La macchina intelligente ci guida in città

Una macchina che si guida da sola? Ormai non è più fantascienza, anzi. Da alcuni anni ormai università e laboratori in giro per il mondo hanno sviluppato prototipi per la guida automatica di tutti i giorni. Tra i più famosi ci sono quelli di Sebastian Thrun, oggi direttore del laboratorio di Intelligenza Artificiale dell'Università di Stanford. Anche all’università di Milano-Bicocca si sta lavorando a un progetto molto innovativo in questo campo: la guida autonoma negli spazi urbani. Il nome del progetto è “Urban Shuttles Autonomously Driven”, sviluppato da Iralab, il laboratorio di Informatica e Robotica per l'Automazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca guidato dal professor Domenico Sorrenti. L’obiettivo è la costruzione di veicoli in grado di orientarsi e muoversi autonomamente per la città.
Il progetto è in collaborazione con AIRLab, laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica del Politecnico di Milano e Info Solution S.p.A., azienda specializzata nella progettazione software e hardware per sistemi embedded nel settore aerospaziale e difesa.“La specificità del progetto - racconta Domenico Sorrenti - è la destinazione urbana: i veicoli dovranno essere in grado di effettuare spostamenti nei contesti cittadini, con tutto ciò che ne consegue: restare negli estremi della carreggiata, rispettare la segnaletica, fermarsi se un pedone attraversa la strada, muoversi nei ristretti spazi tipici della viabilità urbana.
 

Guarda il servizio andato in onda nella rubrica "Messi alla Prova, l'università nella vita di tutti i giorni" (TGR Rai Buongiorno Regione)

Attualmente i ricercatori hanno utilizzato un golf kart elettrico per allestire un prototipo in grado di muoversi da solo. Il veicolo funziona come un vero e proprio robot autonomo: segue un percorso pre-impostato e grazie ai suoi sensori, tra cui telecamere ad alto range dinamico, è in grado di “vedere” ciò che succede intorno a sé e quindi individuare eventuali ostacoli e aggirarli, se possibile, oppure fermarsi. «Il rilevamento dello stato del mondo attorno al veicolo – spiega Sorrenti – rappresenta il fulcro della nostra ricerca. Le telecamere ad alto range dinamico sono utili per fronteggiare le grandissime variazioni di illuminazione che si possono verificare circolando in una città e al momento rappresentano la strada più promettente per gli approcci basati sulla visione artificiale. Le telecamere sono sensori di piccola dimensione, a basso consumo e basso costo, ma grazie all'avanzamento delle conoscenze scientifiche stanno divenendo in grado di fornire una ricca messe di informazioni, su cui basare il movimento del veicolo».
Tra le applicazioni pratiche della guida autonoma vi è sicuramente il trasporto urbano. In futuro, infatti, questi mezzi potrebbero essere molto efficaci in città soprattutto sulle tratte con meno passeggeri là dove è poco conveniente per le aziende di trasporti impiegare tanti mezzi con autisti. La possibilità di alimentazione elettrica, in parte anche di origine solare, rende i veicoli per guida autonoma particolarmente convenienti per l’uso urbano. Tuttavia oggi l’ostacolo maggiore per la diffusione di questi mezzi non sono tanto le difficoltà tecnologiche quanto, piuttosto, le difficoltà normative. Manca ancora, sottolineano i ricercatori, un’adeguata legislazione che regoli a livello europeo la circolazione dei veicoli senza conducente e inoltre non sono stati ancora fissati dei criteri di omologazione.
 
 

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