Dalla laurea in Scienze psicologiche alla medaglia d’oro nel nuoto paralimpico

Medaglia d’oro agli Europei paralimpici di Dublino. Fashion blogger per ragazze disabili, “per mostrare a tutti che anche noi possiamo essere bellissime”, dice. Dottoressa in Scienze e tecniche psicologiche all’Università di Milano-Bicocca. Arianna Talamona, 24 anni, convive dalla nascita con una malattia neurologica ereditaria degenerativa, la sindrome di Strumpell-Lorrain o paraparesi spastica ereditaria. Fin da quando era piccola si muove sulla sedia a rotelle. Fin da quando era piccola, nuota. E non si è mai arresa. “Perché è tutta una questione di testa. Nello studio e nello sport come nella vita”, assicura.
Arianna, quando hai cominciato a nuotare?
Da quando ero piccolina, mi faceva bene, soprattutto alla schiena. Per tanti anni però mi sono rifiutata di partecipare alle gare, non me la sentivo. Ho cominciato solo nel 2009, dopo la scuola media. E non ho più smesso.
Sei in forza al gruppo sportivo Polha Varese e gareggi per la nazionale. A Dublino, hai appena conquistato l’oro nella staffetta mista 4x50 e il record personale nel 100 dorso donne S6. Come hai festeggiato?
C’erano i miei e il mio fidanzato ad assistere. Subito dopo la vittoria, la prima telefonata è stata per mia nonna. Salire sul podio e cantare l’inno di Mameli è stato emozionante. Nella staffetta senti proprio il gioco di squadra, non nuoti da solo. Ma per prenderci una birra tutti insieme abbiamo dovuto aspettare la fine di tutte le gare di nuoto.
A novembre ti sei laureata. Argomento della tesi?
“Il rapporto tra genitori e figli disabili in ambito psicologico”.
Perché ti interessa il campo della psicologia?
 Dal 2013 sono seguita da una psicologa che mi ha permesso di lavorare tanto su me stessa. Il suo esempio mi ha molto ispirato. Sto proseguendo gli studi nel corso magistrale in Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici. In futuro vorrei iscrivermi alla scuola di Psicoterapia. Mi piacerebbe lavorare a progetti nelle scuole o nelle associazioni sportive.
Come ti sei trovata in università?
Il campus Bicocca è bene organizzato. Le strutture sono accessibili, dalle aule alle biblioteche e alle mense. Il personale è sempre disponibile. Sono stata anche due anni in residenza. Ora abito a Lissone e mi sposto in auto. Sono autonoma. Anche per raggiungere il centro sportivo Saini dove mi alleno.
Come riesci a conciliare il tutto?
È una questione di testa. Si dice che gli atleti siano tutto fisico e niente cervello. Invece è tutto il contrario. Puoi anche essere superdotato, ma se non hai la testa adatta per gestire le tue energie, resistere alla fatica, organizzarti e dividerti tra ambiti diversi come lo sport e il lavoro o lo studio, non vai da nessuna parte.
Hai anche un blog: Lo Stile di Arianna (www.abilitychannel.tv/lo-stile-arianna-3/, con vetrina su Facebook).
Ho fatto la modella e l'ho aperto un anno fa su suggerimento di un fotografo che mi aveva seguito. È nato come un gioco: voglio dare una mano alle ragazze disabili che non sanno come vestirsi e vorrebbero valorizzarsi di più.
Tra due anni ci sono le Olimpiadi di Tokyo… Si punta al podio?
Non si dice. A Rio ho raggiunto la finale in due discipline. Unica europea nei 200 misti. Sto crescendo, cerco conferme.
Andrai in Giappone da laureata magistrale?
Spero proprio di sì. Quello, in fondo, dipende solo da me.
 

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