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Test d'ingresso, i consigli della psicologa per affrontarli al meglio

La bella stagione è alle porte, ma per molti ragazzi estate fa rima con studio. Gli studenti che aspirano a frequentare uno dei corsi di laurea a numero programmato, infatti, nei prossimi mesi si cimenteranno con la preparazione dei test d’ammissione. Perciò abbiamo chiesto alcuni consigli su come affrontarli in modo positivo a Maria Grazia Strepparava, docente di psicologia clinica presso il dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca e responsabile del servizio counseling d'Ateneo.
Farsi un’idea generale delle nozioni da acquisire. Per prepararsi a un esame o a un test è molto importante avere chiaro il quadro complessivo della quantità di tempo e impegno necessari: prima si fa questa operazione, più sarà facile pianificare e organizzare lo studio.
Studiare un po’ per volta. Anche se può sembrare scontato, soprattutto nei test nei quali è richiesto il ragionamento, e non la semplice memorizzazione, è fondamentale avere una conoscenza strutturato, organizzata ma soprattutto ì integrata, che si può costruire attraverso l’elaborazione dei concetti e quindi avendo adeguato tempo a disposizione: solamente questa ci consentirà di trovare le soluzioni alle domande che ci vengono poste.
Preparare mappe concettuali. Si tratta di strumenti molto utili per agevolare lo studio. Le mappe concettuali consentono di collocare le conoscenze dentro una rete e permettono di memorizzare meglio i nessi logici tra i concetti.
Fare attività fisica. Prepararsi per un esame richiede un lavoro regolare. Ma è importante avere un’adeguata “igiene di vita”, che vuol dire mangiare bene, dormire bene e fare attività fisica. Tutto ciò permette di mantenere attivo l’organismo e, quindi, anche la mente: è inutile sovraccaricarla quando è stanca. L’attività fisica aiuta il recupero psicofisico e consente di riprendere le attività di studio in condizioni migliori. È fondamentale, poi, svolgere attività che diano gratificazione, attività divertenti, sia da soli sia con gli amici.  
Tenere la mente concentrata sul presente. “Non ce la farò mai. Non supererò mai la prova: è tutto troppo difficile”. Lasciarsi sopraffare da questi pensieri legati all’ansia e alla paura di non farcela, assorbe le risorse mentali necessarie per studiare. Una strategia per allontanare queste sensazioni negative, che rappresentano pensieri sul futuro o sul passato, è quella di tenere la nostra mente concentrata sul presente, qui e ora, sul contenuto di quello che stiamo facendo in quel dato momento.
Concentrarsi sulla formulazione delle domande. Oltre che nella fase di preparazione, l’ansia può entrare in gioco soprattutto al momento della prova, quando nel test sono presenti una o più domande alle quali non si riesce a rispondere immediatamente o che risultano poco chiare. È importante in questo caso andare avanti, concentrarsi sulla formulazione delle domande e cercare di capire cosa si riesce a fare subito e cosa invece richiede una maggiore elaborazione. Avere il quadro generale di ciò che stiamo affrontando serve a darci maggiore stabilità.  Una strategia semplice per limitare l'effetto dell'ansia è concentrarsi per qualche secondo sul respiro, in modo da rallentarlo, effettuando respiri lenti: più lunghi in espirazione e più corti in inspirazione. Un altro modo per ridurre la sensazione di paura pervasiva e totalizzante che accompagna i momenti che precedono la prova è provare a pensare che comunque ad un certo punto la situazione difficile finirà, visualizzando una situazione positiva che ci aspetta a prova finita. Ricordiamoci che i pensieri e le immagini negative “è troppo difficile, non ce la faccio, non ce la farò mai, che figuraccia se mi va male, etc etc” sono proprio quelli che ci fanno stare male e aumentano l’ansia e la paura. Per non farci travolgere, il trucco del focalizzare la nostra attenzione solo sul qui-e-ora è sempre valido.
Avere un progetto alternativo. Quando affrontiamo una prova, vale la pena ricordarsi che è solo una delle molte cose che stiamo facendo nel nostro percorso di vita e che non ci stiamo giocando tutto in quell’occasione, anche se importante. È utile e funzionale, perciò, avere dei progetti di vita alternativi e avere la capacità di immaginarsi in altri mondi possibili, diversi, non dei progetti “di serie B”, ma altre ugualmente ricche linee di vita. È importante che l’eventuale mancato superamento del test non venga preso come fallimento di noi come persone, “non sono capace di fare nulla”, “non valgo nulla”, “non combinerò nulla di buono”,  come una delle tante prove che affrontiamo nel corso della nostra vita e che questa volta non è andata bene. Può valere la pena, questo sì, di capire se il mancato superamento dell’esame dipende dal non aver capito cosa andava studiato, dal non aver studiato abbastanza o dal fatto che ci si è fatti prendere dall’ansia. In questo modo è più facile valutare cosa bisogna cambiare se si decide di riprovare.

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