La città sotto i riflettori: Milano-Cortina 2026 e le trasformazioni sociali - Bnews La città sotto i riflettori: Milano-Cortina 2026 e le trasformazioni sociali

La città sotto i riflettori: Milano-Cortina 2026 e le trasformazioni sociali

La città sotto i riflettori: Milano-Cortina 2026 e le trasformazioni sociali
milano people

Accanto alla lettura economica, l’analisi sociologica aiuta a comprendere come i grandi eventi incidano sulla vita quotidiana, sullo spazio pubblico e sulla società

Trasformazioni urbane e dimensione sociale

Per questo secondo appuntamento dedicato ai giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, abbiamo chiesto un approfondimento a Giampaolo Nuvolati, docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università degli studi di Milano-Bicocca dove insegna Sociologia urbana. Ha condotto numerosi studi sulla qualità della vita urbana, l’abitare e i conflitti tra popolazioni metropolitane residenti e non residenti.

Professor Nuvolati, in che modo un grande evento modifica le percezioni dei cittadini rispetto allo spazio urbano, al senso di appartenenza e all’idea di “città pubblica”?

Le città attraversate da mega eventi come le Olimpiadi diventano vetrine in cui mettono in mostra il meglio di sé, all’interno di un processo di spettacolarizzazione più rivolto ai visitatori che ai cittadini. Questi ultimi vedono la propria città trasformarsi, perdendo in parte la sua identità e orientandosi verso la globalizzazione, sebbene tale processo di omologazione non possa essere completo, pena la perdita della capacità attrattiva legata proprio alla specificità delle diverse realtà urbane.

La città pubblica viene così travolta da dinamiche che privilegiano alcune categorie di utilizzatori, city users, turisti, businessmen, nell’uso standardizzato dei servizi e degli spazi. A questi viene richiesta soprattutto funzionalità o, al più, una valenza estetica, indipendentemente da significati più profondi, anche di natura etica, che tali spazi spesso custodiscono a beneficio della popolazione nel suo complesso.

Il racconto mediatico di Milano-Cortina tende a enfatizzare opportunità e successo: quali narrazioni alternative o conflitti sociali rischiano di restare ai margini?

Una città come Milano già avviata da tempo verso un processo di polarizzazione, con le olimpiadi vede ampliarsi le distanze tra gruppi abbienti e poveri. I conflitti legati alle difficoltà nell’uso di spazi congestionati, all’aumento del costo della vita, alla internazionalizzazione di dinamiche che non sempre riconoscono la cultura locale, assumono caratteri sempre più palesi.

Quando però queste contrapposizioni problematiche superano una determinata soglia vengono solitamente confinate nel backstage, mentre il palcoscenico, la vetrina deve brillare. Il city marketing rinnega le ombre.

Durante la preparazione di un evento globale, quali gruppi sociali sono più esposti ai costi delle trasformazioni, in termini di accesso ai servizi, casa, lavoro, e perché?

Potremmo in sintesi dire che i mega eventi sono spesso occasioni per l’accelerazione delle disuguaglianze su vari fronti. Un'analisi swot potrebbe svelare i punti di forza e debolezza di opportunità e rischio connesse alle olimpiadi. Ma l’evoluzione dei fenomeni non sempre è prevedibile e l’anima dei luoghi, la storia della città, la tradizione amministrativa e la vocazione politica e partecipativa dei suoi abitanti, pur nel quadro di una generale trasformazione in chiave omologante, incidono fortemente nel segnare in senso originale il corso degli eventi.

Esiste sempre un certo margine di incertezza nel valutare gli esiti finali sociali, economici, culturali e politici dei mega eventi.

Guardando al “dopo”, quali segnali sociali dovrebbero già oggi allertare istituzioni e decisori su possibili squilibri o fratture future?

Potremmo immaginare che molte delle questioni sollevate siano il prezzo da pagare per la città per un'ulteriore accelerazione dello sviluppo, ma ovviamente occorre considerare gli effettivi (e non ipotetici) ritorni che ne derivano e per quali categorie di popolazione. Quali infrastrutture sportive, di trasporto e abitative, resteranno alla città, quali saranno le conseguenze ambientali? Quali stili di vita emergeranno in contrapposizione ai modelli più tradizionali? L’impegno per una valutazione ex ante ed ex post diventa indispensabile. Molte esperienze di olimpiadi insegnano che la traduzione degli investimenti in vantaggi concreti soprattutto per i segmenti più deboli, risulta assai minore rispetto alle aspettative. La letteratura in questo senso è piuttosto fiorente e chiama in causa le responsabilità degli attori pubblici e privati che gestiscono il processo.

Gli effetti indiretti delle Olimpiadi, sia in termini di costi sia di benefici, che possono estendersi nel tempo e nello spazio oltre l’evento stesso, richiedono inoltre periodi lunghi di osservazione e sono influenzati da molteplici fattori esterni, non sempre controllabili. Anche nel caso di Milano-Cortina sarà quindi fondamentale monitorare attentamente questi effetti e, laddove possibile, compensare quelli negativi.