Obiettivi raggiunti per l'Università del futuro, il bilancio di quest'anno e un augurio per il 2018

Qual è per l’Ateneo il bilancio dell'anno appena trascorso?
Il bilancio è molto positivo in quanto abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi. Nella formazione abbiamo lanciato nuovi corsi di laurea che hanno un buon successo. Avevamo poi l’obiettivo di portare il più possibile all’interno la didattica e usufruire meno dei docenti a contratto: anche questo è stato raggiunto, con un buon risparmio dell’Ateneo che può essere reimpiegato sempre nella formazione. Per quanto riguarda la ricerca, abbiamo un ottimo successo nella ricerca competitiva con il programma di Horizon e in particolare con le fellowship “Marie Curie”. Inoltre abbiamo incrementato già per il secondo anno le collaborazioni con l’impresa, tanto che il budget relativo a queste collaborazioni si è stabilizzato intorno ai 5 milioni di euro.
 
Quali gli obiettivi per il 2018?
Il prossimo anno vogliamo fare due cose. Una è riuscire ad analizzare il bilancio in una maniera diversa, per macro-voci: qual è il bilancio della parte didattica, della ricerca, della terza missione, dei servizi? In questo modo sarà possibile capire quali siano le aree che hanno maggiore bisogno di un miglioramento e avere un’idea di come funziona anche in termini economici l’Ateneo fin nei minimi particolari. D’altro canto, portiamo avanti un grosso investimento nella tecnologia per quanto riguarda la didattica: didattica innovativa vuol dire innanzitutto anche ambiente innovativo e aule innovative, quindi abbiamo già iniziato quest’anno con le aule “top”, tecnologicamente avanzate, e dobbiamo continuare nei prossimi anni a renderle sempre più moderne e adeguate alle nuove tecnologie.
 
Il 10 giugno l’Università di Milano-Bicocca compirà vent'anni: quali sono i più grandi passi avanti che ha visto compiere a questo Ateneo “giovane”, prima come docente e poi come Rettore?
I passi avanti che ho visto sono stati quelli di forti investimenti nelle piattaforme tecnologiche e nella ricerca applicata all’insegnamento. Questa Università è nata proprio con la missione di insegnare ai giovani tenendo sempre molto presente, molto forte il proprio background scientifico. Tutte le aree disciplinari hanno questo marcato background scientifico, anche quelle umanistiche, quindi abbiamo delle aree umanistiche in cui gli aspetti quantitativi e scientifici sono prevalenti: questo è molto importante ed è il filone trasversale dell’Ateneo. Come docente, mi sono trovata di fronte a un Ateneo che investiva in tecnologie estremamente innovative come la PET Ciclotrone: in questo senso l’Università Bicocca è molto avanti rispetto ad altri Atenei. Come Rettore, questa è una parte che mi sento di portare all’estremo, cioè quella di dire ‘Benissimo, continuiamo a investire in queste tecnologie’, ma queste devono servire a tutti, quindi piattaforme tecnologiche trasversali aperte a chi fa ricerca.
 
Come immagina l’Ateneo del futuro? Come sarà la Bicocca fra altri 20 anni?
L’Ateneo del futuro sarà in grado di cogliere appieno la rivoluzione digitale, diventandone padrone. In questo senso vanno le aule tecnologiche interattive e il dibattito che abbiamo aperto su quale debba essere il rapporto fra docenti e studenti: questa interazione fondamentale è cambiata, non è certo più quella di 20 anni fa, come sarà nel futuro? Un po’ per formazione medica, un po’ per formazione universitaria, io credo molto nello scambio positivo fra persone e nel fatto che la trasmissione della conoscenza richieda anche un ambiente che non può essere solo quello del Web o della realtà virtuale, però questo è un passaggio che va affrontato con tranquillità e sicurezza, senza paure, così come va pensato oggi quali saranno i mestieri di domani… Quindi vedo un Ateneo sempre più futuristico e tecnologico, nel quale il rapporto umano resta comunque molto importante. Un altro settore che vedo in forte crescita è quello dell’interazione con il territorio e l’industria: stiamo andando sempre più nella direzione di una condivisione di obiettivi e forse fra 20 anni non ci saranno più barriere, ma possibilità di scambio molto più semplici, più agili. Vedo anche una forte ripresa degli investimenti nell’innovazione e nella ricerca da parte del mondo del lavoro e delle imprese.
 
Potrebbe fare un augurio ai docenti e al personale tecnico-amministrativo dell’Università per l’anno nuovo?
Per il 2018 auguro soprattutto di poter lavorare con serenità e al meglio, sia ai nostri docenti, sia al nostro personale tecnico e amministrativo. Io ho potuto conoscerne, in questa posizione, molti e ne apprezzo tantissimo, veramente, la dedizione al lavoro nonostante le difficoltà. Penso di aver stabilito un dialogo e lo ritengo un elemento fondamentale che può guidarci nei momenti di crisi, quindi auguro a tutti di continuare e di perseverare con questo dialogo, perché può aiutare a vivere in un modo migliore la vita di tutti i giorni.
 

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