scrittrice al suo pc

Chiara e la scrittura come conoscenza di sè e del mondo

“Un libro deve essere un’ascia per rompere il mare di ghiaccio che è dentro di noi”
(Franz Kafka)

Una passione per la scrittura che traspare in ogni sua parola. È proprio vero amore, quello di Chiara Aquilino. Si capisce subito, anche al telefono: da come ne parla, dal tono di voce. Fino naturalmente alle parole, scelte con cura, per descrivere il suo rapporto con quello che ormai è diventato più di un hobby, è chiaro: è una parte integrante della sua vita.
Vincitrice dell’edizione 2019, quest’anno la studentessa di Scienze della formazione primaria è ancora finalista al Premio Chiara Giovani e tenta il bis. A noi, parla di com’è nata e come si alimenta ogni giorno questa sua passione.

Chiara, quando ti sei avvicinata alla scrittura per la prima volta?

Sono solita paragonare il mio rapporto con la scrittura ad una storia d’amore che non ha incipit, le cui origini si perdono in un dove e in un quando indefiniti. Indubbiamente gli anni del liceo sono stati decisivi nel far fiorire in me la voglia di “sporcarmi le mani d’inchiostro”, così come l’incontro con la realtà letteraria del Premio Chiara, cui devo il raggiungimento di un traguardo importante nel 2019 nonché gran parte della mia crescita nel campo della scrittura.

A cosa devi questa tua passione?

Il mio interesse per la scrittura si sviluppa come conseguenza diretta dell’amore per la lettura. Il desiderio di imparare a maneggiare la parola in quanto oggetto d’arte capace di percorrere e sfidare distanze infinite – quelle che intercorrono tra l’animo di chi scrive e l’animo di chi legge – è nato quasi spontaneamente, e ha intrapreso le vie dell’emulazione prima e della ricerca di modalità espressive inedite poi.
In Università ho incontrato docenti e colleghi che mi hanno sempre esortata a osare, a cercare nuovi stimoli per questa mia passione. A loro dedico il mio più sincero “grazie”!

Quali libri e autori hai amato in particolare?

Uno, nessuno e centomila! A citare un autore si teme sempre di offenderne un altro…Io in generale sono molto affezionata ai classici, da San Francesco d’Assisi a Moravia, passando per Verga, Svevo, Joyce, Borges, Camus e ai testi di critica (recentemente ho concluso la lettura di Mimesis, di Auerbach, che consiglio!) anche se il mio interesse per la letteratura non è circoscrivibile ad ambiti esclusivi.
Negli anni la lettura è divenuta per me una vera e propria attività di studio e di analisi, a cui mi dedico assiduamente e attraverso la quale spero sempre di imparare qualcosa di nuovo sulla scrittura, su me stessa, sul mondo!

Quali consigli daresti a chi vorrebbe iniziare a scrivere?

Essere in grado di comunicarsi efficacemente attraverso la parola significa godere appieno della propria libertà di espressione, avere qualche possibilità in più di intessere relazioni autentiche. Per questi e per mille altri motivi la scrittura – in particolare quella creativa – è un’abilità che ciascuno dovrebbe poter esercitare. A chi vorrebbe iniziare a scrivere suggerirei di affinare le proprie capacità percettive, di guardare in profondità nelle cose e saper vibrare con esse. Ma soprattutto di non rimanere indifferente nei riguardi di ciò che accade intorno a sé: l’indifferenza è nemica della scrittura.

Il blocco dello scrittore, la paura del foglio bianco. Tu hai mai conosciuto queste sensazioni?

Ovviamente sì, oserei dire ogni volta che mi è richiesto di scrivere! Ma ho imparato a prenderla con filosofia… in fondo, la pagina bianca è uno spazio di libertà che concede all’inchiostro infinite possibilità di navigazione. È un’opportunità prima che un’insidia. Frequentemente imponiamo a noi stessi di colmare vuoti che potrebbero semplicemente rimanere quali sono: pagine bianche.
A mio parere, soltanto accettando e attraversando la presenza di questi “silenzi immacolati dell’immaginazione” è possibile vivere serenamente l’esperienza della scrittura, intesa come attività artistica in grado di tenere insieme ragione e irrazionalità, che proprio in virtù della sua componente più “emotiva” rivendica tempi propri e risulta soggetta a fattori, come l’ispirazione e la suggestione, su cui è difficile operare un controllo. Ma ai quali è bello e necessario abbandonarsi.
Si scrive bene solo “fuori dal tempo” (e dalla paura)!

Sono aperte fino al 14 settembre le iscrizioni al Concorso Letterario Bicocca, parteciperai?

Da due anni a questa parte non ho mai perso un appuntamento con il Concorso Letterario Bicocca! Partecipare alle prime due edizioni mi ha consentito di confrontarmi con temi sempre stimolanti, di raccontare luoghi cari e di osservare l’evoluzione della mia scrittura, e sono certa che lo stesso varrà anche per la terza edizione. Sono profondamente grata dell’iniziativa ed orgogliosa della mia Università, dalla quale ho sempre ricevuto molto più di quanto potessi aspettarmi.

Se anche tu, come Chiara, ami scrivere…trovi qui tutte le informazioni per partecipare al Concorso letterario “Un giorno in Bicocca…”. Magari, tra i prossimi finalisti, ci sarai tu!

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