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Mattia Dalla Brida, il fisico che ama la filosofia

«Al momento della scelta universitaria avevo una certezza: scegliere un corso che indagasse il pensiero e l’ordine naturale delle cose. Ero indeciso però se farlo studiando Filosofia o  Fisica.  Alla fine, ha prevalso la curiosità di studiare le leggi fondamentali che governano l’universo». Così Mattia Dalla Brida, oggi ricercatore a tempo determinato in Fisica Teorica presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano-Bicocca e ricercatore associato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ci parla dell’inizio del suo percorso formativo.
 
A distanza di qualche anno, Mattia ha ottenuto un grande risultato: un suo articolo scientifico è stato selezionato come “Editor Suggestion” dalla rivista americana Physical Review Letters, una delle più prestigiose del settore. Questo è un riconoscimento che il comitato editoriale della rivista assegna a pubblicazioni di particolare rilevanza scientifica. Lo studio ha infatti permesso una determinazione dell’intensità dell’interazione forte tra particelle sub-nucleari, descritta dalla teoria della Cromodinamica Quantistica (QCD), a un livello di precisione mai raggiunto prima.
 
La ricerca è stata condotta da Mattia Dalla Brida insieme a scienziati di grande rilievo internazionale provenienti da diversi gruppi di ricerca. Oltre a membri del gruppo di "QCD su reticolo" dell’Università di Milano-Bicocca, ne fanno parte ricercatori del CERN di Ginevra, del DESY e dell'Università Humboldt di Berlino, del Trinity College di Dublino, del Brookhaven National Laboratory di New York e dell'Università di Wuppertal. Ed è proprio della dimensione internazionale che gli chiediamo di parlarci.
 
Come mai hai scelto un periodo di formazione all’estero?
 
Perché ho deciso di accettare la sfida di far ricerca fuori dall’Italia e confrontarmi con scienziati di grande livello: dapprima in Irlanda, presso il Trinity College di Dublino, dove ho vinto una borsa di studio Marie Curie e un’altra del Governo, e poi in Germania, presso il laboratorio DESY, dove è nato il progetto di ricerca che descrivo nell'articolo selezionato come Editor Suggestion. Durante questo periodo, ho avuto modo di conoscere il professor Leonardo Giusti di Milano-Bicocca e ho potuto apprezzare il valore della sua ricerca e di quella dell’intero gruppo di "QCD su reticolo" di Milano-Bicocca. Quando ho avuto possibilità di un assegno di ricerca a Milano, ho quindi accettato con entusiasmo! Il primo anno come assegnista l'ho passato lavorando interamente al CERN come visitatore scientifico.
 
In cosa consiste la tua ricerca e quali sono gli usi concreti?
 
Lo scopo della ricerca fondamentale è quello di districare dalle complesse interazioni tra particelle sub-nucleari, i principi primi che le determinano. Nella fattispecie io mi occupo di studiare i responsabili ultimi delle forze nucleari e offrire predizioni teoriche per interpretare gli esperimenti condotti ad esempio al CERN.
Dal punto di vista pratico, e degli usi concreti, occorre dire che negli ultimi cento anni, i fisici che si ponevano queste stesse domande hanno posto le basi per la creazione di molti strumenti utilissimi. Per citarne solo alcuni abbiamo ad esempio: internet, le guide satellitari, i laser.
La ricerca di cui mi occupo io più direttamente ha invece spinto enormente lo sviluppo dei super-computer. Tali calcolatori riescono in pochi giorni a eleborare dati che altrimenti necessiterebbero anni per essere analizzati con i normali computer adoperati in ufficio o a casa. E’ chiaro che questa potenza di calcolo ha moltissime applicazioni, che vanno da calcoli per l’ingegneria alla gestione di enormi banche dati, fino all’analisi dei dati per trattamenti mirati in medicina.
 
 

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