Mangiare bene e consapevolmente? Si impara a mensa con il nudging

Una serie di orme verdi tracciate sul pavimento conduce dall'ingresso all'area frutta e verdura. I cibi più salutari sono evidenziati da bollini con la scritta "So Good", posti di fianco agli espositori come sui menù. Nella linea fredda, i dessert confezionati sono stati separati dalle insalate e resi meno visibili. Subito a fianco dei vassoi impilati l'uno sull'altro si trova il cesto col pane integrale. Per tutto il percorso non mancano indicazioni sui "cibi migliori per la salute" e consigli ad "aumentare il consumo di alimenti ricchi di vitamine, sali minerali e fibra". Vicino alla cassa, un ultimo suggerimento: "Bere almeno 8 bicchieri d'acqua al giorno è una buona abitudine che aiuta ad idratare il corpo e mantenersi in forma".

L'Università di Milano-Bicocca riorganizza la mensa della sede centrale e lo fa per insegnare a studenti e lavoratori a mangiare sano. Un piano di riorganizzazione messo a punto nelle scorse settimane e diventato operativo in via sperimentale, presentato giovedì 9 maggio durante il workshop “Sostenibilità alimentare”, evento promosso dal centro di ricerca Best4Food in occasione della Milano Food Week.Grazie a un accordo tra il gruppo Base (Bicocca ambiente società economia) dell’ateneo, Iescum (Istituto europeo per lo studio del comportamento umano) e Sodexo, la società che gestisce il servizio di ristorazione, Milano-Bicocca ha adottato nella mensa dell'Edificio U6 (piano sotterraneo) una strategia basata su interventi di nudging. Di cosa si tratta? I nudging sono “spintarelle” (questa la traduzione dall’inglese) che vengono introdotte in un dato contesto per influire sui comportamenti e sulle scelte degli individui, stimolando quelli più virtuosi, senza ricorrere a punizioni o incentivi di tipo economico. Un innovativo programma di policy diffusosi nell’ultimo decennio in tutto il mondo.

Le "spintarelle" introdotte nella mensa hanno l'obiettivo di stimolare negli utenti scelte di cibi più sani ed equilibrati rendendone la dieta più varia. Cosa che può incidere positivamente, per esempio, sui livelli di attenzione e apprendimento degli studenti. Ulteriore scopo: ridurre gli sprechi alimentari. Consapevolezza e attenzione al cibo che la maggior parte degli studenti di Milano-Bicocca già mostra di avere stando all’indagine “Mangiare in Bicocca. I luoghi della ristorazione”, condotta dal gruppo Base tra la comunità di ateneo e presentata durante il workshop: il 77 per cento degli intervistati è risultato normopeso, il 12 per cento in sottopeso (soprattutto donne) e il rimanente 10 per cento in sovrappeso (soprattutto uomini).

Per valutare l’efficacia degli interventi di nudging, verranno monitorati i contenuti dei vassoi alle casse in tre periodi differenti, a distanza di tre settimane. Alla fine, il team di ricercatori di Base e di Iescum strutturerà l'impalcatura delle nuove mense dell'ateneo per farne ristoranti universitari capaci di fornire prodotti di qualità combinati nel modo corretto. Non è escluso il coinvolgimento futuro di altre realtà universitarie o aziendali. "È ormai ampiamente dimostrato che una nutrizione ottimale è importante per assicurare salute e benessere – afferma Paola Palestini, docente di Biochimica – e allo stesso tempo rendere minimo il rischio di malattia. Con questo progetto vorremo consigliare i nostri studenti, ma anche tutti i dipendenti di Bicocca, a scegliere in modo oculato la loro alimentazione, all’inizio spingendoli verso scelte salutari ma nello stesso tempo educarli ad una alimentazione sana. La possibilità di conoscere quali sono gli alimenti salutari, quali sono le combinazioni alimentari ottimali e le porzioni corrette, dovrebbe rendere le persone sempre più consapevoli verso scelte alimentari sane".
 

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