Far incontrare chi vuole aiutare e chi ha bisogno di braccia, cuore e competenze. In un’epoca in cui la tecnologia spesso isola, la piattaforma CareChain punta invece a facilitare l’incontro fra domanda e offerta nel settore del volontariato. A progettarla e a realizzarla sono stati Lorenzo Raia e Luca Rossini, due studenti d’Informatica dell’Università di Milano-Bicocca, con il supporto della professoressa Francesca Arcelli Fontana del Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione.
Dalle aule al mondo
Il progetto è nato tra i banchi dell'Ateneo, come spiega la docente: «Tutto è partito con un progetto d’esame all’interno del corso di Ingegneria del Software, che fa parte dell’offerta formativa della Laurea Triennale in Informatica. Il progetto è poi sfociato in uno stage curriculare di tre mesi, seguito da me e dal professor Oliviero Riganelli». L’idea, ispirata a un modello analogo sviluppato in Trentino, è nata dal riscontro di una necessità concreta: molte associazioni di volontariato, specialmente le più piccole, hanno difficoltà a trovare nuovi rinforzi, mentre molti cittadini — pur volendo rendersi utili — non sanno a chi rivolgersi o quali competenze mettere in gioco per dedicarsi a una forma di volontariato.
CareChain è una piattaforma orientata ai giovani, così come giovani sono i due sviluppatori, che dopo aver ottenuto la laurea triennale in Informatica hanno proseguito i loro studi iscrivendosi alla magistrale, sempre nel nostro Ateneo. Progettare e realizzare la piattaforma ha costituito per loro un banco di prova fondamentale: «Potersi dedicare a un progetto dall’inizio alla fine, con la prospettiva di un ulteriore sviluppo, è stata una grande opportunità. Abbiamo descritto tutto il progetto nella relazione prodotta per l’esame di ingegneria del software e nelle tesi di laurea».
Come funziona la piattaforma
CareChain si presenta come una web-app intuitiva, che sarà in futuro disponibile anche negli store Android e iOS. Il funzionamento ricorda i sistemi di profilazione più moderni:
- Per i volontari: è possibile registrarsi indicando competenze, interessi e disponibilità oraria.
- Per le associazioni: gli enti possono descrivere le proprie attività, la posizione geografica e le skill specifiche richieste per i propri progetti.
Una volta creato il profilo, il match è servito. Selezionando una categoria (come, ad esempio, "Assistenza anziani"), l'utente viene indirizzato a una pagina di dettaglio dove può consultare informazioni su tempi, luoghi e requisiti necessari (come empatia o pazienza o capacità di ascolto) per prestare servizio in una specifica struttura.
A rendere CareChain diversa dalle bacheche tradizionali è la sua bidirezionalità: «La nostra piattaforma mette in contatto volontari e organizzazioni in modo semplice e diretto. Come volontario, puoi sia rispondere alle richieste di aiuto pubblicate dalle organizzazioni, sia pubblicare le tue offerte di volontariato per essere contattato direttamente» spiegano i due sviluppatori. Non mancano, poi, gli strumenti di interazione sociale: la piattaforma integra infatti una chat interna, riservata agli utenti registrati, per scambiarsi informazioni rapide.
Oltre i confini lombardi
Sebbene il progetto sia partito nell’autunno del 2025 con un focus sulla Lombardia, la solidità del sistema ha spinto i creatori a guardare oltre i suoi confini. Grazie all'affidabilità dell'architettura digitale sviluppata, CareChain si prepara ad allargare il proprio raggio e a diventare un punto di riferimento per il terzo settore anche in altre regioni.