Approfondimenti di Bioetica, dai temi tradizionali alle nuove sfide poste dall’innovazione tecnologica nella ricerca di frontiera - Bnews Approfondimenti di Bioetica, dai temi tradizionali alle nuove sfide poste dall’innovazione tecnologica nella ricerca di frontiera

Approfondimenti di Bioetica, dai temi tradizionali alle nuove sfide poste dall’innovazione tecnologica nella ricerca di frontiera

Approfondimenti di Bioetica, dai temi tradizionali alle nuove sfide poste dall’innovazione tecnologica nella ricerca di frontiera
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Dal 31 ottobre al 17 novembre si svolge il ciclo di sei approfondimenti in Bioetica, coordinato dalla professoressa Silvia Salardi del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Milano-Bicocca. Il percorso quest’anno presenta una maggiore articolazione rispetto alle precedenti edizioni.

Professoressa Salardi, chi sono i destinatari di questo ciclo?

Gli incontri non sono indirizzati solo agli studenti di Giurisprudenza ma risultano utili e frequentati anche dagli iscritti ad altri corsi di laurea che rientrano, per esempio, in area medica o scientifica. Chi si occupa di scienza ha bisogno di confrontarsi e prepararsi ad affrontare una serie di risvolti etici nell’ambito della propria disciplina. Offriamo inoltre la possibilità di seguire gli eventi anche in streaming a chiunque sia interessato ai temi che trattiamo.

Notiamo la presenza di ospiti stranieri: il ciclo presenta una dimensione anche internazionale?

La Bioetica si occupa e solleva questioni esistenziali che riguardano tutti, ovunque in qualsiasi parte del mondo. Certamente le dimensioni nazionali restano ancorate al contesto culturale di riferimento e presentano quindi risposte giuridiche differenti. Nel calendario dell’edizione 2023 abbiamo tre relatori stranieri.

Apre il ciclo l’intervento della professoressa Margareth Vetis Zaganelli dell’Universidade Federal do Espirito Santo, sulla riproduzione assistita in Brasile che, intersecando sfera etica e diritto, rappresenta per gli studenti un’interessante occasione di confronto con la normativa italiana.

Il secondo appuntamento è dedicato al ruolo e all’importanza che stanno sempre più assumendo le neurotecnologie in campo medico e nella ricerca di frontiera. Avremo un relatore spagnolo, il dottore Antonio Oliviero (Hospital Nacional de Parapléjicos), che condividerà la sua esperienza professionale per una riflessione su potenzialità, opportunità e rischi di un campo di ricerca in forte espansione, al centro dell’attenzione e dell’osservazione anche dei vari organismi deputati alla relativa regolamentazione.

Il professore Takis Vidalis dell’International Hellenic University, membro dell'European Group on Ethics, proporrà invece il 17 novembre un’analisi relativa alle modalità di gestione delle risorse e degli strumenti in ambito sanitario in tempi di crisi.

Passiamo ai relatori italiani. Un focus sul panorama nazionale?

La professoressa Francesca Poggi, docente della Statale, presenterà un intervento intitolato Il problema del riconoscimento dello status filiationis delle persone concepite all’estero tramite gestazione per altri. Sul tema preciso che la Corte europea dei diritti dell’uomo con la sentenza del 31 agosto 2023 ha sottolineato l’importanza di non danneggiare i diritti del minore, il cui interesse resta sempre il punto cardine da tutelare.

Esperto di informatica forense, il dott. Michele Ferrazzano dell’Università di Modena e Reggio Emilia parlerà, in termini di rischi e opportunità, dell’uso dei sistemi informatici in diagnosi e cura dei pazienti. Un ambito dove si intrecciano problematiche relative alla protezione dei dati personali e sensibili, alla gestione dei big data, all’accesso e alla tipologia delle informazioni trattate.

Chiude il ciclo l’approfondimento del dott. Francesco Stocchi, dottorando presso il dipartimento di Giurisprudenza, che si misurerà in una prospettiva forense con i problemi etico-giuridici posti dall’utilizzo delle neurotecnologie e dell’intelligenza artificiale.

Il ciclo di incontri sviluppa una prospettiva ampia, toccando vari temi con esperti di campi differenti: per un approccio interdisciplinare alle questioni bioetiche.

Oggi siamo abituati a parlare di interdisciplinarità, una direzione che caratterizza la ricerca contemporanea. La Bioetica, disciplina nata negli anni ’70 nel contesto statunitense, ha dai suoi esordi una vocazione interdisciplinare, in quanto caratterizzata da una pluralità di fronti applicativi, dove le questioni etiche richiedono una chiave di lettura giuridica coerente che tenga conto dei contributi degli esperti di diverse discipline: non solo diritto ma anche genetica, neuroscienze, informatica e molte altre, in base al contesto specifico.

L’espressione istituzionalizzata della bioetica e dell’approccio interdisciplinare è ben rappresentata dai comitati etici presenti sia a livello nazionale e sovranazionale, sia all’interno di enti ed istituzioni, come anche nel nostro Ateneo. Ricordo che la composizione dei comitati è disciplinata dal punto di vista normativo in modo da garantire una pluralità di competenze ed esperienze dei singoli membri, tra cui la figura del bioeticista che deve essere sempre presente. Il confronto tra specialisti di diversa provenienza disciplinare permette di giungere a soluzioni ragionevoli su aspetti delicati e complessi. In vari contesti gli esperti in campo bioetico svolgono inoltre, a diversi livelli, un’importante funzione consultiva nei confronti degli organi politici e decisionali.


Le date e gli orari degli incontri sono consultabili sulla locandina


Articolo di Chiara Bulfamante e Enzo Scudieri