Team Bicocca premiato agli "Oscar della mediazione"

Avvicinarsi alla mediazione per imparare a gestire le sfide della vita di tutti i giorni. È con questo spirito che il team dell’Università di Milano-Bicocca ha affrontato la sesta Competizione Italiana di Mediazione che si è svolta dal 22 al 24 febbraio scorso, in parte all’Università Statale di Milano e in parte alla Camera Arbitrale di Milano.
Alla gara hanno partecipato 22 squadre provenienti da altrettante Università italiane. A rappresentare il nostro Ateneo, tre studentesse di Giurisprudenza: Camilla Barcio, Ester Giudice, Carlotta Magnoni che si sono aggiudicate anche un importante riconoscimento. Scopriamo insieme a loro di cosa si tratta. 
Come si svolge la competizione?
La sfida consisteva nel simulare alcuni casi che ci erano stati assegnati precedentemente, interpretando a volte le parti, a volte gli avvocati. Tutto ciò sotto gli occhi del mediatore, dei giudici e dei valutatori, pronti a darci feedback più o meno positivi appena terminati i minuti a nostra disposizione.
Come vi siete preparate ad affrontarla?  
Per ottenere un buon risultato è stato fondamentale aver frequentato il corso tenuto dal professor Federico Ferraris di "ADR: Alternative dispute resolution" e Mediazione. Ha saputo infatti aiutarci a preparare le future negoziazioni. Abbiamo imparato a dialogare, a capire le emozioni ed esplorare gli interessi della controparte, senza metterla sotto pressione, fino a giungere aduna soluzione soddisfacente per entrambi. Abbiamo capito così che il giudizio, il processo, il giudice, non sono le uniche soluzioni per risolvere delle controversie di diversi ambiti (civile, commerciale, familiare ecc.) ma che c'è un percorso che ha come obiettivo la risoluzione del litigio, non attraverso una sentenza (come siamo abituati a pensare), bensì tramite il dialogo.
Nel percorso di preparazione alla competizione siamo state guidate dall'avvocato Mario Dotti, un vero professionista che è stato per noi fin dal primo giorno una linea guida e un esempio da seguire. Da settembre dello scorso anno abbiamo iniziato la nostra preparazione insieme a Mario e ai nostri due coach, Aurora Schirripa e Riccardo Vezzo, che ci hanno aiutato con le loro competenze e le loro esperienze (hanno infatti partecipato alla scorsa edizione della Competizione) a preparare i casi e ad affrontare questa esperienza.
Quale riconoscimento avete ottenuto?
Siamo state premiate per il “Miglior discorso introduttivo”, un riconoscimento per le doti di comunicazione, interpretazione e preparazione riguardanti la parte iniziale dell’incontro di mediazione, parte molto importante in quanto momento precedente ed essenziale al confronto con la controparte.
Consigliereste ai vostri colleghi questa esperienza?
Questa esperienza l’abbiamo consigliata e la consiglieremo a tutti i nostri colleghi, ma non solo: non tutti infatti sanno che per partecipare a questa Competizione non bisogna necessariamente studiare giurisprudenza! Dunque diciamo ai ragazzi dell'Ateneo di partecipare anche perché avvicinarsi alla mediazione aiuta a prepararsi alle sfide della vita quotidiana: dai bisticci più frivoli al riconoscere e controllare le proprie emozioni, pensando già alle future “negoziazioni” (civili, commerciali, e perché no anche con amici o con il fidanzato) che andremo ad affrontare durante la nostra vita, lavorativa e personale.

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