Paola Pessina

«Crowdfunding, dai progetti una spinta all’economia circolare»

Nell’area del Nord Milano l’inquinamento non è solo un’emergenza ambientale, ma investe direttamente la salute. Per questo la transizione ecologica va considerata una priorità. E ben vengano, quindi, tanto i grandi investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza quanto i progetti che partono dal basso e sono immediatamente realizzabili. Come quelli che si candidano ad essere ammessi al crowdfunding lanciato dall’Università di Milano-Bicocca. La Fondazione Comunitaria Nord Milano, partner dell’iniziativa, ha scelto come tematica la sostenibilità ambientale, intesa come mobilità sostenibile, come contenimento dei consumi energetici e di materiali, come economia circolare o come formazione dei bambini rispetto a cosa significa prendersi cura del Pianeta.


«Da noi l’inquinamento ambientale costa un prezzo altissimo in termini di patologie degli abitanti, e dei bambini in particolare», evidenzia la presidente della Fondazione, Paola Pessina. E aggiunge: «Negli ultimi anni il tema della sostenibilità ambientale sta finalmente ricevendo il giusto spazio nel dibattito pubblico: troppo spesso i singoli cittadini sentono di incidere poco sulla questione, tuttavia il tema della mobilità può essere il punto di partenza decisivo per renderli parte attiva del cambiamento. E su questo piano promuovere, anche da un punto di vista culturale, la mobilità dolce diventa fondamentale. C’è un grosso lavoro da fare, bisogna cambiare stile di vita. Moltissimo dipende dalla pianificazione metropolitana e dall’iniziativa pubblica, ma ci sono stratagemmi e risorse – spesso già applicati con successo all’estero – che possono essere studiati su misura per la nostra area».


Cambiamento, dunque, è la parola chiave. Nell’approccio prima ancora che nei comportamenti pratici. Non a caso, il Pnrr definisce la cultura e la consapevolezza su temi e sfide ambientali come “un presupposto essenziale per affrontare con successo la transizione ecologica”. Ma su cosa bisogna far leva per sollecitare comportamenti virtuosi? Pessina non ha dubbi: «Sulla percezione del rischio e dell’indifferibilità di soluzioni, prima che gli squilibri ambientali diventino irreversibili. Ma più che un approccio ansiogeno – con i bambini in particolare – è premiante un approccio pro-attivo: sapere di poter fare personalmente qualcosa di utile per contrastare il degrado e promuovere la vita (i bambini adorano animali e piante, sono curiosissimi verso tutto ciò che “cresce” e si trasforma) è la molla più incentivante al cambiamento. I più giovani, poi, sono anche un veicolo di sensibilizzazione presso gli adulti».

Anche rispetto alle altre possibili declinazioni del tema della sostenibilità ambientale, la presidente della Fondazione Comunitaria Nord Milano ritiene che piccoli progetti concreti possano fornire un contributo formidabile. «Siamo parte dell’Occidente che maggiormente consuma risorse ed energie. Il minimo che possiamo pretendere da noi stessi è che mettiamo in atto tutte le strategie di contenimento degli sprechi e di riutilizzo di ciò che consumiamo, talvolta in misura ingiustificata e irrazionale. Progetti che suggeriscano modalità correnti per “non sprecare” sono i più adatti: persino la pratica che si va affermando di rivendere – e perciò acquistare di seconda mano, senza sentirsi mortificati, ma anzi con curiosità e allegria – fa parte di un cambiamento del costume che va in questa direzione. Rendere facili e attraenti queste pratiche, organizzare circuiti ambientalmente virtuosi e renderli popolari, accessibili e trendy è un modo leggero ma incisivo di condividere in una prospettiva solidale e comunitaria l’impegno condiviso verso l’unico Pianeta che abbiamo».

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