Quarto Stato, la firma di Pellizza svelata nel dipinto

Una firma svelata nel dipinto. L’effetto dello smog sui colori e sui materiali. La storia museale di ieri e di oggi. Sono alcuni degli aspetti messi in luce da “Nel Quarto Stato. Indagine interdisciplinare sull'opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo” (Nomos Edizioni), libro a cura di Anna Galli, Rita Capurro e Gregorio Taccola, docenti e ricercatori dei dipartimenti di Scienza dei Materiali e Sociologia. Il Quarto Stato rappresenta uno dei tre casi-studio di Mobartech, la piattaforma mobile tecnologica, interattiva e partecipata per lo studio, la conservazione e la valorizzazione di beni storico-artistici, finanziata dalla Regione Lombardia nell'ambito di un ampio intervento nel quadro dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale (Fesr), previsto nel Programma Operativo Nazionale (Pon). Per saperne di più, ci siamo rivolti ai curatori.
Di cosa tratta il libro?
Il volume presenta uno studio interdisciplinare dedicato a Quarto Stato, il capolavoro di Giuseppe Pellizza da Volpedo oggi esposto al Museo del Novecento di Milano. Abbiamo coinvolto esperti nel campo umanistico e scientifico in un’ampia ricerca che approfondisce l’opera in ogni sua dimensione, dal significato che trasmette ai pubblici – passati e contemporanei – alla capacità dei materiali di resistere nel tempo, dai contesti di produzione ed esposizione dell’opera a una proposta per l’animazione virtuale di alcuni personaggi che compongono la scena.
Chi sono gli autori?
"Nel Quarto Stato” è stato realizzato con il contributo di più di quaranta autori: ricercatori di quattro dipartimenti dell’Università Milano-Bicocca (Scienza dei Materiali, Sociologia e Ricerca Sociale, Scienze dell’Ambiente e della Terra, Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”), dell’Istituto Ibfm del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del dipartimento di Fisica della Statale di Milano, insieme al personale scientifico e tecnico di importanti operatori nell’ambito dei beni storico-artistici. Altri autori, esterni al progetto Mobartech, hanno arricchito il volume con i loro contributi: Aurora Scotti, massima esperta di Pellizza, Anna Maria Montaldo, direttrice del Museo del Novecento, Pierluigi Pernigotti, dell’Associazione Amici di Pellizza, Alessia Schiavi, della direzione Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, e Giuseppe Sala, il sindaco.
Alcune curiosità che emergono dal vostro lavoro?
Grazie a immagini ad alta risoluzione, ottenute sia in luce visibile che attraverso la tecnica di riflettografia infrarossa dai colleghi del dipartimento di Fisica della Statale di Milano, è stato possibile individuare una seconda firma in basso a destra del quadro, mai notata finora. Si intravede “P. di Volpedo” e la data “1901”. Dall’analisi del particolato atmosferico, del Black Carbon, e degli inquinanti gassosi presenti nell’ambiente che ospita l’opera, condotta dal nostro dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, è stato possibile valutare la capacità della teca di vetro protettiva di preservare il dipinto (NdR, nella foto il posizionamento degli strumenti per la misurazione del particolato atmosferico all’interno della teca che protegge il "Quarto Stato"). L’approfondimento della storia espositiva, a cura del nostro dipartimento di Sociologia, ha suggerito inoltre che Quarto Stato negli anni Venti del Novecento sia stato al centro di un progetto, mai realizzato, per un museo sociale dell’età contemporanea.

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