La staffetta da record agli Europei: Elonora Marchiando è la terza a destra

Dalle Scienze economiche alla staffetta da record

Tre, trenta e trentadue. Nelle Scienze economiche i numeri sono fondamentali. In atletica sono tutto. E possono rappresentare un record nazionale. Perché i numeri di cui sopra sono rispettivamente i minuti, i secondi e i centesimi (3:30.32’) con i quali Rebecca Borga, Alice Mangione, Eleonora Marchiando ed Eloisa Coiro hanno infranto il record nazionale indoor nella staffetta 4 x 400 metri femminili, che resisteva da tre anni. Teatro dell’impresa: l’Arena di Torun, Polonia, dove si sono svolti gli Europei di atletica indoor. Eleonora Marchiando è studentessa Bicocca, laureata in Economia e commercio e iscritta al secondo anno del corso magistrale in Scienze economiche. L’abbiamo intervistata per il blog.
Eleonora, ti aspettavi di realizzare questa impresa?
No, anche perché era il mio esordio con la nazionale maggiore, a cinque anni dalle precedenti esperienze in azzurro a livello giovanile. Inoltre, nel quartetto mancavano alcune delle più forti, impegnate a prepararsi in vista della sessione estiva. Il clima è stato particolare: eravamo tutte e quattro giovanissime, nate tra il 1997 e il 2000. Nessuno si aspettava un exploit da questa staffetta. E invece...
E invece sfiorato il podio (a 38 centesimi dalla Polonia) e stabilito il record nazionale.
Una grande gioia. E una bella opportunità come la prova individuale nei 400 metri piani che avevo disputato due giorni prima e che è stata la mia prima esperienza assoluta in nazionale. Un debutto e un record che hanno assunto ancora più valore in un periodo in cui tutto è reso più complicato dalla pandemia.
Dalla pista all’università: perché hai scelto l’ambito economico e il nostro ateneo?
Dopo il liceo scientifico volevo laurearmi in un corso che mi garantisse prospettive future e che ampliasse le mie vedute, anche perché durante la scuola non avevo mai affrontato materie economiche. Sulla mia scelta può avere inciso anche l’esempio di mio padre, che è della professione. Mi sono laureata in Economia e commercio lo scorso marzo. Ora mi mancano sei esami, il tirocinio e la tesi per terminare la magistrale in Scienze economico-aziendali. Dell’Università Bicocca conoscevo l’ottima reputazione: mi avrebbe dato una solida preparazione. E poi, per me che sono di Aosta, Milano era una scelta logistica fondamentale per continuare ad allenarmi. Mi sono appoggiata prima alla Polisportiva Carugate, poi al Centro sportivo XXV Aprile.
Sei riuscita a laurearti in corso: come si conciliano studio e sport?
Non è semplicissimo. Dovevo scegliere quali lezioni seguire e quali no, recuperare appunti, studiare nei momenti liberi, la sera, il fine settimana. Con la pandemia, dopo quattro anni in affitto a Milano, ho preferito tornare ad Aosta, Le lezioni registrate sono state di grande aiuto: così posso organizzarmi più facilmente.
Prossimi impegni sportivi?
Sono stata convocata al raduno delle staffette azzurre di Formia, nel quale verranno scelti gli atleti che prenderanno parte ai Mondiali di Chorzòw, in Polonia, a maggio. Spero di poter rappresentare ancora l’Italia.
E potremmo vederti alle Olimpiadi di Tokyo?
Innanzitutto vediamo se riesco a entrare nella staffetta per i mondiali. Poi anche l’Italia dovrà guadagnarsi la qualificazione per Tokyo. I Giochi Olimpici sono un sogno. Devo allenarmi il più possibile per far sì che si realizzi.
Tu militi nella società Calvesi e il tuo allenatore è un mito degli ostacoli: Eddy Ottoz, due volte campione europeo nei 110 metri e bronzo ai Giochi Olimpici di Città del Messico del 1968. Cosa ti ha detto una volta realizzato il record?
Ci siamo sentiti per telefono subito dopo la gara. Mi segue da quando ho cominciato a correre, è sempre venuto a vedermi, ma per le restrizioni agli spostamenti dovute al Covid non ha potuto raggiungermi in Polonia. Era felice per l’esperienza e per i risultati, dopo tutti i sacrifici fatti.

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