insegnanti osservano da vicino il robot educativo di milano-bicocca

Quando i robot salgono in cattedra. Nuovi scenari educativi

È stato il primo progetto di Milano-Bicocca a essere potenziato grazie al crowdfunding. Grazie a oltre 60 finanziatori il piccolo robot didattico “Coderbot” ha potuto rifarsi il look e dotarsi di una nuova interfaccia tramite cui dialogare in modo migliore con insegnanti e alunni. Un gran contributo è arrivato dalla partecipazione di Sorgenia, che ha deciso di partecipare alla raccolta fondi e di donare alcuni robot a due istituti scolastici.
Venerdì 11 e sabato 12 gennaio, le insegnanti Laura, Cristina, Gianna e Marilena degli Istituti Silvio Pellico (Arluno, MI) e Arturo Toscanini (Aprilia, LT) sono state accolte in U16 dal team di Coderbot che ha insegnato loro come programmare il robot didattico da utilizzare in classe. Le abbiamo raggiunte per conoscerle meglio e seguire l’evoluzione del progetto.

Mentre per le insegnanti di Arluno si è trattato del primo approccio con la robotica educativa «sicuramente uno strumento in più per ragionare, siamo curiose di conoscere gli utilizzi», le colleghe di Aprilia avevano già avuto esperienze in merito e di conseguenza una maggior consapevolezza delle opportunità offerte da questo strumento didattico.
Nell’opinione di tutte, la robotica educativa fornisce un valido supporto anche al di fuori dell’area prettamente scientifico-matematica ed è potenzialmente un valido alleato interdisciplinare utilizzabile in diverse classi e con diversi scopi. Per le maestre di Aprilia «è uno strumento versatile, permette di svolgere diversi tipi di attività a diverse età: le differenti modalità di comando, manuale e programmato, lo rendono accessibile anche dai 5 anni».

Chiediamo qualche consiglio anche a Edoardo Datteri (Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione) che è uno dei “papà” di Coderbot. Ci racconta di diverse attività da poter svolgere col piccolo robot: dai percorsi eseguiti grazie a comandi programmati «un esercizio che pone dei problemi anche difficili da risolvere» al riconoscimento del territorio osservato dal punto di vista del robot (mediante la telecamera di cui è equipaggiato) «mappe e geografia non sempre sono ambiti associati alla robotica».

Grazie al crowdfunding (e al contributo di Sorgenia) è stata mgliorata l’interfaccia del software tramite cui programmare il robot. L’interfaccia di Coderbot, rispetto ad altri robot simili, è l’unica altamente personalizzabile: si possono cambiare i testi delle istruzioni e dei comandi «per bambini piccoli sono più comode le frecce al posto delle parole “destra” - “sinistra”». L’insegnante può diversificare l’attività a seconda dell’età degli alunni, inoltre può escludere di volta in volta degli elementi potenzialmente distrattori. Il contributo degli esperti in scienze della formazione è un grande valore aggiunto. Il prossimo passo sarà lavorare sul telaio del robot, rendendolo più funzionale.
 

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