dettagli.

Volevo cambiare lo stereotipo comune sulle città della Brianza, secondo cui non c’è mai niente di interessante per i giovani. Era l’occasione per offrire una rappresentazione diversa a chi non conosce la realtà locale. La prima versione però non mi ha convinto: avevo scelto le quattro cascine di Meda che danno i nomi ai rioni. Ho ricominciato da zero il bozzetto, chiedendomi come potevo raccontare la mia città, attraverso i miei ricordi e le esperienze degli amici. Ho mantenuto solo la suddivisione dello spazio in quattro parti, caratterizzate dai colori derivati da quelli originali dei rioni ma rimessi in palette per ottenere un peso cromatico uniforme.

Cosa hai scelto di rappresentare nelle quattro zone del murale?

Nella prima quattro macchinine a pedali si sfidano nella tradizionale corsa del Palio, tutto dedicato ai giovani e ai bambini.

Sport

Lo sport è protagonista della seconda parte. Abbiamo infatti una tradizione importante nella ginnastica artistica. Ho inserito anche un calciatore e un giocatore di basket in carrozzina, in rappresentanza delle nostre squadre, e un corridore sulla nostra pista da corsa.

La terza zona è dedicata allo Young Summer Fest, manifestazione che da qualche anno anima le vie di Meda dove giovani artisti espongono la propria arte: opere, danza, canto e anche musica elettronica. Infine un ragazzo in bicicletta richiama la BAM, la biciclettata annuale. Ho incluso alcuni riferimenti geografici: l’oratorio, il palazzetto dello sport e la ferrovia che divide la città.

biblioteca

La ragazza seduta sul libro ricorda l’importanza della Medateca, la biblioteca che col tempo ha svolto un ruolo sempre più attivo, offrendo alla cittadinanza corsi, letture, eventi e spazi per il gioco. Per quanto riguarda lo stile del murale, ho deciso di ispirarmi al mondo del fumetto e dell’animazione, adottando lo stile cartoon.

Come si realizza un murale?

Sulla parete deve essere preliminarmente effettuata la stabilitura che rende la superficie adatta ad accogliere le fasi successive. Si comincia prendendo le misure: ho lasciato dello spazio vuoto in alto e in basso, le zone più deteriorabili per umidità, passaggio e smog. Con nastro adesivo e spago ho creato una griglia, suddividendo la “tela” in quadrati con lato di un metro; quindi ho abbozzato il disegno a mano libera in ogni quadrato, fino a dettagliarlo definitivamente.

Realizzazione

Dopo aver rimosso lo spago interno, ho steso i colori con base al quarzo e pittura acrilica, partendo dalle campiture piatte, che sono le parti più grandi da riempire con un unico colore. Sono quindi passata a delineare il contorno delle figure, calibrando la linea fine o spessa a seconda dei punti. Si conclude applicando il fissante come protezione dalla pioggia e dal sole: la parete è molto esposta e spesso ho dovuto interrompere durante le ore più calde. La pioggia ha determinato qualche periodo di sospensione; ho concluso la maggior parte del lavoro tra la primavera e l’estate. A settembre abbiamo inaugurato il murale.

Un luogo particolare?

È il muro della mia scuola media, frequentata nella stessa aula anche da mio padre: un legame importante, sentivo l’emozione di voler realizzare qualcosa di bello, un dono per tutte le persone che ci passano accanto e per Meda, la mia città. Un punto molto visibile perché, arrivando da Seregno, il senso unico lo rende un passaggio obbligato. L’Amministrazione ha voluto riqualificare il luogo, coinvolgendo il contributo dei giovani in termini estetici ed educativi.


Foto di Roberto Longoni