“Bicocca c'è”: piano straordinario da 8,5 milioni di euro per migliorare la qualità della vita e della didattica

«Bicocca c'è». È il motto con il quale la rettrice Giovanna Iannantuoni vuole riassumere il senso e la portata del piano di interventi straordinari adottato dall'Ateneo a favore di tutta la comunità, dagli studenti ai professori e ricercatori fino al personale tecnico e amministrativo, per affrontare e superare l'emergenza Covid. Un piano di investimenti del valore complessivo di 8,5 milioni di euro.
Professoressa Iannantuoni, cosa ha spinto l'Ateneo ad adottare questa “manovra”?
L'intenzione dell'Università di Milano-Bicocca di scendere in campo in quanto Ateneo pubblico multidisciplinare per il rilancio del nostro Paese, perché le università hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo economico dell'Italia. Si tratta di una serie di investimenti strutturali, che hanno un senso indipendentemente dal Covid e che avranno senso anche in futuro, perché vanno a migliorare la qualità della vita della nostra intera comunità. Per una Bicocca più moderna, che investe in innovazione e digitalizzazione. Gli 8,5 milioni di euro sono declinati in vari capitoli.
Ce li può spiegare?
Partiamo dalla didattica per il primo semestre del prossimo anno accademico: l'offerta sarà blended, cioè garantita parte in presenza e parte in remoto. Noi saremo pronti ad affrontare qualsiasi scenario. Flessibilità è la parola chiave di Milano-Bicocca: saremo pronti ad accogliere in sede, in condizioni di totale sicurezza il 30 per cento dei nostri studenti se le misure anti-Covid dovessero rimanere quelle attuali così come il 100 per cento se si potrà ritornare alla normalità. L'incertezza che fronteggiamo va gestita positivamente con la flessibilità.
Qual è stato l'intervento in questo ambito?
Per incrementare e rendere più efficiente l'offerta didattica blended, siamo partiti da aule totalmente digitali e poi abbiamo investito nell'e-proctoring e nel potenziamento dei servizi cloud. Questo sarà un tratto distintivo del nostro Ateneo, perché vogliamo offrire una didattica mista che coinvolga tutti gli studenti: anche i ragazzi che sono a casa potranno fare domande e interagire con il docente.
Per chi tornerà in sede quali misure sono state previste?
Già all'inizio dell'emergenza Covid abbiamo predisposto un piano per l'accesso agli spazi, investendo in gel disinfettante, mascherine, termoscanner, servizi di sanificazione, attività di presidio agli ingressi, filtri per gli impianti di condizionamento.
Quali gli interventi sul fronte del personale tecnico e amministrativo?
Abbiamo puntato sulla dematerializzazione dei procedimenti amministrativi, acquistando una piattaforma software di management e computer portatili, in modo da consentire al nostro personale di utilizzare lo stesso device sia da casa che in ufficio. Un obiettivo che io ho nel lungo periodo come rettrice è quello di garantire la flessibilità in due dimensioni: flessibilità dell'orario e flessibilità della doppia modalità di lavoro, in presenza o in smart working da remoto. In maniera tale da favorire, per tutti, sostenibilità e qualità del lavoro. Inizieremo con quasi 400 postazioni di questo tipo, corrispondenti a circa la metà del nostro personale.
Perché questa scelta?
Ritengo che alla base di una organizzazione del lavoro virtuosa debba esserci la necessità di venire incontro alle esigenze di tutti, dalla giovane madre e dal giovane padre fino a chi deve assistere i genitori anziani o vive lontano dall'università.
Quali sono invece le misure per gli studenti?
Metà del budget viene investita in iniziative per contrastare il digital divide e nel diritto allo studio. Abbiamo previsto l'acquisto di schede Sim di dati per tutti i nostri studenti che ne faranno richiesta e un buono per l'acquisto di un device, tablet o computer, che verrà dato ai ragazzi che si immatricoleranno l'anno prossimo. Infine, ai circa 3.300 studenti che hanno diritto al sostegno economico, offriremo un extra di borsa di studio, declinato a seconda dell'Isee e se siano fuori sede o meno, fino a un massimo di 500 euro per studente.
Come potranno accedere a questi servizi "anti-digital divide"?
Sarà una procedura snella per permettere ai ragazzi di muoversi in totale autonomia. Appronteremo un modulo che dovranno scaricare e utilizzare, insieme al tesserino universitario, per fare richiesta della cartina SIM o per acquistare il device in uno dei centri convenzionati. Riceveranno una mail con tutte le spiegazioni e i link ai moduli.
Un appello alle future matricole?
Aspettiamo tutti gli studenti da qualsiasi regione italiana e da qualsiasi parte del mondo che vogliano venire a studiare in Bicocca. Ci prenderemo cura di voi.

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