Ricercatori alla spina: quando l’innovazione incontra il pubblico, un sorso alla volta - Bnews Ricercatori alla spina: quando l’innovazione incontra il pubblico, un sorso alla volta

Ricercatori alla spina: quando l’innovazione incontra il pubblico, un sorso alla volta

Ricercatori alla spina: quando l’innovazione incontra il pubblico, un sorso alla volta
ricercatori alla spina

Un pub e tante domande, è questo lo spirito di Innovation Pub che ha ospitato Ricercatori alla spina, il format ideato da Claudio Forte, oggi professore associato presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, e sviluppato dall’impresa sociale Psiquadro, con il supporto di CentroScienza, che ha portato la ricerca fuori dai laboratori per farla incontrare al pubblico in un contesto informale, diretto e sorprendentemente efficace.

L’appuntamento, svoltosi il 27 gennaio, è il frutto della collaborazione tra Università di Milano-Bicocca, UpCycle e Avanzi, che insieme portano in città un nuovo modo di raccontare la ricerca.

L’idea è semplice: ricercatrici e ricercatori raccontano il proprio lavoro come se fossero al bancone di un pub. Niente slide, niente gergo incomprensibile. Solo storie, curiosità, applicazioni concrete e dialogo aperto. Il risultato? Una serata partecipata, in cui la scienza diventa esperienza condivisa.

A raccontare la nascita del format è Claudio Forte:
«L’idea nasce dalla mia esperienza personale durante il dottorato, mentre lavoravo come cameriere per integrare lo stipendio da ricercatore precario. Servendo ai tavoli, mi capitava spesso che le persone mi chiedessero informazioni su quello che trovavano nel piatto: la provenienza della carne, le razze utilizzate e le modalità di allevamento degli animali.
Quelle domande informali mi hanno fatto capire quanto interesse ci fosse per temi che io affrontavo ogni giorno come ricercatore in ambito veterinario. È lì che nasce il primo germe di Ricercatori alla spina: portare la ricerca fuori dai suoi contesti tradizionali, senza distanza né slide, puntando su una comunicazione diretta e accessibile».

Il format prende poi la sua forma attuale nel 2015 grazie alla collaborazione con Psiquadro quando viene realizzato per la prima volta in un Irish pub. Da lì comincia a evolversi: da Perugia a Torino e in molte altre città italiane, contando oggi oltre 65 serate e coinvolgendo più di 150/200 ricercatrici e ricercatori in tutta Italia, anche con finalità benefiche e di public engagement.

Un aspetto fondamentale del format è il lavoro di squadra e la preparazione collettiva che avviene un’ora prima di ogni serata: è un momento fondamentale per conoscersi ed abbattere gerarchie e titoli accademici, per costruire uno spirito di gruppo autentico. In questo spazio, si stabilisce un clima di fiducia che permette poi una comunicazione più naturale e coinvolgente durante la serata.

Dal punto di vista sociale e culturale, sottolinea Elena Donaggio di Avanzi «C'è tantissimo bisogno di rendere accessibili al grande pubblico i temi che la ricerca affronta in ambito specialistico. Argomenti complessi possono essere spiegati con garbo e ironia, senza perdere nulla della loro rilevanza scientifica.
Ricercatori alla spina dimostra che la scienza non è qualcosa di distante o incomprensibile, ma riguarda tutti noi nella vita quotidiana. Creare occasioni di dialogo informale permette ai cittadini di avvicinarsi alla ricerca con curiosità e senza timori reverenziali.
Quanto alla replicabilità, il modello funziona proprio perché è flessibile e adattabile a contesti diversi. Non servono grandi strutture, ma spazi informali, ricercatori disponibili a mettersi in gioco e un pubblico curioso. L'esperienza realizzata grazie alla collaborazione tra Milano-Bicocca, UpCycle e Avanzi, dimostra che questo format può radicarsi anche in realtà diverse da quelle in cui è nato, portando ovunque un nuovo modo di fare divulgazione scientifica».

Tra i protagonisti della serata ci sono ricercatori e ricercatrici di ambiti diversi, accomunati dalla voglia di mettersi in gioco. Per molti, parlare al pubblico in un contesto non accademico è stata una sfida.

Lorenzo Pizzuti, ricercatore in astrofisica, cosmologia e scienza dello spazio presso il Dipartimento di Fisica “Giuseppe Occhialini”, racconta così la sua esperienza:
«Non esagero nel dire che si tratta di una delle iniziative di divulgazione più divertenti e interessanti presenti sul territorio.
Nel tempo mi sono spinto più volte fino a Torino per partecipare a Ricercatori alla spina, ed è stato davvero entusiasmante riuscire a realizzarlo anche a Milano. L’unicità del format sta nella rottura della cosiddetta “quarta parete”: il dialogo diretto con le persone, la comodità e la leggerezza della conversazione al tavolo e, soprattutto, le emozioni genuine rendono la trasmissione delle informazioni immediata ed efficace.
Le domande, spesso imprevedibili, portano la discussione su piani sempre nuovi e ci spingono a confrontarci con punti di vista inattesi, aiutandoci talvolta a rimettere in discussione anche il nostro stesso modo di raccontare la ricerca».

Per Valentina Zaffaroni Caorsi, assegnista di ricerca in fisica per le scienze della vita presso il Dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra, la differenza rispetto ai contesti accademici è evidente:
«Al posto della classica presentazione frontale, ci si ritrova seduti attorno a un tavolo, in un contesto informale che favorisce il dialogo e la partecipazione.
Questo approccio contribuisce ad abbattere distanze non solo fisiche, ma anche mentali, rendendo le persone più a loro agio nel porre domande o condividere esperienze personali. Ne nasce così uno scambio alla pari, fondato sulla curiosità reciproca e sul desiderio di comprendere e imparare insieme».

Anche Jacopo Perego, ricercatore di chimica industriale presso il Dipartimento di Scienza dei materiali sottolinea l’importanza di questo tipo di esperienze: «Queste iniziative sono fondamentali per promuovere un dialogo diretto, costruttivo e partecipato tra ricercatori e comunità. Questo tipo di format supera i limiti degli eventi di divulgazione più tradizionali, permettendo a tutti di partecipare al dialogo e alla discussione condivisa, guidati dalla curiosità e dallo spirito di scoperta.

In particolare, i temi molto specialistici della ricerca, spiegati in modo semplice e diretto, diventano il punto di partenza per un dialogo originale e stimolante che abbraccia un contesto più ampio e consente di confrontarsi, di sviluppare nuove idee e riflessioni condivise».

Un dialogo che dimostra come la società sia pronta a parlare di scienza, se messa nelle condizioni giuste.

Un brindisi alla scienza, dunque, e alla capacità di uscire dai propri confini con uno sguardo nuovo, pieno di possibilità.


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Innovation Pub è ideato, prodotto e organizzato dal Settore Public Engagement dell’Area Ricerca e Terza Missione, che dal 2017 promuove cicli di incontri dedicati al dialogo tra ricerca e società.