La squadra di Bicocca vince il campionato italiano universitario di scacchi - Bnews La squadra di Bicocca vince il campionato italiano universitario di scacchi

La squadra di Bicocca vince il campionato italiano universitario di scacchi

La squadra di Bicocca vince il campionato italiano universitario di scacchi
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In tempi di conflitti reali o minacciati c’è una battaglia di cui si può parlare serenamente perché si nutre di logica, memoria, strategia e capacità di capire l’avversario, anche se a deciderne le sorti possono essere a volte lampi d’inattesa creatività. Stiamo parlando ovviamente del gioco degli scacchi e lo facciamo perché la rappresentativa della Bicocca ha conquistato il primo posto al campionato italiano universitario svoltosi recentemente a Bologna. A raccontarci l’impresa sono Andrea Marletta, Fabio Bellini e Lucio Lamagna, tutti e tre protagonisti, in modo diverso, del movimento scacchistico in ateneo.

Il torneo si è svolto nell’antica e prestigiosa Aula Magna della biblioteca universitaria di Bologna e ha visto la partecipazione di sedici squadre dalle principali università italiane: oltre alla Bicocca, erano presenti Sapienza, Università di Milano, Politecnico di Milano, Bocconi, e molte altre. Ciascuna squadra schierava quattro giocatori, tra i quali eventualmente un docente o un amministrativo. Complessivamente si sono disputati 7 turni di gioco, ciascuno della durata di una mezz’oretta circa, in quanto il tempo di riflessione è stato di 10 minuti con 5 secondi di incremento a mossa.

La formazione favorita sulla carta, in termini di rating iniziale dei singoli giocatori, era Padova, ma il Politecnico di Milano era campione in carica, e quello di Torino era pure molto forte e infatti si è classificato al secondo posto. Come dimenticare poi la compagine di Cagliari, che tra i suoi alfieri vantava nientemeno che il grande maestro Francesco Sonis, attuale giovanissimo campione italiano assoluto di scacchi.

Nonostante le condizioni di partenza fossero tali da intimorire i più, i nostri Jacopo Motola, Fabio Colonetti, Filippo Lavorgna, Diego Clerici e Alessandro Guarnaccia, capitanati da Fabio Bellini - maestro internazionale ed ex campione italiano assoluto individuale - si sono aggiudicati le prime 6 partite su 7 e hanno pareggiato l’ultimo confronto con la Sapienza.

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“Le prime sei sfide le abbiamo dominate” - racconta Fabio Bellini - “direi che tutte le vittorie sono state abbastanza nette e tutti i componenti della squadra in diverse occasioni sono stati decisivi. Nell’ultimo match con Sapienza ci bastava un pareggio per non farci raggiungere dal Politecnico di Torino e alla fine l’abbiamo ottenuto, a dire la verità con qualche trepidazione, complice un certo rilassamento psicologico. Con questo risultato abbiamo ottenuto di essere invitati a settembre alla “Alma Mater University Chess Tournament”, una sorta di coppa dei campioni organizzata dall’ateneo di Bologna, che vede la partecipazione di università prestigiose da tutto il mondo come Cambridge e Yale”.

Sull’onda dell’entusiasmo la Bicocca si è candidata per organizzare l’edizione 2026 del torneo, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente il numero di atenei partecipanti. Ce lo racconta Andrea Marletta, che ha il merito di aver fondato, insieme a Piero Parenti, il movimento scacchistico in Bicocca solo pochi anni fa. “A Bologna avevamo un numero limitato di squadre, perché la sala - che era bellissima - non poteva accogliere più di 120 persone; quindi, le postazioni erano predisposte solo per 16 squadre, altrimenti saremmo potuti arrivare anche a 18 o 20, cosa che speriamo di fare l’anno prossimo qui da noi. Vorremmo dare spazio anche agli atenei che finora non hanno mai partecipato. Un problema da risolvere è quello della presenza o meno di giocatori non tesserati alla Federazione scacchistica italiana (FSI). Finora, nel delicato equilibrio tra inclusività e competitività, è stato deciso di lasciar giocare tutti, ma questo ha fatto sì che il torneo non sia stato omologato dalla FSI. In ogni caso già quest’anno il livello si è alzato moltissimo rispetto ai primi anni, come testimonia la presenza di Francesco Sonis, campione italiano in carica”.

Un ruolo importante nella crescita qualitativa e quantitativa del movimento scacchistico in Bicocca lo sta giocando il CUS, come ci spiega Bellini: “ci siamo affiliati alla FSI come Sezione Scacchi del CUS Bicocca. In questo modo gli studenti possono tesserarsi alla FSI direttamente come CUS Bicocca, senza bisogno di afferire ad altre società sportive.
Si tratta di un modello virtuoso che il CUS applica anche con altre federazioni e al quale la FSI guarda con molto interesse, riconoscendo le grandi potenzialità degli scacchi in università. Il CUS ci supporta anche incentivando il tesseramento dei giocatori, aiutandoci nella comunicazione social, e collaborando alla organizzazione dei nostri eventi. Siamo anche molto grati al progetto Bbetween, che ci ha comprato una ricca dotazione di scacchiere e orologi, e che organizza regolarmente corsi e momenti di gioco libero per gli studenti, che sono il bacino dal quale poi attingiamo i nostri giocatori”.

Non c’è però soltanto il campionato universitario, il CUS Bicocca ha partecipato anche al campionato italiano federale di scacchi, dove ha schierato due squadre. Quella di più recente formazione gioca nel girone promozione e quest’anno ha sfiorato l’ammissione alla categoria superiore, la serie C. L’altra, capitanata da Lucio Lamagna, ha ottenuto la seconda promozione consecutiva e il prossimo anno militerà in serie B. Lucio, studente di Psicologia, ci racconta della tesi magistrale a cui sta lavorando, che ovviamente è incentrata sul tema scacchistico: “mi occupo di analizzare i processi cognitivi dei giocatori, in particolare misuriamo la dilatazione della pupilla durante la risoluzione di un problema particolare. Siamo riusciti a simulare una condizione insight, cioè risolvibile attraverso processi analitici inconsci. Si sa che la pupilla si dilata di più quando c’è uno sforzo cognitivo, vogliamo sapere se questo avviene anche in questo tipo specifico di problem solving, che implica processi in parte inconsci.

Lucio ci spiega che al contrario di quanto saremmo portati a credere la scelta della mossa non dipende necessariamente da processi consapevoli, la nostra mente non funziona secondo i pattern di un computer, molte delle decisioni sono demandate all’esperienza precedente. Un po’ come quando si impara a guidare l’auto e un’infinità di piccoli accorgimenti che prima richiedevano uno sforzo di concentrazione poi piano piano vanno in background, cioè in automatico. “Dipende anche dalla posizione specifica che si sta analizzando sulla scacchiera. Noi proviamo a dimostrare che, anche dopo un periodo di incubazione in cui la mente si è occupata d’altro, quando ci viene sottoposto un quesito, si arriva comunque ad una soluzione. Tra l’altro colgo l’occasione per fare appello a chi fosse interessato a partecipare a questo esperimento: abbiamo bisogno di venti o trenta scacchisti, anche di livello amatoriale, per portare a termine la nostra ricerca”.