Obiettivo raggiunto per MeD for Med, alla scoperta della biodiversità del Mediterraneo

Obiettivo raggiunto per "Tutti pazzi per il Mediterraneo! – MeD for Med". Con 49 sostenitori e 7500 euro raccolti, si è chiusa la campagna di raccolta fondi per il progetto selezionato nell’ambito della seconda edizione dell’Università del Crowdfunding, il programma di finanza alternativa dell'Università di Milano-Bicocca, promosso per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori e dipendenti dell'Ateneo di realizzare progetti innovativi ed idee imprenditoriali attraverso campagne di raccolta fondi su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. 

La sala motore come base per i campionamenti e il ponte di comando per l’avvistamento dei cetacei in mare. Così il team di MeD for Med, guidato da Elena Valsecchi, ecologa molecolare del dipartimento di Scienze Ambientali e della Terra all'Università di Milano-Bicocca, utilizzerà i traghetti di linea per recuperare campioni di acqua marina e studiare il DNA ambientale (eDNA, environmental DNA), le tracce di DNA lasciate dagli organismi nell'ambiente circostante.

Elena, traguardo raggiunto: ve lo aspettavate?

Io e il mio team ci abbiamo creduto fin dall’inizio e ci speravamo. Certo, l’emergenza Coronavirus ci ha fatto vacillare, dunque, oggi, la soddisfazione per aver raggiunto l’obiettivo è ancora più grande. Speriamo di poter partire al più presto con i campionamenti in mare e di poter “portare a bordo” con noi, tramite un racconto sui social network, tutti i nostri donatori.

Qual è l’aspetto innovativo del progetto?

Con MeD for Med intendiamo realizzare un sistema di monitoraggio innovativo e ad impatto zero della biodiversità marina del Mediterraneo. Con la tecnica basata sul DNA ambientale, riusciamo a campionare senza essere invasivi per l’ambiente circostante. Questo ci consente di ridisegnare e comprendere tutta la catena trofica, di capire come e dove si spostano i cetacei e come la loro distribuzione cambia attraverso le stagioni ed in risposta ai cambiamenti climatici. 

Si tratta di un sistema per misurare lo stato di salute del Mediterraneo?

Sì, il nostro progetto punta ad offrire una metodologia di monitoraggio nel tempo dello stato di salute del mare, oggi minacciato sia dall’inquinamento, sia dall’innalzamento della temperatura. Un po’ come un termometro che misura la temperatura corporea, così questo metodo ci consentirà di cogliere i primi segnali di qualcosa che sta cambiando in ambiente marino e la scala di misura del cambiamento sarà data proprio dalla diversità biologica.

Come utilizzerete i fondi raccolti?

Grazie alla raccolta fondi potremo estendere il tratto di mare da analizzare e aggiungere così quattro nuove rotte (Savona-Bastia, Bastia-Nizza, Nizza-Isola Rossa, Tolone-Ajaccio), mediante la partenrship con la compagnia di navigazione italo-francese Corsica Sardinia Ferres. Si tratta di un’area marina di grande interesse biologico che comprende parte del Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini, dove nel periodo primaverile/estivo è facile incontrare numerose specie di cetacei come la balenottera comune, le stenelle striate, i tursiopi, i grampi, i capodogli, i globicefali… noi intendiamo comprendere cosa succede nel rimanente semestre, quando di fatto le osservazioni in mare da piccole imbarcazioni si riducono, ma non la possibilità di campionare il DNA ambientale da traghetto, secondo il protocollo che abbiamo messo a punto.

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