Gli effetti del Coronavirus sulla sanità lombarda - Bnews

Ore 11.30: pochissimi codici bianchi, pochissimi codici verdi in trattamento o in attesa, nessun codice giallo in attesa, due in trattamento, nessun rosso in attesa. Negli ospedali lombardi i pronto soccorso non sono mai stati così vuoti. «Neanche la notte di Ferragosto», sottolinea Lorenzo Mantovani, professore di Economia sanitaria all'Università di Milano-Bicocca, al quale abbiamo chiesto una disamina degli effetti dell'emergenza Coronavirus sul sistema sanitario regionale.

Pronto soccorso vuoti quasi dappertutto?

In una giornata normale in questo momento dell'anno un pronto soccorso di dimensioni medio-grandi avrebbe avuto molti - a dozzine - codici bianchi o verdi in attesa. Basta dare invece un'occhiata all'app Salutile della Regione Lombardia, sulla quale sono riportati i pazienti in attesa divisi per codice di priorità, per scoprire che non è così. La situazione è abbastanza generalizzata.

A cosa è dovuto tutto questo?

I pronto soccorso a volte vengono utilizzati impropriamente per ricevere una diagnosi veloce, invece di seguire i canali normali. Per questo si creano le code. Ora invece chi segue questa scorciatoria non lo fa più. C'è paura ad andarci. Le strutture si svuotano. Nel contempo c'è stata una rincorsa al triage telefonico creato per il Coronavirus. Alcuni di coloro che sarebbero in coda al pronto soccorso stanno, come suggerito, telefonando ai numeri allestiti appositamente.

Per quanto riguarda gli ospedali, si riscontra un intasamento di alcuni reparti dovuto al Coronavirus?

Le statistiche fornite dalle fonti ufficiali indicano che il 10-15 per cento dei pazienti con coronavirus transita in reparti di Terapia intensiva. Questo corrisponde a 40-45 pazienti in più della norma. Non è un numero da sottovalutare, ma non pare nemmeno drammatico.

Si può fare una valutazione degli effetti economici sul sistema sanitario?

Per i costi è ancora presto per fare un quadro, le spese sono essenzialmente quelle per i ricoveri, in parte in Terapia intensiva, per i tamponi e per il personale sanitario che deve andare a prendere queti tamponi. Invece non c'è ancora una cura reale, un antivirale specifico per il COVID-19 che richieda un ingente investimento. Inoltre si può dire che i costi sanitari dovuti all'emergenza rappresentino una minimissima parte sul Pil nazionale. Un esempio: negli ultimi due giorni, la Borsa di Milano ha perso circa 40 miliardi di euro di capitalizzazione. Consideriamo che il Fondo sanitario regionale, che la Lombardia riceve ogni anno, è di 18 miliardi di euro. Ovviamente sono tasche diverse, ma in due giorni la Borsa ha perso l'equivalente di due anni di sanità lombarda. Speriamo recuperi...