Un Erasmus vissuto in quarantena

20 anni, la scelta di lasciare Palma di Maiorca per trascorrere il periodo dell’Erasmus presso il nostro Ateneo:  Giuliana Bello, studentessa di psicologia, ci racconta il difficile periodo di quarantena attraverso i suoi occhi, quelli di una ragazza straniera lontana dal suo Paese d’origine. Fondamentale per lei il supporto di tutto lo staff di Milano-Bicocca.
Prima della partenza, come immaginavi il tuo Erasmus qui in Italia?
Ero entusiasta per questa nuova esperienza. Avevo già avuto modo di visitare l’Italia lo scorso anno per una breve vacanza. Sono arrivata qui a Milano alla fine di gennaio. Le mie aspettative sono state sicuramente confermate dai primi giorni dell’Erasmus: tutto stava andando bene prima dell’arrivo del coronavirus. Certamente non mi sarei mai aspettata di trascorrere un lungo periodo in quarantena.
Che cosa provi adesso nel vedere Milano praticamente deserta?
Provo molta tristezza nel vedere attorno a me tutto spento e vuoto.  Il quartiere in cui vivo è di solito molto vivace e movimentato, pieno di persone. Mi auguro che la situazione possa tornare al più presto alla normalità.
Sappiamo che in Italia l’emergenza è scoppiata prima rispetto alla Spagna. Come hai vissuto i primi tempi di quarantena? Chiedevi ai tuoi parenti e amici di adottare gli stessi comportamenti che qui in Italia stavamo già adottando?
Allarmata dalla gravità della situazione, sin da subito ho chiesto alla mia famiglia di adottare delle misure preventive, le stesse italiane. Purtroppo immaginavo che la situazione sarebbe inevitabilmente peggiorata anche lì. 
E in effetti abbiamo notizie poco incoraggianti dalla Spagna. Come stai vivendo questa situazione di emergenza lontana dal tuo Paese d’origine?
Mi mancano molto la mia famiglia e i miei amici. Sono in contatto con loro costantemente. Però ho incontrato diverse persone durante l’Erasmus che stanno rendendo la mia quarantena molto più facile. Mi reputo davvero fortunata. Abito in una residenza per studenti , dunque non mi sento tanto sola. Conosco molte persone che, vivendo lontane dai loro affetti, condividono la mia stessa situazione. Inoltre le mie giornate sono comunque piene: ho la possibilità di praticare sport, seguo le lezioni online e dedico molto tempo allo studio e ai progetti che ho da realizzare.
In questi giorni alcuni italiani che vivono all’estero o che si trovavano in paesi stranieri per svariati motivi, come ad esempio lo studio, hanno chiesto aiuto al governo per poter tornare qui in Italia. Cosa ne pensi di questa scelta? Hai pensato anche tu di tornare in Spagna?
Mi è stato proposto di tornare a casa, ma onestamente preferisco rimanere qui fino a quando le cose si saranno risolte, perché mi piace molto l’Italia e il corso di studi che sto frequentando. Come ho già detto prima, mi trovo bene nella mia residenza. E’ fondamentale il supporto che sto ricevendo da tutto il personale del Settore Affari Internazionali, coordinatori, Bicocca University Angels, dai volontari dell’Erasmus Student Network. Tutti loro si sono dimostrati molto gentili con noi studenti stranieri, ci hanno costantemente informato e aiutato. Non è mancato il sostegno a distanza anche dalla Spagna: la mia Università mi ha chiesto spesso come stessi e se avessi bisogno di qualcosa. Insomma, mi sono sentita sempre supportata dalle due Università e questo aspetto mi fa sentire tranquilla e a mio agio.

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