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#MaratonaMentana, fenomenologia di un successo annunciato

Comunque vadano le elezioni del 4 marzo 2018, tv e social hanno già il loro vincitore.

In Italia, la ritualità della fruizione condivisa di programmi televisivi ha storia antica: nel dopoguerra erano in pochi a possedere un televisore e in alcune occasioni poteva capitare che più famiglie si riunissero intorno a un piccolo schermo per guardare, ascoltare ed esprimere un’opinione su quanto trasmesso. Nel corso del tempo, grazie alla maggior accessibilità e all’ampliamento dell’offerta televisiva, la componente “comunitaria” della fruizione si è un po’ persa… fino all’avvento dei social network.
Oggi, a ogni programma televisivo corrisponde un hashtag e ad esso corrispondono gruppi di persone che interagiscono e si scambiano opinioni “real time” (soprattutto su Twitter) riguardo allo show in oggetto.
Gli hashtag relativi ai programmi televisivi italiani rientrano spesso tra quelli maggiormente in tendenza nel nostro Paese (TT) ma sono pressoché ignorati nel resto del mondo, che preferisce hashtag anglosassoni, ispanici o asiatici. Ci sono poi delle eccezioni. C’è soprattutto una eccezione: #maratonamentana è riuscito a entrare più volte nelle tendenze mondiali.

Ormai in occasione di elezioni o referendum la “Maratona Mentana” è un appuntamento immancabile, un fenomeno di costume che in alcuni casi riscuote più attenzione dei fatti stessi di cui si occupa. Abbiamo chiesto a Laura Manfredi (Blogger Rock’n Mode e creatrice di TeamDivano) un’opinione a riguardo.
 
 
Sono tanti i programmi “speciali” realizzati dalle emittenti tv in occasione delle elezioni, eppure nessuno sembra avere lo stesso successo. Come mai?
Il merito è proprio di Mentana. Il programma è diventato più seguito sui social proprio dal momento in cui il web ha notato le risposte sotto ai suoi post contro quelli che lui stesso ha definito "webeti", ma c’è anche da dire che Maratona Mentana è un programma che ha un ritmo tutto suo che nei programmi dedicati alla politica è, di norma, completamente assente.
 
Nell’epoca dei social, Enrico Mentana incarna il bisogno di un nuovo modo di fare giornalismo?
Non credo si tratti di un vero e proprio bisogno di un nuovo modo di fare giornalismo, anche perché se ciò accadesse si creerebbe una gran confusione. Più che altro c’è da chiedersi: sarebbe possibile su altre emittenti
 
A questo punto viene un dubbio: non si corre il rischio di perdere di vista gli argomenti trattati e concentrarsi troppo sul “contorno” della trasmissione?
Da quello che leggo, non mi sembra. Anzi, forse è proprio questo contorno che porta una certa fascia del web a interessarsi di argomenti ai quali prima, magari, non avrebbe dato attenzione. Mentana è l’Alberto Angela della politica: è riuscito ad attrarre a sé un nuovo segmento di pubblico grazie alla benedizione dei social, ma i contenuti non vengono messi da parte, semmai ricevono una maggiore attenzione. Quanti giovanissimi, anni fa, avrebbero fatto l’after per seguire (e soprattutto per twittare) un programma di politica?
 
Il 4 marzo oltre alla maratona ci sarà la notte degli Oscar. Secondo te, quale sarà il più “chiacchierato” dei due sui social?
È una bella battaglia, questa. L’unica cosa di cui sono certa è che io, nonostante il mio amore per il TeamDivano, di notte dormo :D Quindi lo scopriremo il 5 marzo!

*FOTO di Mentana: wikipedia
 

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