raffigurazione Ipazia d'Alessandria

Il vero volto di Ipazia d’Alessandria

Matematica e astronoma, grande filosofa nella Grecia antica. Fu uccisa in modo atroce, forse per invidia o per intrighi politici. Ma chi era davvero Ipazia?

Figlia di Teone, illustre matematico e famoso astronomo che lavorava nel Museo alessandrino, Ipazia era una degna erede della grande tradizione scientifica dell’istituzione. Allo stesso tempo divenne un’insegnante rinomata che teneva lezioni pubbliche sul pensiero di Platone e di Aristotele, attirando numerosi seguaci. Riportiamo cosa Socrate Scolastico scrisse di lei: «Ottenne tali successi nella letteratura e nella scienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo. Provenendo dalla scuola di Platone e di Plotino, lei spiegò i principi della filosofia ai suoi uditori, molti dei quali venivano da lontano per ascoltare le sue lezioni».
 
Ipazia fu quindi senza dubbio una figura straordinaria: donna, pagana e saggia, influente e seguita da numerosi discepoli, molto ammirata nella sua città. Tutti questi aspetti fecero sì che la sua uccisione fece molto clamore.
 
Il 9 settembre alle 17.30 l’evento C’era una donna. Storia di Ipazia, bellezza della parola proverà a restituirle verità, ricostruendo la sua storia e il contesto travagliato politico e culturale in cui visse. A tracciarne il profilo storico sarà Emanuela Prinzivalli, docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese all’Università di Roma La Sapienza.
Il racconto della professoressa Prinzivalli sarà accompagnato dall’intermezzo musicale della chitarra di Mariachiara Giambelli e dalle letture di Sara Gallotti e Martina Scarpati.
L’incontro sarà aperto dai saluti della rettrice, Giovanna Iannantuoni.
 
L’evento è organizzato dal Centro “C. M. Martini” con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca - Bbetween in occasione della intitolazione a Ipazia dell’edificio U17, nome scelto dagli studenti tra i tre proposti: Forum, Animus e appunto, Ipazia.
 
Una scelta che sembra «portar con sé innanzitutto la componente di genere, perché Ipazia era una donna scienziata, in anni in cui il sapere era quasi esclusivamente prerogativa maschile. Si potrebbe dire una pioniera nel campo del sapere – sottolinea Giampaolo Nuvolati, direttore del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale e presidente della Commissione che ha stabilito i nuovi nomi degli edifici - Oggi la lotta per la libertà di pensiero, per l'emancipazione femminile, la rivendicazione dei diritti, sono tutti temi al centro del dibattito sociale in questo momento storico. Recuperare il ruolo delle donne di rilievo del passato in questa dimensione anche eroica, è un elemento che mi pare dia importanza a questa scelta.»

Altra particolarità è che, sottolinea ancora Nuvolati, «Ipazia è l’unica “persona” (non una divinità o un concetto) tra i nomi proposti e scelti per gli edifici. Anche questo aspetto che esprime il desiderio di “umano”, di avere esempi concreti, storici, è importante e senz’altro può aver inciso sulla scelta degli studenti.»

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