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Intellettuali del Novecento: l’archivio Boeri in Bicocca

Intellettuali del Novecento: l’archivio Boeri in Bicocca
Ritratto di Renato Boeri, Foto Vincenzo Cottinelli

Forse non tutti sanno che la biblioteca dell’Università di Milano-Bicocca conserva il fondo archivistico e librario del neurologo Renato Boeri (1922-1994), partigiano e per lunghi anni direttore dell’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano. In occasione del centenario della sua nascita abbiamo incontrato il professor Mauro Antonelli, direttore del centro di ricerca Aspi - Archivio storico della psicologia italiana, che ci ha raccontato com’è arrivato questo prezioso patrimonio in Bicocca e perché è importante conservarlo.

Professor Antonelli, perché ricordare il centenario della nascita di Renato Boeri?

Renato Boeri è stato un personaggio importante nella Milano della seconda metà del Novecento: figlio del senatore Giovanni Battista Boeri, uno dei fondatori del Partito d’azione, dopo la maturità classica al Liceo Beccaria si iscrisse alla facoltà di medicina in Statale, ma dovette interrompere gli studi a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. Partigiano durante la Resistenza insieme al fratello Enzo, dal dicembre 1944 fu comandante della Brigata “Paolo Stefanoni” della Divisione “Valtoce” di Giustizia e libertà.
Rientrato a Milano dopo la Liberazione, si laureò in medicina e si specializzò in Malattie nervose e mentali, dedicandosi da quel momento alla neurologia. Svolse tutta la sua carriera all’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, prima come assistente volontario, poi come primario, infine come direttore.
Si interessò di neuroepidemiologia e neurotossicologia, occupandosi tra l’altro del disastro ambientale provocato dalla diossina a Seveso nel 1976; studiò le patologie professionali, anche grazie all’amicizia con il Giulio Alfredo Maccacaro, direttore dell’Istituto di statistica medica e biometria dell’Università di Milano, e coltivò pressoché tutti gli aspetti della neurologia, ivi compresa la storia della disciplina.

Fu una figura poliedrica, un vero intellettuale del Novecento, attento agli apporti interdisciplinari in tutti i campi del sapere. Affascinato dal tema dell’inventiva, fondò nel 1985, insieme a Massimo Bonfantini, il Club Psòmega, “una società di artisti, scienziati, filosofi per lo studio del pensiero inventivo e la pratica del vivere inventivo” (tra i soci figuravano anche l’oncologo Giorgio Prodi e gli psicoanalisti Cesare Musatti e Tommaso Senise).

Nel 1989 diede vita alla Consulta di bioetica, organizzazione laica di cui fu presidente e nell’ambito della quale propose l’adozione della Carta di autodeterminazione. Consulente del Ministero della sanità, fece parte del comitato dei garanti di diverse organizzazioni mediche e dei comitati scientifici di molti istituti e associazioni milanesi, tra cui la Vidas, a cui diede un importante contributo sensibilizzando gli operatori sanitari al problema dei malati terminali.

Il video dedicato a Renato Boeri realizzato dal centro Aspi in occasione del centenario della nascita

Come mai il fondo Boeri si trova in Bicocca?

Come molti altri archivi raccolti negli anni dal centro Aspi, anche le carte e i libri di Renato Boeri sono stati individuati nel corso del Censimento nazionale degli archivi storici degli scienziati della mente condotto dall’Aspi tra il 2010 e il 2017, grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le attività culturali.

Nel 2015 è stato così possibile contattare gli eredi di Boeri ed effettuare un sopralluogo per prendere visione dell’archivio, all’epoca conservato in una delle abitazioni di famiglia. Successivamente, nel gennaio 2018, i suoi tre figli Sandro (giornalista), Stefano (architetto) e Tito (economista) hanno deciso di donare il fondo al nostro Ateneo, mettendolo generosamente a disposizione di tutti gli studiosi interessati.

Quali sono le specificità dell’archivio e come si può consultare?

L’archivio di Boeri è uno specchio, un testimone delle sue molteplici attività scientifiche e culturali. La documentazione, manoscritta, dattiloscritta e a stampa, copre l’arco cronologico compreso tra il 1944 e il 1994, anno della sua morte. Si tratta di relazioni a convegni e conferenze, progetti di ricerca, appunti e riflessioni personali, titoli curriculari, ma anche di un discreto numero di fotografie e diapositive, il cui nucleo più consistente riguarda l'attività dell'Associazione "Amici del Piccolo Teatro", che Boeri presiedette dal 1963 al 1967. Nell’archivio è presente anche una nutrita rassegna stampa che raccoglie gli articoli divulgativi scritti da Boeri su quotidiani, settimanali e riviste mensili, o che riguardano la sua figura e i suoi molteplici interessi.

L’archivio è stato riordinato, inventariato, digitalizzato e pubblicato online sul portale dell’Aspi ed è quindi liberamente consultabile in rete. Nel rispetto della normativa sulla privacy, tuttavia, non sono disponibili in copia digitale i documenti successivi al 1980, quelli contenenti dati sensibili e i materiali a stampa coperti da copyright. Questi ultimi sono tuttavia disponibili in sede, su appuntamento, presso il Polo di Archivio Storico (PAST) della Biblioteca centrale di Ateneo.

Anche il piccolo fondo librario aggregato all’archivio è stato inserito tra i "Fondi speciali" della Biblioteca ed è presente sul suo catalogo online.

Per concludere, abbiamo saputo che recentemente lei, Professor Antonelli, è stato insignito del premio “Wolfgang Metzger 2022”. C’è un’attinenza con l’attività del centro Aspi?

Sì certo, perché il premio mi è stato conferito per il libro Vittorio Benussi in the History of Psychology, frutto di una ricerca basata anche sulle carte d’archivio presenti nel Fondo Benussi dell’Aspi. Si tratta di uno dei due fondi costitutivi del Centro, essendo stato ereditato dall’ateneo in seguito al trasferimento in Bicocca del vecchio Istituto di Psicologia della Statale, dove il celebre psicoanalista Cesare Musatti aveva lasciato, insieme al proprio, l’archivio del suo maestro Vittorio Benussi (1878-1927), psicologo sperimentale che operò a Graz e Padova tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

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Approfondimenti:

Centro di ricerca Aspi - Archivio storico della psicologia italiana

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PAST - Polo Archivio storico