donna usa telefono cellulare

Nuovi social e APP migliori, grazie all’ergonomia cognitiva

Se ci chiedessero di dare una definizione di “ergonomia” probabilmente saremmo in difficoltà, nonostante conosciamo (chi più, chi meno) il significato del termine. Se poi aggiungiamo che l’argomento di cui stiamo per parlare è denominato “ergonomia cognitiva” rischiamo di spaventarci.
In realtà il concetto è abbastanza semplice: studiare l’interazione tra l’uomo e gli strumenti che utilizza, esaminando i processi cognitivi coinvolti (percezione, emozioni, memoria, ecc.) al fine di apportare modifiche che migliorino gli strumenti stessi.
In Bicocca ci sono studenti che frequentano lezioni di ergonomia cognitiva (Dipartimento di Psicologia) e stanno studiando come rendere più piacevole, funzionale e immediata la fruizione di servizi erogati dall’università stessa.
 
Abbiamo chiesto ad alcune di loro di parlarci delle loro “creature”
Sara ci racconta di B(e)social: la maggior parte degli studenti utilizza gruppi Facebook per tenersi in contatto con i compagni di studi ma con una piattaforma dedicata si dimezzerebbero i tempi di interazione, rendendo più agevole anche la comunicazione con studenti di altri dipartimenti. Uno strumento più efficace per conoscere nuove persone. Abbiamo creato un sondaggio introduttivo, in modo da far capire agli studenti di cosa si tratta e la maggior parte delle risposte per ora è entusiasta della cosa.
Il gruppo di Noemi invece si occupa di SegreterieOnline: l’idea è quella di ottimizzare la versione mobile, e per farlo abbiamo pensato di raccogliere le opinioni degli studenti. Come? Attraverso un questionario online. L’obiettivo è quello di conoscere i punti di forza e le criticità del servizio chiedendo il parere a chi, tutti i giorni, consulta gli appelli e prenota gli esami su SegreterieOnline.
Unificare e aumentare i servizi offerti dalle tre App "unimib" (life, course e library) è invece lo scopo del gruppo di Eleonora, che vorrebbe offrire un'esperienza migliore a tutti gli studenti Bicocca. Anche loro hanno predisposto un form da compilare per aiutarli.
 
Una volta progettate le App o i servizi, qualcuno si occuperà di implementarli?
Per ora non è nei piani, ma Sara ci svela che a seguito di colloqui con docenti di informatica non si esclude che in futuro B(e)social possa essere implementata, mentre l’idea di Noemi è quella di presentare il progetto all’amministrazione e ai sistemi informativi, e se l’idea piacerà potranno mettere a disposizione dell’Ateneo i risultati dello studio.
 
Quali altri progetti stanno prendendo vita nel corso?
Alcuni studenti stanno pensando a un social basato sulle esperienze di lettura, altri ne ipotizzano uno legato ai sogni. Ma le applicazioni al vaglio sono tante: da quella dedicata allo shopping calzaturiero a quella per non sprecare il cibo… oppure soluzioni per migliorare il servizio di ATM o l’autonomia dei non vedenti.
 
Per gli studenti coinvolti può essere la prima esperienza della loro professione futura?
Sara e Noemi ci svelano che in effetti lavorare nel mondo del web design o nel mondo dei Social Media è una prospettiva che alletta molti di loro, quindi aiutateli compilando i loro brevi sondaggi e… Mark Zuckerberg è avvisato!

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