Rio delle Amazzoni

L’ Amazon river minacciato dalla crescita urbana

Amazzonia e deforestazione, un binomio tristemente noto. Meno conosciuto è invece lo “stato di salute” del più grande fiume che la attraversa, il Rio delle Amazzoni, e dei suoi maggiori affluenti. Ora, uno studio italo-spagnolo mostra per la prima volta i risultati della più grande campagna di monitoraggio chimico condotta nella regione amazzonica.
La ricerca, dal titolo “Pharmaceuticals and other urban contaminants threaten Amazonian freshwater ecosystems”, appena pubblicata su Environment International, è stata realizzata da un gruppo di ricerca internazionale, tra cui Sara Villa, ricercatrice di ecologia e Cristiana Rizzi, assegnista di ricerca, entrambe afferenti al Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra.

«Questo progetto ha l’ambizione di proteggere un’area di grande valore ecologico come il Fiume Amazon, ed è stato possibile grazie a National Geographic e al suo supporto economico.» dice Sara Villa, ricercatrice di ecologia e tra gli autori dello studio.
«Negli ultimi anni –prosegue la ricercatrice - le aree urbane dell'Amazzonia brasiliana sono cresciute a un ritmo senza precedenti. Circa il 90% delle acque reflue prodotte da queste aree viene scaricato senza pre-trattamento nei fiumi amazzonici, costituendo un input importante nell'ambiente di prodotti farmaceutici e altre sostanze chimiche utilizzate dalle società moderne (ad esempio psicostimolanti, prodotti per la cura personale, ormoni). Con questo studio si è valutato per la prima volta la distribuzione di queste sostanze chimiche nel Rio delle Amazzoni e i potenziali rischi per la biodiversità delle acque dolci.»

I ricercatori hanno trovato 43 prodotti farmaceutici e altri contaminanti urbani in 40 siti di campionamento, distribuiti lungo il Rio delle Amazzoni, tre dei suoi principali affluenti (fiumi Negro, Tapajós e Tocantins) e in prossimità di quattro grandi città dell'Amazzonia brasiliana (Manaus, Santarém, Macapá, Belém).
Hanno così quantificato il rischio per la biodiversità nelle acque dolci. Grazie a questo lavoro di ricerca, il team italo-spagnolo ha potuto dimostrare come siano proprio le aree urbane a costituire importanti punti caldi per la contaminazione chimica, con miscele contenenti fino a 40 diversi composti e concentrazioni che raggiungono i massimi mondiali per alcuni di essi.

«Questo inquinamento chimico, localizzato vicino alle aree urbane –concludono Sara Villa e Cristiana Rizzi -  può provocare effetti a lungo termine per la metà (ma anche fino all’80%) delle specie acquatiche presenti nel Rio delle Amazzoni e suoi affluenti, minacciando seriamente la qualità ecologica del fiume. È evidente quindi che il carico chimico creato dall'urbanizzazione contribuisce in modo significativo a una perdita di biodiversità nella regione e dovrebbe essere ulteriormente controllato. Questi risultati evidenziano la necessità di attuare strategie volte alla prevenzione della contaminazione in quest’area.»

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