A Dubai da tutto il mondo. L’esperienza delle nostre studentesse alla conferenza EWB

Barbara Anghileri, Elena Bianco e Pamela Paradiso, studentesse di economia dell’Università di Milano-Bicocca, sono state selezionate e hanno partecipato alla "Education without borders"- educazione senza frontiere, la conferenza internazionale dedicata agli studenti di tutto il mondo (sito web: www.ewb.hct.ac.ae) che si è tenuta a Dubai dal 28 al 31 marzo scorso. L’evento è patrocinato dagli Emirati Arabi Uniti e promosso dall’Higher Colleges of Technology di Abu Dhabi, istituto con cui l’Università di Milano-Bicocca ha stretto un general agreement nel 2009. Le richieste di partecipazione, giunte al comitato organizzatore da 131 paesi, sono state complessivamente circa 4000, per un migliaio di posti a disposizione. «Riuscire a inserire tre studentesse della nostra università, che hanno superato una difficile selezione, è stato un bel successo» ha dichiarato Massimo Saita, preside della facoltà di Economia, «Speriamo di continuare sulla strada degli scambi internazionali, per i prossimi anni stiamo progettando delle summer school in Italia con diverse università partner. Oltre che con l’università di Abu Dhabi il nostro ateneo ha stretto accordi con le università di Nanchino, Mosca e Cape Town».
Tutte provenienti dal corso di laurea magistrale in Scienze Economico-Aziendali, le ragazze hanno colto al volo questa bella opportunità di partecipare a una conferenza internazionale che ha avuto come relatori ospiti del calibro di Tony Blair, Albert Fert, Nobel per la fisica 2007 e Yolanda Kakabadse, presidente del WWf internazionale. Tra i temi trattati nei vari forum di discussione, l’accesso all’istruzione, lo sviluppo sostenibile e le questioni ambientali. Barbara Anghileri ha avuto un ruolo di primo piano anche nell’organizzazione dell’evento: «Ho una laurea triennale in mediazione linguistica e culturale; vista la mia conoscenza dell’inglese il professor Saita mi ha proposto di partecipare al comitato organizzativo della conferenza, insieme ad altri 40 studenti da tutto il mondo. Il bello del progetto è proprio questo: è stato realizzato dagli studenti per gli studenti, che fin dall’inizio sono stati coinvolti in prima persona».
Le richieste di partecipazione degli studenti dovevano essere accompagnate da un paper; in alternativa, gli studenti potevano scegliere di rispondere a un questionario che sondasse le motivazioni a partecipare. Elena Bianco è stata selezionata grazie al suo paper sulla valorizzazione del lavoratore all’interno delle aziende. «Ero molto attratta da Dubai ancora prima di sapere di questa conferenza» afferma Elena, «mi sarebbe piaciuto lavorare alla mia tesi sul posto, studiando una realtà economica in grande espansione che ha molte connessioni con aziende italiane. Alla fine mi sono orientata su altro, però grazie a questa conferenza ho comunque avuto la possibilità di fare un’esperienza di livello internazionale». Pamela Paradiso ha invece presentato un paper sull'utilizzo dell'energia alternativa per riuscire a diminutire la "dipendenza" dai combustibili fossili: «Ero molto motivata a partire, mi interessava l’esperienza in sé, sapevo che mi avrebbe aiutata ad aprire le mie vedute».
Tutte e tre le ragazze sono entusiaste dell’esperienza vissuta. Innanzitutto, la conferenza è stata un’opportunità eccezionale per conoscere studenti provenienti da tutti i paesi del mondo, dall’Irlanda all’Armenia, dal Montenegro al Messico: rapporti che grazie ai social network è sempre più facile coltivare nel tempo. «Dalle camere miste per nazionalità alle tavolate, tutto era pensato per favorire la conoscenza e lo scambio tra ragazzi di nazionalità e culture diverse» spiega Elena. «Queste esperienze ti insegnano a superare le barriere e ti fanno capire quanto in comune possono avere persone che provengono dai posti più lontani», racconta Pamela, «io ho passato una serata intera a parlare di politica e religione con alcuni ragazzi arabi, i problemi di fondo sono gli stessi per tutti ed è possibile trovare un punto di vista comune per affrontarli in maniera costruttiva». «Conoscere altre persone fa stabilire connessioni con paesi lontani, apre i nostri orizzonti e ci fa capire che non esistono barriere: tutto questo è possibile solo grazie all’istruzione, alla cultura» conclude Barbara «Questo è stato il messaggio principale dell’incontro, oltre al forte accento sulla responsabilità individuale: se ci crediamo e ci impegniamo, niente è impossibile, le cose si possono davvero cambiare».Sara Nocerino

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