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Bioplastica, la sostenibilità tutta al femminile

Donne e scienza: nell’immaginario comune ancora oggi si tende ad accostare a mestieri scientifici personalità maschili, soprattutto quando si tratta di “scienze dure” come la fisica, la biologia o la matematica. Eppure in Italia, come nel resto del mondo, qualcosa sta cambiando e lo conferma il numero di scienziate di spicco in costante aumento.
L’evento Women in Sciences: le Scienze con la D maiuscola” organizzato dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca approfondirà proprio questo tema. Più di 15 scienziate e ricercatrici racconteranno la loro esperienza come testimonianza per le studentesse attuali e future. Tra gli argomenti trattati nelle giornate del 13 e 14 maggio anche le pari opportunità e gli stereotipi di genere.
Una delle ospiti della giornata del 14 maggio sarà Nadia Maria Berterame, assegnista di ricerca del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze, alla quale abbiamo chiesto di raccontarci il suo percorso e la sua ricerca attuale. 
Qual è la sua formazione scientifica?
Dopo aver conseguito un diploma scientifico mi sono iscritta nel 2006 alla laurea triennale di Biotecnologie presso l'Università Milano-Bicocca. Dopo essermi laureata, mi sono iscritta sempre in Bicocca alla laurea Magistrale di Biotecnologie Industriali. Nel 2012 ho iniziato il Dottorato in Biotecnologie Industriali e ho acquisito il titolo di Dottore di Ricerca nel 2015.
Le attività sperimentali concernenti la tesi magistrale e il dottorato di ricerca sono state svolte presso il laboratorio di Chimica delle fermentazioni coordinato dalla Prof.ssa Paola Branduardi.
Dopo circa un mese dal conseguimento del titolo di Dottore di ricerca sono stata assunta come ricercatore senior presso la start up Galatea BioTech, spin off dell'Università Milano-Bicocca e di cui parlerò nel corso del mio intervento. Dopo questa esperienza lavorativa di circa 3 anni, ho vinto un assegno di ricerca qui in Bicocca e da allora sto svolgendo attività di ricerca come PostDoc presso il medesimo laboratorio in cui ho svolto dottorato e tirocinio.
In cosa consiste la sua ricerca attuale?
Le attività di ricerca in cui sono stata e sono attualmente coinvolta riguardano lo sviluppo di processi sostenibili nel contesto delle bioraffinerie. In poche parole, riguardano la valorizzazione di prodotti di scarto\residuali derivanti principalmente (ma non solo) dall'industria agro alimentare, come ad esempio scarti di lavorazione delle coltivazioni, attraverso bioprocessi che portino alla sintesi di molecole di interesse industriale: biopolimeri, biocarburanti, enzimi, proteine..
Alla base di questi bioprocessi, nel mio caso, vi è l'utilizzo di microrganismi (lieviti, batteri, microalghe etc), naturali o opportunamente modificati geneticamente, in grado di convertire gli scarti di cui sopra nei prodotti di interesse.
In Galatea BioTech com’era la “situazione di genere”?
Direi di assoluta parità. Basti pensare che la percentuale di donne coinvolte era del 50% sia tra i dipendenti che tra i soci e per di più il presidente, responsabile scientifico e ora anche amministratore delegato è la professoressa Paola Branduardi.
Quali difficoltà ha incontrato come scienziata nel mondo della scienze dure, ancora molto maschile?
Per quanto riguarda la mia esperienza, principalmente in laboratorio, in realtà non ho notato alcuna differenza tra uomini e donne, nè numerica nè nel tipo di attività svolte. Il problema è sorto nel momento in cui, durante la mia esperienza in Galatea Bio Tech, ho avuto occasione di partecipare a "tavoli decisionali" in cui la presenza di donne era pressochè nulla. Infatti, i responsabili delle strategie relative all’inzio di un progetto o di una collaborazione, dal campo scientifico fino ad arrivare a quello amministrativo e del marketing, erano solo uomini.
Ho fiducia però che le cose cambieranno presto anche sotto questo aspetto e che l’Università Milano-Bicocca possa essere esempio virtuoso di parità di genere ad ogni livello come evidenziato dalla mia esperienza e dal “Bilancio di genere” pubblicato lo scorso Gennaio dal nostro ateneo.
 

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